L’Ucraina ha offerto alla Russia un’intesa che prevedrebbe la cessazione reciproca degli attacchi contro navi civili nel Mar Nero, con l’obiettivo di riaprire una via cruciale per il trasporto di cereali. Lo riferiscono The Guardian e Reuters: la proposta sarebbe stata trasmessa tramite un Paese terzo e, al momento, Mosca non avrebbe fornito una risposta.
La via marittima del Mar Nero
La rotta marittima del Mar Nero è vitale per le esportazioni russe e ucraine ed è impiegata per il trasporto di cereali e altri prodotti alimentari verso mercati globali. Da luglio l’Ucraina ha di fatto limitato la navigazione commerciale russa nella zona: i suoi droni avrebbero colpito quasi 220 imbarcazioni nel Mar d’Azov e nel Mar Nero, tra cui petroliere, navi cargo cariche di cereali e traghetti passeggeri. Questa campagna ha indotto la Russia a sospendere il traffico attraverso un corridoio che collega il Mar Caspio al Mar d’Azov mediante una rete fluviale russa. La rotta attraversa lo Stretto di Kerč, tra la Crimea occupata e la Russia, e prosegue verso lo Stretto del Bosforo, in Turchia. Parallelamente, la Russia ha intensificato gli attacchi ai porti meridionali ucraini, danneggiando gravemente il settore agricolo: circa il 90% delle esportazioni di cereali e di semi di girasole passa infatti per Odessa e per i porti vicini di Chornomorsk e Pivdenne.
Nel frattempo il sistema di difesa aerea russo ha dichiarato di aver abbattuto due droni diretti verso Mosca. Lo ha riportato il sindaco della capitale, Sergej Sobianin, citato dall’agenzia Tass. Secondo il ministero della Difesa, “le forze di difesa aerea hanno distrutto due droni diretti verso Mosca” e i servizi di emergenza stanno intervenendo sui luoghi in cui sono caduti i detriti, si legge in un messaggio pubblicato sul social network russo Max.
Ucraina e Polonia: il piano di Zelensky per riconquistare la fiducia
L’ufficio del presidente Volodymyr Zelensky sta preparando un piano strategico volto a migliorare l’immagine e la reputazione dell’Ucraina in Polonia, riferisce il quotidiano polacco Dziennik Gazeta Prawna (Dgp). Il programma punta sulla diplomazia pubblica e prevederebbe il coinvolgimento di un’agenzia esterna di relazioni pubbliche; l’intento è avviare campagne informative mirate per raggiungere gruppi di simpatizzanti nella società polacca, sottolineando la minaccia russa attuale e la collaborazione bilaterale passata.
L’amministrazione di Zelensky intende inoltre rafforzare i legami istituzionali con imprese, think tank e media polacchi. Contemporaneamente, i servizi di intelligence sarebbero stati incaricati di verificare eventuali finanziamenti russi a gruppi anti-ucraini operanti in Polonia.
Secondo fonti citate dal Dgp, Kiev ha esaminato tre possibili strategie per gestire le relazioni future con Varsavia prima di scegliere un approccio più proattivo, sostenuto da Iryna Vereshchuk, vice capo dell’ufficio presidenziale. Vereshchuk conosce bene la Polonia: è nata a Rava-Ruska, nella parte occidentale dell’Ucraina, vicino al confine polacco.
Tra le opzioni considerate c’era quella di attendere che l’ondata di indignazione pubblica si attenuasse, una via già seguita lo scorso maggio dopo le tensioni suscitate dalla denominazione di un’unità militare ucraina con riferimento all’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA). In Polonia l’UPA è per lo più associata ai massacri in Volinia, mentre in Ucraina contemporanea è vista da alcuni come un simbolo della lotta per l’indipendenza dal dominio sovietico.
Una terza alternativa, di natura più conflittuale, prevedeva di portare le controversie relative a presunti fatti anti-ucraini in Polonia davanti alle istituzioni dell’Unione Europea, compresa la possibilità di presentare un reclamo formale ai sensi dell’articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.
Il direttore generale della Polizia ha avvertito che la strategia proposta potrebbe essere complicata dalle tensioni non risolte nel settore agricolo. Secondo quanto riferito, le discussioni a Kiev sull’aumento del transito di cereali ucraini attraverso la Polonia si sono svolte con una limitata condivisione di informazioni con le autorità polacche, suscitando preoccupazione tra gli agricoltori per il possibile impatto sul mercato interno.
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