Il provvedimento è stato adottato a seguito del decesso, avvenuto il 7 luglio, di un avventore marocchino di 54 anni, rimasto coinvolto in una violenta lite per futili motivi, scoppiata la sera di lunedì 29 giugno all’interno del locale. L’esercizio era già stato sospeso due volte per episodi di violenza e per la frequentazione di soggetti pregiudicati e dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nonostante tali provvedimenti, il bar ha continuato a rappresentare un punto di aggregazione di persone socialmente pericolose in una delle aree più sensibili della città.
Nella serata di venerdì 10 luglio, i poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova hanno dato esecuzione al provvedimento adottato dal Questore della provincia di Padova Marco Odorisio che ha disposto la sospensione per 90 giorni, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, della licenza di somministrazione di alimenti e bevande, valida per la conduzione del pubblico esercizio situato in Cavalcavia Borgomagno a Padova.
Il provvedimento giunge all’esito di un’articolata attività istruttoria svolta dalla Divisione Polizia Amministrativa, sviluppata sulla base degli accertamenti effettuati a seguito dei gravi e “drammatici” fatti verificatisi nella serata di lunedì 29 giugno, quando gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Squadra Volanti sono intervenuti presso il locale per una lite scaturita per futili motivi tra due avventori, a cui in un momento successivo prendeva parte anche il marito della legale rappresentante dell’esercizio.
A seguito della colluttazione, uno dei partecipanti, cittadino straniero di origine marocchina, cadeva per terra urtando la testa su un tavolino e per questo gli agenti di Polizia intervenuti hanno richiesto l’intervento del 118, con l’Ambulanza che lo trasportava in gravissime condizioni all’Ospedale Civile di Padova. Qui, nella giornata di martedì 7 luglio il cittadino marocchino moriva a causa delle complicazioni sopravvenute.
Dagli accertamenti è emerso come la lite sia scaturita per motivi futili, riconducibili ad un diverbio nato durante l’utilizzo delle slot machine presenti all’interno del locale e per il presunto ammanco di alcune monete.
Il dramma che si è consumato pochi giorni dopo con il decesso, nella mattinata di martedì 7 luglio, del 54enne, dovuto alla caduta traumatica a terra, ha comportato gli approfondimenti investigativi da parte della Squadra Mobile con segnalazione alla Procura della Repubblica di Padova ai fini degli approfondimenti per definire responsabilità e dinamica di un fatto così grave.
L’attività istruttoria ha inoltre evidenziato come il pubblico esercizio continui ad essere abitualmente frequentato da soggetti gravati da precedenti di polizia per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.
Inoltre, il locale era già stato destinatario di due distinti provvedimenti di sospensione della licenza ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S.: il primo nel novembre 2020 per una durata di 15 giorni, successivamente ridotta a 10, ed il secondo nel novembre 2021, per la durata di 30 giorni.
Nonostante ciò, il bar ha continuato nel corso del tempo a rappresentare un punto di ritrovo per persone dedite ad attività illecite, contribuendo ad alimentare una diffusa percezione di insicurezza nell’area Borgomagno.
A conferma della pericolosità del locale per l’ordine e la sicurezza pubblica vi sono diversi episodi violenti ivi verificatisi, in particolare il fatto del 27 marzo 2022, quando personale del Reparto Prevenzione Crimine “Veneto” era intervenuto presso il pubblico esercizio a seguito di una violenta aggressione compiuta con armi improprie nei confronti di alcuni avventori.
In quell’occasione tre persone riportarono lesioni tali da rendere necessario il ricovero ospedaliero e venne sequestrata una chiave da meccanico in acciaio utilizzata quale arma per l’aggressione.
L’attività istruttoria svolta dai poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova ha quindi evidenziato come il pubblico esercizio continui a costituire un abituale luogo di aggregazione di soggetti socialmente pericolosi e rappresenti un concreto fattore di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica, circostanza ulteriormente aggravata dall’estrema gravità dell’episodio culminato con la morte di un avventore.
Alla luce della gravità dei fatti accertati, che hanno visto il drammatico epilogo della morte di una persona, della reiterazione degli episodi di violenza verificatisi nel corso degli anni, della persistente frequentazione del locale da parte di persone gravate da precedenti di polizia e dell’esigenza di interrompere una situazione di concreto pericolo per la collettività, il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha pertanto disposto la sospensione per 90 giorni della licenza, ritenendo tale misura necessaria, urgente e proporzionata al fine di ripristinare condizioni di legalità e sicurezza nell’area interessata.