I colloqui tra Iran e Stati Uniti sono stati sospesi per una settimana, fino al termine delle cerimonie funebri della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei. Le esequie dureranno cinque giorni: sono iniziate sabato con una tappa in Iraq e si concluderanno il 9 luglio con la sepoltura a Mashhad.
Secondo il ministero della Salute iraniano, citato dall’agenzia Tasnim, nei prossimi giorni sono attese circa 15 milioni di persone per l’insieme degli eventi previsti. Ieri, durante il corteo funebre, lo spazio aereo di Teheran è rimasto completamente chiuso.
Il ministero ha inoltre riferito che i preparativi erano in corso da un mese e che sono stati allestiti ospedali da campo nei pressi della Grande Mosalla Imam Khomeini di Teheran, dove sono esposte le bare di Khamenei e di alcuni membri della sua famiglia. Le équipe mediche sono in massima allerta; anche Qom e Mashhad ospiteranno cerimonie commemorative. Secondo il comune di Teheran, citato dall’agenzia Fars, oltre 2,2 milioni di persone hanno utilizzato la metropolitana tra le 5:30 e le 15 di ieri.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di seguire attentamente le esequie della Guida Suprema e ha affermato ad Axios che gli iraniani «stanno supplicando di fare un accordo» per mettere fine al conflitto. Trump ha inoltre osservato che, pur ritenendo che un singolo colpo potrebbe eliminare molti dirigenti, gli Stati Uniti non agirebbero perché in tal caso non avrebbero più interlocutori con cui negoziare. Nel frattempo, le parti hanno concordato la sospensione temporanea dei negoziati fino alla conclusione delle cerimonie funebri dell’ayatollah e dei familiari uccisi negli attacchi di quattro mesi fa.
Il quotidiano tedesco Die Welt, citando un documento riservato e fonti municipali di Teheran, scrive che le autorità si stanno preparando all’eventualità che le cerimonie possano causare situazioni di emergenza con un elevato numero di vittime, fino a 3.000 persone. L’articolo, firmato da un autore anonimo identificato dalla redazione, indica timori legati alla grande affluenza di persone e al caldo estremo durante le processioni funebri.
Secondo Die Welt, ripreso da Iran International, una lettera riservata della Mezzaluna Rossa iraniana e dell’organizzazione nazionale per la gestione delle crisi, indirizzata al Primo Vicepresidente Mohammad-Reza Aref, stima un numero di decessi compreso tra 1.500 e 3.000. L’articolo riferisce inoltre che sarebbe stata istituita un’unità speciale per gestire morti e dispersi e che migliaia di nuove tombe sarebbero state predisposte nel cimitero di Behesht-e Zahra a Teheran. Un’impiegata comunale, citata con uno pseudonimo per motivi di sicurezza, avrebbe confermato l’esistenza di queste misure.
«Le fosse comuni preparate esistono davvero», avrebbe detto la funzionaria. «Ai responsabili è stato detto che fino a 3mila morti non sarebbero stati un problema. Con una folla così numerosa e questo caldo estremo, nessuno sa cosa succederà». Le esequie di Khamenei, iniziate a Teheran sabato, proseguiranno a Qom, nelle città irachene di Najaf e Karbala e si concluderanno a Mashhad, dove è prevista la sepoltura giovedì.
Die Welt scrive inoltre che le autorità hanno predisposto un’ampia operazione di sicurezza e logistica a Teheran, con restrizioni alla circolazione, possibili interruzioni del traffico aereo, migliaia di autobus, cucine temporanee e l’utilizzo di scuole e moschee per ospitare i partecipanti. Secondo il quotidiano, il Comune di Teheran, guidato dal sindaco Alireza Zakani, avrebbe un ruolo centrale nelle operazioni, mettendo a disposizione 11mila autobus e garantendo il funzionamento continuo di metropolitana e autobus a transito rapido.
Dipendenti comunali citati dalla stampa hanno riferito che per ciascun distretto di Teheran sono stati stanziati fondi pari a circa 500-650mila euro per i tre giorni di celebrazioni, a cui si aggiungono finanziamenti destinati a enti come i vigili del fuoco, la gestione dei parchi, le autorità dei trasporti e le imprese edili.
L’entità dei preparativi ha suscitato preoccupazione perché l’Iran ha una storia recente di incidenti mortali durante funerali di massa: durante le esequie del comandante delle Guardie Rivoluzionarie Qasem Soleimani a Kerman nel 2020 morirono almeno 56 persone e oltre 200 rimasero ferite; analoghi problemi si verificarono anche ai funerali di Ruhollah Khomeini nel 1989, con almeno otto morti e centinaia di feriti.
Die Welt descrive inoltre un clima di forte tensione politica intorno alle cerimonie: sostenitori radicali avrebbero sfruttato gli assembramenti notturni per criticare il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran e minacciare alti funzionari coinvolti nei negoziati, tra cui il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Alcuni partecipanti avrebbero invocato la prosecuzione della guerra per vendicare l’uccisione di Khamenei, mentre video diffusi online mostrerebbero oratori religiosi estremisti pronunciare discorsi militanti e alcuni presenti armati di fucili.
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