GRANCHIO BLU, COLDIRETTI ROVIGO: BENE STATO CALAMITÀ ANCHE PER 2025, COLDIRETTI FU LA PRIMA ASSOCIAZIONE A MOBILITARSI RILEVANDO LA CRISI E CERCANDO SOLUZIONI

GRANCHIO BLU, COLDIRETTI ROVIGO: BENE STATO CALAMITÀ ANCHE PER 2025, COLDIRETTI FU LA PRIMA ASSOCIAZIONE A MOBILITARSI RILEVANDO LA CRISI E CERCANDO SOLUZIONI

GRANCHIO BLU, COLDIRETTI ROVIGO: BENE STATO CALAMITÀ ANCHE PER 2025, COLDIRETTI FU LA PRIMA ASSOCIAZIONE A MOBILITARSI RILEVANDO LA CRISI E CERCANDO SOLUZIONI

Faccioli, Coldiretti Pesca: “Siamo sempre al fianco dei soci per trovare anche alternative per continuare ad allevare cozze e vongole”

 

Boccata d’ossigeno arrivata in settimana, con la conferma anche per il 2025 del riconoscimento dello stato di calamità a causa del granchio blu: lo ha reso noto il Ministero dell’Agricoltura accogliendo la richiesta della Regione Veneto. Nel frattempo l’assessore Dario Bond ha annunciato che si procederà alla quantificazione dei danni per attivare gli indennizzi tramite Avepa, destinati alle imprese con cali di produzione di almeno il 30%.

Il granchio blu non è un lontano ricordo, ma un ospite indesiderato nelle lagune rodigine.  Ogni giorno, gli operatori dell’acquacoltura proseguono nell’attività di pesca del granchio, che si svolge anche su due turni, a dimostrazione che è inquantificabile la presenza del carapace che ha causato danni all’ecosistema e al reddito degli operatori.

“Ricordiamo che l’acquacoltura e la pesca sono tra le attività più importanti del Polesine per numero di addetti – commenta Alessandro Faccioli, responsabile del settore per il sindacato -. Coldiretti era stata la prima associazione a chiedere la possibilità di indennizzare gli operatori della pesca per le ingenti perdite di prodotto; nel 2024 era stata riconosciuta per la prima volta questa emergenza e un plauso va a Regione e Ministero che sosterranno le imprese anche per i danni del 2025.  È difficile raccontare a parole quello che si vede tutti i giorni: centinaia di persone che raccolgono quintali di granchi, molti dei quali vengono smaltiti nei centri autorizzati. Questo crostaceo ha devastato le aree di produzione di vongole e cozze, nella zona di pesca e molluschicoltura nel Delta del Po e non solo perché il problema è diffuso anche nel veneziano e nel ferrarese; ci ha costretti a rivedere il modo di lavorare, perché l’obiettivo era quello di non abbandonare la professione, ma di cercare un modo per tornare a produrre e commercializzare queste eccellenze. In questi anni siamo sempre stati a fianco dei nostri soci, Coldiretti lo fa anche con sportelli dedicati e con corsi di formazione, oltre che con l’attività sindacale”.

(Coldiretti Padova)