Asolo Musica compie 50 anni: mezzo secolo di concerti, artisti e territori

Nata nel 1976 come Amici della Musica di Asolo, l’associazione ha trasformato la città dei cento orizzonti in uno dei punti di riferimento della musica da camera e ha progressivamente esteso la propria attività in tutto il Veneto

Cinquant’anni di musica, di incontri, di luoghi e di persone. Mezzo secolo durante il quale la musica è partita da Asolo e, stagione dopo stagione, ha allargato il proprio raggio d’azione fino a costruire una vera e propria mappa musicale del Veneto. È la storia di Asolo Musica, nata nel maggio del 1976 con il nome di Amici della Musica di Asolo e arrivata al traguardo del cinquantesimo anniversario dopo un percorso fatto di concerti, festival, formazione, collaborazioni e progetti capaci di intrecciare la qualità artistica con la valorizzazione dei territori.

Serenissime Dimore

L’obiettivo dell’associazione, fin dall’inizio, è stato quello di promuovere e diffondere la cultura musicale mettendo insieme artisti, luoghi e comunità. Una missione che avrebbe trovato proprio ad Asolo, città da sempre legata alla presenza di scrittori, musicisti e artisti, il proprio naturale punto di partenza. Pochi anni dopo la fondazione, nel 1978, sarebbe nato uno degli appuntamenti destinati a diventare il simbolo dell’attività dell’associazione: gli Incontri Asolani, Festival Internazionale di Musica da Camera. Il nome non sarebbe casuale. L’idea sarebbe stata quella di favorire l’incontro tra grandi maestri e giovani interpreti, ma anche un rapporto più diretto tra musicisti e pubblico, in un’epoca nella quale il concerto era ancora pensato soprattutto come momento di ascolto e meno come occasione di confronto. La cornice sarebbe stata quella della chiesa medievale di San Gottardo, sede storica della rassegna. Un luogo raccolto nel quale la musica da camera avrebbe trovato una dimensione particolarmente intima, favorendo quella vicinanza tra interpreti e spettatori che sarebbe diventata una delle caratteristiche distintive degli Incontri Asolani.

Chiesa di San Gottardo, Asolo

Sul palco sarebbero passati alcuni dei grandi protagonisti della musica del Novecento, insieme a giovani interpreti che proprio ad Asolo avrebbero trovato un’occasione importante per farsi conoscere e confrontarsi con musicisti già affermati. Molti di quei giovani, negli anni successivi, sarebbero diventati a loro volta protagonisti della scena musicale internazionale. Ma la storia di Asolo Musica non si sarebbe fermata agli Incontri Asolani. Fin dai primi decenni l’associazione avrebbe sviluppato un’attività molto più ampia, spesso meno visibile al grande pubblico ma fondamentale per la crescita musicale del territorio: concerti e rassegne, corsi di perfezionamento, concorsi, progetti formativi e collaborazioni con amministrazioni comunali, associazioni, biblioteche, scuole di musica, conservatori e parrocchie.

Auditorium Lo Squero, Isola di San Giorgio a Venezia

In questo modo Asolo Musica avrebbe messo a disposizione delle comunità competenze artistiche, organizzative e amministrative, contribuendo alla nascita e alla crescita di appuntamenti musicali in numerosi territori del Veneto. Giovani interpreti, ensemble cameristici e musicisti della regione avrebbero trovato così occasioni di esibizione e di confronto. Una presenza sempre più capillare che avrebbe portato l’associazione a diventare un punto di riferimento regionale per la promozione della musica. Un ruolo riconosciuto anche dal Ministero della Cultura, che dal 2015 sostiene e riconosce l’attività dell’associazione. I numeri raccontano la dimensione raggiunta in questi cinquant’anni: oltre 200 concerti ogni anno e circa 30 mila ascoltatori coinvolti in una programmazione che comprende artisti affermati, giovani ensemble, scuole di musica e conservatori.

Musei d’Estate all’Auditorium Santa Caterina

«L’associazione nacque in primo luogo dall’intuizione di Carlo Bernini, allora presidente della Regione Veneto, per rinnovare, attraverso una struttura musicale cucita sulle caratteristiche del luogo, la tradizione culturale di una città così ricca di stimoli e di potenzialità internazionali», ricorda Maurizio Jacobi, presidente di Asolo Musica dal 2010. «Ne fu primo direttore l’indimenticato Attilio Zamperoni, che riuscì in poco tempo a portare la rassegna Incontri Asolani a un livello di eccellenza mondiale, chiamando a parteciparvi molti dei più grandi artisti dell’epoca».

Nel racconto di Jacobi un ruolo importante sarebbe spettato anche alla collaborazione tra il presidente Battista «Titta» Parolin e il direttore artistico Federico Pupo, che avrebbe consolidato negli anni la tradizione degli Incontri e contemporaneamente ampliato l’attività dell’associazione, fino a trasformarla in un riferimento artistico e organizzativo per numerose realtà culturali venete. Il risultato sarebbe una storia fatta di centinaia di appuntamenti e progetti diversi, costruiti spesso sulle caratteristiche dei luoghi che li hanno ospitati. Alcune di queste esperienze continuano ancora oggi, come Musei d’Estate a Treviso, il Festival Chitarristico «Mario Castelnuovo-Tedesco», Musica nell’Agordino e i Concerti all’Auditorium Lo Squero sull’Isola di San Giorgio Maggiore, realizzati dal 2016 insieme alla Fondazione Giorgio Cini. Dal 2025 si è aggiunto anche Serenissime Dimore, progetto dedicato alle Ville Venete, che dal prossimo settembre proporrà la seconda edizione. Anche in questo caso la musica viene messa in relazione con il contesto: architetture, paesaggi, storia e memoria diventano parte integrante dell’esperienza musicale.

L’organo Zanin 1998 in Santa Caterina

È la stessa filosofia che attraversa gran parte dell’attività di Asolo Musica: il concerto non come appuntamento isolato, ma come elemento di un più ampio paesaggio culturale. Un capitolo particolare riguarda gli organi storici. Cantantibus Organis è la rete regionale coordinata da Asolo Musica per la valorizzazione di questi strumenti e coinvolge le province di Treviso, Belluno, Padova, Venezia, Vicenza e Rovigo. Il progetto nasce dall’esperienza del Festival Organistico Internazionale «Città di Treviso e della Marca Trevigiana», istituito nel 1988 grazie a un comitato promotore e alla passione e alla competenza di Riccardo Moscatelli, figura alla quale Asolo Musica sarebbe stata vicina fin dall’inizio. Nel tempo la rete avrebbe collegato diverse rassegne dedicate a strumenti spesso poco conosciuti, ma di grande valore storico e musicale: dagli organi settecenteschi e ottocenteschi della scuola veneta ai repertori sacri e profani, fino ai concerti che affiancano alle tastiere le voci e altri strumenti. Ne fanno parte, tra le altre, esperienze come Antichi Organi del Polesine, il Festival Callido-Nacchini di Venezia, il Festival Organistico del Pedemonte e del Canal di Brenta, Padova Urbs Organi e il Festival Concertistico Internazionale degli Organi Storici del Vicentino.

Il Gaetano Callido, 1787, op. 239 della Chiesa dell’Assunta di Loreo

Un riconoscimento importante del ruolo assunto dall’associazione in questo settore sarebbe arrivato nel 2013, quando la Regione Veneto le affidò la gestione delle manifestazioni promosse dal Comitato regionale per le celebrazioni del bicentenario della morte di Gaetano Callido, uno dei massimi protagonisti della scuola organaria veneta. «Nei miei oltre trent’anni di direzione artistica abbiamo sempre guardato avanti, spingendo al massimo una macchina operativa composta da un gruppo di lavoro speciale – sottolinea Federico Pupo – superando momenti difficili, abbiamo raggiunto traguardi sui quali pochi avrebbero scommesso. Credo che sia stato fatto un bel lavoro: abbiamo attuato nuovi progetti, promosso generi musicali diversi, creato un sistema inedito di relazioni nel mondo musicale veneto, sostenendo sempre il principio della qualità della proposta. E il tempo è passato veloce».

Ora il cinquantesimo anniversario sarà celebrato tornando là dove tutto è cominciato. Mercoledì 16 settembre il Teatro Duse di Asolo ospiterà una serata dedicata alla storia dell’associazione, insieme ad alcuni degli artisti e degli ospiti che ne hanno accompagnato il percorso. Ci sarà Bruno Giuranna, presidente onorario di Asolo Musica e tra i più importanti violisti della scena internazionale. Conobbe Asolo negli anni Ottanta proprio attraverso gli Incontri Asolani e in seguito scelse di vivere nella città. Ci sarà anche Mario Brunello, violoncellista tra i più autorevoli della sua generazione e legato da una lunga amicizia all’associazione. E sarà proprio Brunello, nella stessa serata, a tenere il concerto conclusivo degli Incontri Asolani.

Così il cinquantesimo anniversario tornerà idealmente al punto di partenza: Asolo, il festival nato nel 1978 e quella relazione tra musicisti, pubblico e territorio che ha rappresentato il filo conduttore di mezzo secolo di attività. Cinquant’anni dopo la nascita degli Amici della Musica di Asolo, la storia di Asolo Musica sarebbe dunque soprattutto la storia di un’idea rimasta fedele a se stessa, ma capace di cambiare forma: portare la musica nei luoghi, costruire relazioni, valorizzare gli artisti e trasformare i territori in spazi di cultura.

Asolo Musica – Veneto Musica
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(Studio Pierrepi)