Iran, Trump: “Presto dichiarerò Hormuz territorio Usa”

Il presidente americano ha annunciato, durante un comizio a New York, l’intenzione di dichiarare a breve lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti, sostenendo che Washington esercita già di fatto il controllo attraverso un blocco navale. In un’intervista a Fox News ha inoltre detto che gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “duramente sul piano economico”, anticipando nuove misure che, secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent, saranno “mai viste prima” e partiranno già dalla prossima settimana.

Il presidente ha poi affermato che in Iran non ci sarebbe “nessuno con cui negoziare”, descrivendo il paese come privo di figure disposte a ricoprire la carica di presidente.

Trump e i costi del carburante

Trump ha difeso l’incremento dei prezzi della benzina, definendolo contenuto e motivato dalla necessità di impedire che l’Iran si doti di un’arma nucleare. Ha sostenuto che le misure adottate rappresentano un servizio globale, oltre che una scelta di politica estera basata su considerazioni strategiche e morali.

Vance: “Primo obiettivo mantenere i prezzi della benzina bassi”

JD Vance, intervenendo a Fox News, ha indicato una diversa gerarchia di priorità rispetto alla linea finora espressa dall’amministrazione: prima mantenere bassi i prezzi della benzina e del petrolio, secondo impedire all’Iran di acquisire un’arma nucleare. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha però precisato che per Trump i due obiettivi hanno “uguale importanza”. Il nuovo rilievo dato all’impatto economico contrasta con dichiarazioni precedenti del presidente, che in maggio aveva affermato di considerare prioritario impedire all’Iran di ottenere armi nucleari anche a costo di conseguenze economiche per gli americani.

Lo stallo tra Washington e Teheran

Su tre punti di navigazione nello Stretto di Hormuz persiste lo stallo tra Stati Uniti e Iran, mentre il Pakistan cerca di mediare. Washington chiede che sia Teheran ad annunciare per prima la riapertura delle rotte, prima di revocare il blocco navale; Teheran richiede invece la rimozione delle sanzioni e un cessate il fuoco permanente. Fonti pakistane riferiscono di un accordo sulla possibile proroga del cessate il fuoco di 60 giorni, in scadenza il 17 agosto, ma restano da definire durata e modalità; Teheran smentisce invece qualsiasi discussione sulla proroga, accusando gli Stati Uniti di aver violato il memorandum.

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