Marocco, perché il fondatore di “Braciami Ancora” ha cancellato una scritta sul suo cappello

Una scritta sul cappello, “T-bone”, è stata coperta per evitare malintesi e rispettare le sensibilità locali: lo ha raccontato sui social Michele Ruschioni, fondatore di Braciami Ancora, progetto dedicato alla carne e alla cucina alla brace con oltre 850mila follower su Facebook e altre centinaia di migliaia su Instagram e YouTube.

Intorno al brand è nato anche un sito specializzato e una guida alle migliori steak house d’Italia, con recensioni, classifiche e approfondimenti sul mondo della carne.

Ruschioni, che si trova in Marocco, ha pubblicato la foto del cappello con la scritta coperta spiegando che un ragazzo del posto gli ha fatto notare come “T-bone” potesse ricordare la parola “taboun”, usata localmente come allusione sessuale ritenuta offensiva da alcune persone.

«Non lo sapevo — ha scritto — quindi invece di discutere ho scelto il buon senso». Ha aggiunto di considerarsi ospite e di voler adeguarsi alle usanze locali per non offendere nessuno: «Se fossi stato in Italia non l’avrei fatto».

Nel post, accompagnato dalla domanda «Ho fatto bene a cancellare ’sta scritta?», Ruschioni ha affrontato anche l’eventuale lettura politica della scelta, chiarendo che non la considera una rinuncia alla libertà personale ma un gesto di rispetto per il contesto in cui si trova.

«Se sono ospite in casa di altri e un mio comportamento può offendere qualcuno, e io posso evitarlo, allora lo evito», ha spiegato, sottolineando però che il rispetto dovrebbe essere reciproco: «A casa mia pretendo la stessa attenzione da chi è ospite».

Per lui si tratta di una misura elementare dettata dal buon senso più che da ragioni politiche o culturali, seppure riconosca che il buon senso non sia sempre scontato.

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