La Polizia di Stato esegue operazione “Alto Impatto” campo nomadi: controlli effettuati per la sussistenza di situazioni di illegalità riconducibili ai dimoranti del campo.

Alle prime ore dell’alba di martedi’ 4 agosto, un centinaio di poliziotti, appartenenti alla Questura di Padova, uffici della Squadra Mobile, Immigrazione, Divisione Polizia Anticrimine, con il supporto operativo del Reparto Prevenzione Crimine Veneto e dell’Emilia Romagna, della Sezione Polizia Stradale, del II Reparto Mobile di Padova, Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica, dell’Unità cinofila della Polizia di Stato, e con l’elicottero del 8° Reparto Volo di Firenze in sorvolo sull’area oggetto del controllo hanno dato corso all’attività straordinaria di controlli ad alto impatto.

Nell’ambito dei dispositivi di vigilanza, prevenzione e controllo del territorio disimpegnati dalle pattuglie della Polizia di Stato di Padova, nella mattinata di martedì 4 agosto, alle prime luci dell’alba, è stato effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio all’interno del campo nomadi di Lungargine San Lazzaro, anche a seguito del recente incremento di fatti di reato riconducibili a soggetti dimoranti proprio nel suddetto campo nomadi.

L’attività, finalizzata alla verifica della sussistenza di situazioni di illegalità, è stata disposta dal Questore della provincia di Padova Marco Odorisio e svolta da un centinaio di poliziotti, appartenenti alla Questura di Padova, uffici della Squadra Mobile, Immigrazione, Divisione Polizia Anticrimine, con il supporto operativo del Reparto Prevenzione Crimine Veneto e dell’Emilia Romagna, della Sezione Polizia Stradale, del II° Reparto Mobile di Padova, Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica, dell’Unità cinofila della Polizia di Stato, e con l’Elicottero del 8° Reparto Volo di Firenze in sorvolo sull’area oggetto del controllo.

Già dalle primissime ore della mattina di martedì 4 agosto, i poliziotti hanno cinturato il perimetro del campo nomadi a presidio dei numerosi varchi nel tempo realizzati lungo la recinzione perimetrale e proceduto a far ingresso nell’area dove sono presenti 17 unità residenziali, alcune di tipo fisse ed altre mobili.

Nel corso dell’operazione ad alto impatto, sono state identificate complessivamente 65 persone, di cui 26 minori, la maggior parte delle quali gravate a vario titolo per reati contro il patrimonio tipo furti, rapine, estorsioni, armi, rissa, ricettazione, danneggiamento, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale ed altri reati.

Una donna è stata denunciata per inottemperanza al Foglio di Via obbligatorio da Padova a suo carico dal 2025.

All’interno del campo nomadi gli agenti hanno, altresì, riscontrato come due ospiti fossero sottoposti a regime di Detenzione Domiciliare con una terza persona gravata dalla Misura dell’Affidamento in Prova ai Servizi Sociali. Durante il controllo gli operatori della Scientifica hanno effettuato una ricognizione dell’area verde su cui insiste il campo nomadi, utilizzando un rilevatore di metalli al fine di rinvenire materiale di interesse tipo refurtiva o armi comuni da sparo.

Nel contempo l’unità cinofila antidroga della Polizia di Stato ha monitorato la baraccopoli al fine di ritrovare sostanze stupefacenti, valutata anche la circostanza che alcuni degli ospiti annoverino a loro carico segnalazioni ex art. 75 DPR 309/90 (Testo Unico Stupefacenti), in qualità di assuntori di droga.

Contestualmente, durante il controllo, gli agenti della Polizia Stradale hanno rinvenuto nel campo una autovettura Opel Astra, senza assicurazione e segnalata in SDI come mezzo utilizzato per la commissione di reati predatori tipo furti in danno di Autogrill, circostanza per la quale l’autovettura è stata sottoposta a Fermo Amministrativo.

E ancora, la Sezione di polizia giudiziaria della Polizia Stradale, oltre ad aver proceduto al controllo di 16 mezzi presenti nel campo nomadi e 88 nelle immediate adiacenze esterne, ha effettuato verifiche sui numeri di matricola impressi sui telai. Nella medesima circostanza hanno anche eseguito due perquisizioni delegate dalla Procura di Venezia per il reato di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di dimoranti nella baraccopoli di Lungargine San Lazzaro, i quali nella giornata di martedì 21 luglio si sono resi protagonisti di una rocambolesca fuga a bordo di una Passat allorquando, sospettati di commettere furti in Autogrill della zona, una pattuglia della Polizia Stradale di Venezia li intercettava per un controllo all’uscita del Casello di Meolo (TV), e per tutta risposta si davano alla fuga in direzione di Padova, abbandonando l’autovettura segnalata per i furti all’Autogrill, mezzo risultato essere intestato proprio ad un dimorante del campo nomadi.

  Nel corso delle attività di verifica e controllo, sussistendone i presupposti ex art. 41 TULPS, in materia di armi, sono state effettuate anche due perquisizioni locali e personali nei confronti degli occupanti di due roulotte sistemate all’interno del campo nomadi, attività di polizia giudiziaria finalizzata alla ricerca di armi.

L’attività di controllo ad “Alto Impatto” al campo nomadi di Lungargine San Lazzaro si è resa necessaria, essendosi spesso evidenziato, soprattutto in questi ultimi mesi, come base finalizzata alla commissione di reati predatori tipo furti e rapine avvenuti sia in città che in altre province del Nord Italia.

 Infatti, giovedì 19 settembre 2025, la Squadra Mobile arrestava in flagranza due 43enni, originari di Venezia e residenti nel campo, entrambi con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, sorpresi a commettere un furto su autovettura in sosta in via Vigonovese a Padova. In concorso con loro venivano denunciati in stato di libertà, all’Autorità Giudiziaria, anche i figli di uno dei due arrestati, un 18enne ed un 22enne, presenti durante il furto, fuggiti alla vista dei poliziotti e bloccati dopo un lungo inseguimento a piedi. 

L’operazione aveva avuto origine da alcuni episodi analoghi verificatisi nei giorni precedenti, a seguito dei quali gli investigatori della Squadra Mobile avevano individuato un’autovettura BMW grigia, utilizzata proprio per commettere furti aggravati a bordo di autovetture a Padova e nei Comuni della prima cintura urbana.

Lo studio del modus operandi degli autori dei predetti reati, delle loro abitudini, delle zone maggiormente colpite, unitamente ad una capillare attività di ricerca sul territorio, aveva permesso di intercettare il veicolo, con a bordo 4 persone, che percorreva via Vigonovese fino a fermarsi nei pressi di un ristorante.

Dall’auto scendeva uno degli occupanti il quale, dopo essersi avvicinato ad un’auto di grossa cilindrata in sosta, apriva lo sportello, rubava una borsa dall’abitacolo mentre la conducente era distratta da una telefonata e fuggiva con i complici che lo attendevano pronti a ripartire.

Raggiunta la BMW poco dopo, i poliziotti recuperavano all’interno del veicolo la borsa da donna poco prima sottratta e contenente circa 1000 euro e i documenti della proprietaria della Mercedes derubata poco prima in via Vigonovese.

La perquisizione dell’auto consentiva ai poliziotti di rinvenire nel veicolo numerosi arnesi atti allo scasso, punte da trapano e martelletti utilizzati per infrangere vetri di auto e abitazioni, torce, guanti, mascherine e passamontagna utili per il travisamento durante i furti.

E ancora, ad inizio anno, venerdì 2 gennaio, una Volante della Questura interveniva in Lungargine San Lazzaro, in quanto proprio nei pressi del campo nomadi, rinveniva durante un servizio di pattugliamento della zona, un’autovettura rubata qualche giorno prima a Noventa Padovana (PD) mezzo restituito al legittimo proprietario mentre, solo pochi giorni dopo, il 6 gennaio, una Volante interveniva in via Croce Rossa a Padova, nei pressi di un’attività commerciale, in quanto da un’autovettura in sosta era stato asportato uno zaino contenente vari effetti personali del derubato, tra cui un tablet che risultava localizzato all’interno del campo nomadi di via Longhin.

Il richiedente all’arrivo della Polizia riferiva di aver già preso contatti con una donna residente nel campo nomadi per chiedere informazioni circa lo zaino asportato dal furgone, localizzato all’interno del medesimo campo. La donna dichiarava di non sapere nulla ma si impegnava a cercarlo all’interno della recinzione perimetrale dell’insediamento, lasciando intendere che qualcuno potesse averlo occultato all’interno del campo dopo il furto.

Dopo mezz’ora di attesa la stessa informava il derubato di aver rinvenuto lo zaino abbandonato e gli chiedeva un’eventuale “ricompensa” per la sua restituzione, cosa che l’uomo rifiutava in quanto verificava il contenuto dello zaino, accertando la sottrazione di 300 euro in contanti.

   E ancora il 10 febbraio scorso le Volanti della Questura intervenivano presso il campo nomadi dopo la fuga di un’autovettura già segnalata come in uso a soggetti dediti alla commissione di furti su auto in sosta, fuggita ad un controllo e poi abbandonata sempre a ridosso del campo nomadi dove i quattro occupanti avevano trovato riparo confondendosi tra i presenti. 

Il 22 febbraio, le Volanti intervenivano nuovamente alla baraccopoli, a seguito di segnalazione di una rissa nei pressi di un locale pubblico poco distante dal campo nomadi dove era in corso una festa privata.

Sul posto veniva riscontrato come due soggetti dimoranti nel campo nomadi, descritti in evidente stato di alterazione alcolica e presumibilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, si introducevano all’interno dell’evento, iniziando ad aggredire alcuni avventori con bottiglie rotte senza un apparente motivo.

Nella circostanza, un 31enne della provincia di Vicenza che partecipava alla festa riportava diverse ferite lacero-contuse al capo con 20 giorni di prognosi, dopo essere stato colpito con una bottiglia, ed un suo coetaneo che era con lui riportava una ferita alla guancia destra a seguito di un pugno ricevuto mentre si trovava nei pressi del parcheggio antistante. I responsabili delle aggressioni si davano alla fuga prima dell’arrivo delle Volanti in direzione proprio del campo nomadi facendo perdere le loro tracce.

Nel pomeriggio del 2 marzo, una Volante del Commissariato Stanga, interveniva in Lungargine San Lazzaro, a poca distanza dal campo nomadi dove un cittadino segnalava di aver notato alcuni ragazzini che avevano appena commesso un furto su un’auto in sosta infrangendo un vetro ed asportando alcuni oggetti dall’interno del veicolo. Gli stessi fuggivano poi in direzione del campo nomadi.

E ancor, nel pomeriggio del 12 maggio, una Volante interveniva nei pressi della baraccopoli a seguito di segnalazione di furto su autovettura. Sul posto i poliziotti prendevano contatto con la vittima, la quale riferiva che nemmeno un’ora prima, giungeva in via Longhin ove parcheggiava l’autovettura. Al ritorno constatava che ignoti erano riusciti ad aprire il veicolo e ad asportare dall’interno la borsa della ragazza contenente vari effetti personali tra cui un paio di AirPods, successivamente localizzati all’interno del campo nomadi tramite geolocalizzazione. 

Nella notte del 23 maggio, la Volante interveniva in Lungargine San Lazzaro presso il campo nomadi per una segnalazione di fiamme all’interno del campo. Sul posto si constatava l’incendio, per cause da definire ma presumibilmente legate ad un corto circuito, di un veicolo adibito alla raccolta metalli, incendio domato poi dai Vigili del Fuoco 

Il 17 giugno, personale della Squadra Mobile intervenuto a seguito di una segnalazione di localizzazione dispositivi elettronici rubati all’interno del campo nomadi di via Longhin, rinveniva tra la vegetazione che delimita il campo nomadi due zaini contenenti due PC e documentazione varia oggetto di furto la sera precedente su auto in sosta nei pressi del ristorante “Evo Sushi” di via Bronzetti a Padova. Tutta la refurtiva veniva restituita al legittimo proprietario.

Il 18 luglio i poliziotti della Squadra Mobile davano esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere a carico di un uomo residente all’interno del suddetto campo nomadi, che a settembre 2025 ad Arezzo, insieme a due complici, pedinava un gioielliere al termine di alcuni suoi impegni di lavoro seguendolo fino a casa e rapinandolo davanti all’ingresso della sua abitazione asportandogli una borsa contenente gioielli e denaro contante per svariate migliaia di euro.

Il 21 luglio un’autovettura segnalata per furti su auto commessi i precedenti 13, 15 e 16 luglio nell’area di parcheggio “Roncade EST” (Autostrada A4) veniva intercettata da un equipaggio delle Polizia Stradale in località Meolo (VE). Ne scaturiva un pericoloso inseguimento lungo la viabilità ordinaria fino al comune di Roncade (TV) quando gli occupanti del veicolo in fuga costringevano con una manovra azzardata il conducente di un veicolo privato in transito a tagliare la strada al veicolo di servizio della Polizia di Stradale che, per evitare il contatto con l’autovettura privata in transito, sterzava istintivamente uscendo di strada.

A seguito dell’incidente il veicolo di servizio risultava non più marciante ed i due operatori di Polizia riportavano lesioni con prognosi di 10 e 3 giorni.

Successivamente l’auto fuggita al controllo veniva rinvenuta abbandonata ad alcuni chilometri di distanza risultando intestata ad una donna residente presso il campo nomadi di Lungargine San Lazzaro, fatti reato per i quali nel corso dell’operazione “Alto Impatto” è stata eseguita la perquisizione delegata dall’Autorità Giudiziaria. 

 

 

 

 

 

 

(Questura di Padova)