Trump ottiene l’ok della Corte Suprema per la sala da ballo alla Casa Bianca

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha autorizzato temporaneamente il presidente Donald Trump a proseguire i lavori per la costruzione di una sala da ballo adiacente alla Casa Bianca. Il giudice capo John Roberts ha sospeso l’ordine di un tribunale inferiore che aveva imposto l’interruzione dei cantieri; tuttavia la controversia giudiziaria prosegue nei gradi di merito.

L’amministrazione aveva chiesto la possibilità di completare la sala da ballo e la realizzazione di un bunker sotterraneo sostenendo che l’intervento sia essenziale per la sicurezza nazionale. Lo scorso anno Trump aveva fatto demolire l’intera storica Ala Est della Casa Bianca, che ospitava gli uffici della First Lady, senza l’approvazione del Congresso, per fare spazio al nuovo edificio, suscitando rapide contestazioni legali. Un tribunale distrettuale aveva ordinato la sospensione della maggior parte dei lavori, misura poi confermata da una corte d’appello che ha ritenuto che una modifica così significativa richieda il consenso esplicito del Congresso, pur concedendo tempo all’amministrazione per ricorrere in Corte Suprema.

All’inizio il progetto era stato presentato come necessario per ospitare gala e cene di Stato; successivamente il presidente ha enfatizzato la presenza di un bunker militare sotterraneo e altri accorgimenti di sicurezza. Trump ha sostenuto che la sala da ballo sarebbe stata finanziata privatamente, ma diversi organi di stampa riportano stime che indicano un possibile onere fino a 600 milioni di dollari a carico dei contribuenti.

Trump si dichiara “grato” alla Corte Suprema per il via libera temporaneo

Donald Trump ha detto di essere “grato per la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti” e ha definito l’opera un “complesso militare‐sala da ballo di vitale importanza per la sicurezza nazionale”. In un messaggio su Truth ha aggiunto che sarà “il migliore del suo genere”, affermando che si tratta di una realizzazione che i presidenti desiderano da 150 anni e che le forze armate attendono da 100 anni, e che tale aspettativa sarà presto soddisfatta.