Nella circostanza, tre malviventi sono stati sorpresi in corso Milano mentre caricavano attrezzi da un cantiere e, alla vista delle Volanti, sono fuggiti a bordo di un’autovettura, dando vita a un pericoloso inseguimento per le vie cittadine, nel corso del quale hanno lanciato contro le pattuglie una smerigliatrice e una macchina del caffè. La corsa terminava dopo vari speronamenti con i tre malfattori che, in via Tullio Lombardo, giunti all’Arcella, abbandonavano l’auto dileguandosi a piedi e facendo perdere le proprie tracce. All’Arcella, in una siepe condominiale di via Fornace Morandi, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato due grossi machete con lama di 44 centimetri, occultati tra la vegetazione.
Nell’ambito del rafforzamento dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore Marco Odorisio, la Polizia di Stato, nella nottata, sventa il furto di attrezzature dal cantiere del tram grazie al tempestivo intervento delle Volanti, recuperando attrezzatura del valore di oltre 10.000 euro, dopo inseguimento con speronamento da parte di un’autovettura con targa moldava.
Nella circostanza, tre malviventi, sono stati sorpresi in Corso Milano mentre caricavano attrezzi da un cantiere e, alla vista delle Volanti, sono fuggiti a bordo di un’autovettura dando vita ad un pericoloso inseguimento per le vie cittadine, nel corso del quale hanno lanciato contro le pattuglie, una smerigliatrice ed una macchina del caffè.
La corsa terminava dopo vari speronamenti con i tre malfattori che in via Tullio Lombardo, giunti all’Arcella, abbandonavano l’auto dileguandosi a piedi e facendo perdere le proprie tracce.
All’Arcella, in una siepe condominiale in via Fornace Morandi gli agenti rinvengono e sequestrano due grossi machete con lama di 44 centimetri, occultati tra la vegetazione.
Infatti, alle ore 2.30 della notte di lunedì 6 luglio, la Polizia di Stato di Padova ha sventato un ingente furto ai danni del cantiere del tram di Corso Milano, intercettando in pochi istanti i responsabili grazie alla tempestiva segnalazione di un cittadino al Numero Unico di Emergenza 113 ed al rapido intervento degli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Padova.
L’intervento ha avuto inizio quando un residente contattava la Sala Operativa della Questura segnalando la presenza di tre individui che, all’interno del cantiere del tram ubicato in Corso Milano, stavano caricando a bordo di un’autovettura numerose attrezzature da lavoro, asportandole dall’area di cantiere e che tre persone si stavano rapidamente allontanando a bordo di un veicolo imboccando Corso Milano in direzione del centro cittadino.
La segnalazione consentiva alle Volanti impegnate nel controllo del territorio di raggiungere il luogo nel giro di pochissimi istanti, riuscendo ad intercettare l’autovettura segnalata, una Golf Station Wagon, mentre stava ancora percorrendo Corso Milano.
I poliziotti intimavano immediatamente l’alt mediante i dispositivi luminosi ed acustici di emergenza ma il conducente, anziché arrestare la marcia, accelerava improvvisamente con il conseguente lungo e pericoloso inseguimento attraverso alcune delle principali vie cittadine.
La corsa dei fuggitivi si sviluppava dapprima lungo Piazza Garibaldi, proseguendo poi in Corso del Popolo, Piazzale della Stazione, Cavalcavia Borgomagno e successivamente lungo Via Aspetti, con il conducente che poneva in essere una condotta di guida estremamente spericolata, affrontando gli incroci ad elevata velocità, effettuando improvvisi cambi di direzione e manovre repentine, senza alcun riguardo per l’incolumità degli altri utenti della strada e degli stessi operatori di Polizia impegnati nell’inseguimento.
Nel tentativo di ostacolare l’inseguimento delle Volanti e garantirsi la fuga, gli occupanti dell’autovettura iniziavano inoltre a lanciare dal veicolo diversi oggetti in direzione dell’auto della Polizia che li seguiva a brevissima distanza. Tra il materiale scagliato contro gli agenti vi erano attrezzatura da cantiere, tipo una smerigliatrice e una macchina per il caffè, oggetti risultati riconducibili al materiale appena rubato dal cantiere. Il lancio della refurtiva costringeva più volte il conducente della Volante ad effettuare improvvise manovre per evitare l’impatto con gli oggetti, proseguendo nell’inseguimento.
La fuga terminava all’intersezione tra Via Aspetti e Via Tullio Lombardo, dove, nel corso delle concitate fasi dell’inseguimento, si verificava una collisione tra il veicolo dei malviventi e l’autovettura di servizio della Polizia di Stato, con i tre occupanti che abbandonavano immediatamente il mezzo e si davano alla fuga a piedi, disperdendosi nelle vie limitrofe.
Pertanto i poliziotti procedevano a recuperare l’intera refurtiva, del valore di oltre 10.000 euro che è stata restituita al legittimo proprietario, consentendo di evitare un rilevante danno economico all’impresa impegnata nei lavori del cantiere del tram.
Sul posto sono intervenuti gli specialisti del Gabinetto Interprovinciale di Polizia Scientifica che hanno eseguito i rilievi tecnici e dattiloscopici sul veicolo, sugli oggetti recuperati e sull’area interessata dall’evento, allo scopo di acquisire ogni elemento utile all’identificazione degli autori del furto, mentre la Squadra Mobile ha immediatamente avviato le attività investigative finalizzate all’individuazione dei responsabili ed alla ricostruzione dell’intera dinamica dei fatti.
E ancora, sempre nell’ambito della predisposta intensificazione dei servizi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio attuati dal Questore della provincia di Padova, nella serata di sabato 4 luglio, le Volanti della Questura sono intervenute nel quartiere Arcella a seguito della segnalazione di alcuni residenti che avevano notato la presenza di due grosse armi da taglio occultate sotto una siepe condominiale in via Fornace Morandi.
I poliziotti, giunti immediatamente sul posto, effettuavano un’approfondita ispezione dell’area, rinvenendo, nascosti tra le siepi, due machete della lunghezza complessiva di circa 55 centimetri, con lama di 44 centimetri, entrambi dotati di manico in legno e custoditi all’interno dei rispettivi foderi. Le due armi venivano immediatamente sequestrate a carico di ignoti e messe in sicurezza, evitando così che potessero essere recuperate ed utilizzate per la commissione di ulteriori episodi delittuosi.