Saldi, e-commerce, vendite promozionali: per Confesercenti Veneto Centrale serve una strategia complessiva per il commercio

Vetrine con i cartelli dei saldi già esposti a stagione appena iniziata, campagne promozionali che si susseguono senza soluzione di continuità, calendari di vendita che online e negozio fisico ormai non rispettano più: nel comparto moda il confine tra stagione e fuori stagione si è praticamente dissolto.

Confesercenti del Veneto Centrale promuove la petizione nazionale lanciata da FISMO-Confesercenti, inserendola però in una cornice più ampia: quella di una strategia complessiva per il futuro del commercio di vicinato, che dai saldi arriva alle politiche di sviluppo, dagli incentivi alla valorizzazione dei centri storici.

«Il nostro obiettivo è affrontare le esigenze del commercio nel loro complesso», spiega Flavio Convento, presidente di Confesercenti del Veneto Centrale. «Dai saldi alle politiche di sviluppo, dagli incentivi alla valorizzazione dei centri urbani: continuiamo a lavorare su più fronti per costruire condizioni favorevoli alla crescita delle imprese e alla vitalità delle nostre città. Confesercenti rappresenta esclusivamente il piccolo commercio di vicinato e i negozi tradizionali dei centri storici: nessun conflitto di interessi interno, la nostra è la voce dei piccoli commercianti».

In questo quadro si inserisce la petizione nazionale lanciata da FISMO-Confesercenti, che chiede una revisione delle regole del settore moda.

Non si tratta di una battaglia nuova: da anni la federazione chiede che i saldi di fine stagione tornino a coincidere con la reale fine della stagione, una posizione che finora non ha trovato sponda nella grande distribuzione organizzata.

Le richieste sono tre, e hanno lo stesso peso, perché strettamente intrecciate fra loro:

  1. riportare i saldi di fine stagione alla fine delle stagioni;

  1. regolamentare le vendite online, che oggi competono con il negozio fisico senza vincoli temporali;

  2. disciplinare le vendite promozionali, moltiplicatesi al punto da generare confusione anche tra i consumatori, sempre meno in grado di distinguere un’offerta reale da una promozione continua.

«Nel mercato della moda l’equilibrio si è rotto», sottolinea Nicoletta Allibardi, presidente FISMO-Confesercenti del Veneto Centrale. «I saldi dovrebbero essere di fine stagione, ma oggi partono quando la stagione è appena iniziata. La nostra professionalità merita rispetto così come meritano rispetto i consumatori che hanno diritto ad un mercato trasparente. Spostare la data significa, prima di tutto, ridare qualità al lavoro».

La campagna coinvolge l’intero sistema associativo e i territori, chiamati a contribuire alla diffusione dell’iniziativa e alla raccolta delle adesioni: una mobilitazione che punta a rimettere al centro il valore del commercio di prossimità e il ruolo delle imprese indipendenti nella vita delle comunità.

«Firmare la petizione non è solo un atto formale, ma un segnale chiaro: servono regole uguali per tutti, capaci di tutelare le imprese che ogni giorno tengono vive città, quartieri e centri storici», commenta Ceccato, Presidente Regionale Confesercenti. «Dietro ogni serranda che si abbassa non c’è solo un negozio che chiude, ma una parte della comunità che rischia di scomparire».

Confesercenti invita commercianti, imprese e cittadini del territorio ad aderire alla petizione e a farsene portavoce.

IL SONDAGGIO a cura Osservatorio Economico Confesercenti del Veneto Centrale

Quasi il 60% dei consumatori intervistati vorrebbero che i saldi estivi partissero a fine agosto, quando la stagione è davvero conclusa, e non all’inizio di luglio come accade oggi. È il dato più netto che emerge dal sondaggio promosso da Confesercenti del Veneto Centrale tra i consumatori della provincia di Padova e del territorio veneto che fotografano un consenso ampio attorno alla riforma del calendario stagionale chiesta da tempo da FISMO-Confesercenti a livello nazionale.

Il dato sul calendario non è isolato. Il 54% degli intervistati dichiara di trovare “poco chiaro” o “per niente chiaro” distinguere un vero saldo di fine stagione da una normale promozione: solo il 7% lo giudica sempre chiaro. Coerentemente, la “troppa confusione tra saldi, promozioni e sconti permanenti” è la criticità più segnalata in assoluto, indicata dal 69% dei rispondenti tra le cose da cambiare nel sistema.

Ancora più netto il consenso sulla necessità di regole uniformi: il 93% dei consumatori si dichiara favorevole a norme più chiare e uguali per tutti i canali di vendita, e il 63% chiede esplicitamente che l’e-commerce rispetti le stesse regole dei negozi fisici.

Tra le risposte aperte tornano spesso espressioni come “trasparenza e regole uguali per tutti”, “prezzi equilibrati durante tutta la stagione” e, in più di un caso, la sensazione che “il comparto abbia perso credibilità” agli occhi di chi acquista.

Il sondaggio conferma comunque la centralità dei saldi nelle abitudini di spesa: l’88% dei consumatori ne approfitta, almeno occasionalmente, con una spesa media di circa 190 euro. Abbigliamento e calzature restano le categorie più acquistate.

Questi numeri ci danno ragione su tutta la linea”, commenta Nicoletta Allibardi, presidente di FISMO Confesercenti del Veneto Centrale. “Non stiamo difendendo un interesse di categoria, ma chiedendo un sistema più onesto sia per chi vende sia per chi compra. I consumatori stessi ci dicono che il modello attuale ha smarrito il suo significato: i saldi dovrebbero essere l’occasione vera di fine stagione, non un’ennesima promozione che si confonde con le altre durante l’anno.”

(Confesercenti Veneto Centrale)