I ministri dell’Interno degli Stati membri dell’Ue si sono riuniti stamattina in videoconferenza per cercare una posizione comune dopo l’arrivo di decine di migliaia di migranti nell’enclave spagnola di Ceuta, tra cui cittadini marocchini e altri, che ha acuito le tensioni tra alcuni Paesi europei. Alla riunione partecipano anche i Paesi associati a Schengen (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein), il Servizio Europeo per l’Azione Esterna, Frontex, l’agenzia dell’Ue per l’asilo e Europol. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha indicato che si discuterà anche della creazione di hub per il rimpatrio dei migranti irregolari, con possibili centri dislocati in Paesi africani come Uganda, Ruanda, Ghana e altri.
La presidenza irlandese del Consiglio Ue ha deciso di non tenere una conferenza stampa al termine della riunione informale, decisione che riflette le profonde divisioni tra gli Stati membri su un tema politicamente sensibile come la migrazione. Anche il gruppo socialista appare diviso: la lettera firmata da 22 capi di Stato e di governo che criticava le politiche spagnole porta le firme della danese Mette Frederiksen e del maltese Robert Abela, entrambi appartenenti al PSE.
Nelle prime fasi della crisi, a esprimere solidarietà alla Spagna è stato solo il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, anch’egli socialista; né il Portogallo né la Francia — gli unici Paesi Ue con un confine terrestre con la Spagna e quindi potenzialmente più esposti a movimenti secondari — hanno sottoscritto la lettera. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen (PPE), nel suo primo messaggio pubblico non ha impiegato il termine “solidarietà”. È invece prevista oggi intorno alle 13 una conferenza stampa del commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner (PPE).