L’Iran afferma di aver consolidato una superiorità nella capacità di sostenere un conflitto prolungato grazie a una produzione costante di armamenti che, secondo Teheran, non si sarebbe mai fermata neppure durante le recenti crisi. Reza Talaei‐Nik, portavoce del ministero della Difesa, citato dall’agenzia Tasnim, ha detto che la Repubblica islamica continua a modernizzare armi strategiche, tra cui missili balistici e da crociera, e che la produzione di alcune armi e munizioni strategiche è più che triplicata durante la recente guerra.
Il governo iraniano ha inoltre sostenuto che una «guerra economica» progettata dagli Stati Uniti contro Teheran costituirebbe una violazione del diritto internazionale. Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri, ha scritto che banche, imprese o aeroporti soggetti alla giurisdizione esclusiva di uno Stato non dovrebbero essere costretti da altri Paesi a interrompere rapporti commerciali leciti con uno stato terzo.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato minacce di sanzioni severe contro Paesi che continuano a sostenere l’Iran, mentre l’amministrazione di Washington cerca di intensificare la pressione economica su Teheran.
«La coercizione economica finalizzata a costringere uno Stato sovrano a modificare scelte politiche lecite è un atto palesemente illecito a livello internazionale», ha affermato Baghaei, sostenendo che tali «sanzioni secondarie» violano la Carta delle Nazioni Unite.
Secondo Baghaei, il piano di Trump, insieme a un blocco navale statunitense dei porti iraniani, ridurrebbe la sovranità di altri Paesi a una condizione «provvisoria, condizionata e revocabile» a discrezione di un’altra potenza, rischiando così, a suo dire, un «ritorno al colonialismo classico su vasta scala».
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha poi dichiarato su X di aver ricevuto numerosi messaggi dai Paesi vicini sulla definizione di nuovi assetti di sicurezza e di cooperazione economica nella regione. Secondo Ghalibaf, l’atteggiamento prepotente degli Stati Uniti e il loro presunto disinteresse per gli interessi degli alleati, a vantaggio di Israele, hanno messo a rischio la sicurezza dei Paesi vicini, rafforzando la necessità di un ordine regionale autonomo costruito dall’interno per garantire pace e sicurezza.
Trump: “L’Iran non avrà mai l’arma nucleare, lo Stretto di Hormuz è territorio Usa”
Nel corso di un comizio in South Carolina per sostenere la candidatura al Senato di Darline Graham, Donald Trump ha ribadito che «l’Iran non avrà mai un’arma nucleare».
Secondo quanto riportato da Fox News, Trump ha affermato che l’Iran sarebbe alla ricerca di un accordo ma che gli Stati Uniti potrebbero non accettare le condizioni precedenti. Ha inoltre ribadito di considerare lo Stretto di Hormuz «come un territorio americano in questo momento».
Iran autorizza passaggio petroliere irachene nello Stretto
Contemporaneamente, l’Iran ha autorizzato alcune petroliere irachene a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz per tutelare gli interessi economici di Baghdad, riferisce l’agenzia ufficiale iraniana Irna, sottolineando che la decisione è coincisa con la visita in Iraq del presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf.
Irna riporta che il presidente del Parlamento iracheno, Haibat al-Halbousi, ha chiesto a Ghalibaf di consentire il passaggio delle petroliere attraverso lo strategico braccio di mare. L’agenzia non ha precisato quante navi saranno autorizzate, quando il permesso entrerà in vigore né se sia prevista una scadenza.
Teheran denuncia: “Piloti dispersi detenuti dal Qatar in pessime condizioni”
Mohammad Bagherzadeh, responsabile del comitato per i dispersi dello Stato maggiore delle Forze armate iraniane, ha affermato all’agenzia Tasnim che tre piloti iraniani di due caccia Su-24, abbattuti sul Qatar, sarebbero detenuti «in mare» e si troverebbero in cattive condizioni fisiche. Bagherzadeh ha chiesto al Qatar di trasferire i tre piloti sulla terraferma e di ricoverarli in un ospedale adeguato, sostenendo che il luogo dove sarebbero trattenuti non garantirebbe le necessarie cure. Ha inoltre sollecitato il Comitato internazionale della Croce Rossa a inviare un’eliambulanza per riportarli in Iran.
Il Qatar aveva smentito la settimana scorsa la versione iraniana secondo cui i tre piloti sarebbero stati catturati vivi e trattenuti da circa sei mesi. Doha ha affermato di aver recuperato soltanto i resti di uno dei piloti dopo l’abbattimento degli aerei, avvenuto a marzo, e ha invitato le autorità iraniane a esaminare i dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso.
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