La Nato sta ridefinendo il proprio ruolo, dando sempre più spazio all’Europa nella difesa comune. Alla vigilia del vertice di Ankara, il segretario generale Mark Rutte ha definito insostenibile il modello degli ultimi anni e ha sottolineato la necessità di riequilibrare il peso tra Stati Uniti ed Europa. Ha inoltre riconosciuto che la pressione del presidente americano ha contribuito ad aumentare la spesa militare degli alleati.
Rutte ha osservato che l’Alleanza sta vivendo una trasformazione: la Nato di tre, quattro o cinque anni fa non era sostenibile. Non è realistico chiedere a un Paese con 350 milioni di abitanti, distante otto ore di volo, di garantire da solo la difesa contro una minaccia che riguarda 600 milioni di persone in Europa.
Secondo Rutte, non è sostenibile che la regione più ricca del mondo rimanga così dipendente dagli Stati Uniti. È necessario riequilibrare le responsabilità: gli Usa continueranno a fornire la deterrenza nucleare e un supporto convenzionale rilevante, mentre è importante un ruolo più consistente dell’Europa e un contributo maggiore anche dal Canada. Solo così l’Alleanza potrà essere sostenibile nel lungo periodo, con gli Stati Uniti che percepiscono una condivisione equa degli oneri.
Sul fronte delle spese militari, Rutte ha attribuito all’amministrazione Trump un ruolo significativo nell’incoraggiare gli alleati a incrementare gli investimenti: Paesi come Italia e Spagna stanno aumentando la spesa per la difesa anche grazie a questa pressione. Ha detto che gli Stati Uniti stanno spingendo fortemente gli alleati verso l’obiettivo del 5% del Pil per le spese in sicurezza e difesa.
Rutte ha citato Italia e Spagna insieme a Belgio e Canada tra i Paesi che l’anno scorso hanno aumentato gli investimenti, raggiungendo in alcuni casi il 2% del Pil. Ha riconosciuto che il conflitto in Ucraina e la minaccia russa hanno indotto questi aumenti e ha attribuito in parte il merito anche alla pressione dell’amministrazione americana, lodando il fatto che si stia mantenendo l’impegno a coinvolgere maggiormente gli alleati europei.
Guardando al summit di Ankara, Rutte ha detto di aspettarsi che le nazioni presentino piani chiari, concreti e credibili per arrivare all’obiettivo del 5%. Ha rivendicato i progressi già compiuti: a un anno dall’avvio di un progetto decennale, gli alleati europei e il Canada stanno già avvicinandosi a investimenti pari a circa il 4% del loro Pil in difesa e sicurezza.
Infine, il segretario generale ha sottolineato che gli aumenti di spesa devono tradursi in capacità operative: serviranno più forze, più risorse e una base industriale più solida. L’avvicinamento delle spese europee e canadesi a quelle statunitensi indica, secondo Rutte, un cambiamento di mentalità verso un’Europa più forte e, di conseguenza, una Nato più robusta.
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