Padova è la città dei Tre Senza. Lo sa bene chi qui ci è cresciuto, ma lo scopre presto anche chi ci arriva. C’è il Santo a cui basta una sola parola per essere riconosciuto in tutto il mondo, tanto che nessuno sente il bisogno di chiamarlo per nome. C’è il Prato che in realtà prato non è mai stato, nato come spazio di mercato molto prima di diventare la famosa piazza che oggi conosciamo. E c’è il Caffè che per un secolo non ha avuto porte, perché, un tempo, non chiudeva mai. Tre assenze che a lungo andare si sono trasformate in identità per la nostra città, tre mancanze di cui Padova va orgogliosa.
Nello sport, però, le cose funzionano al contrario. Se in palestra qualcosa manca, vuol dire che abbiamo perso. Un palazzetto con i seggiolini vuoti non è un monumento da raccontare, ma una sconfitta. Una squadra senza il suo pubblico non può vincere, e nessuna grande storia è mai cominciata da una tribuna a metà.
È da qui che nasce il claim per la Campagna Abbonamenti 26/27 di Pallavolo Padova, da un’idea che prende la forma di un nuovo Senza, il Quarto, con una piccola differenza che, però, cambia tutto. Se i primi tre Senza raccontano un qualcosa che non c’è, il nostro vuole raccontare qualcosa che invece decide di esserci. Una scelta che si chiama Mai Senza.
Il Quarto Senza, in fondo, è chi sceglie di esserci. È il tifoso che alla Kioene Arena ci torna ogni volta, che il suo posto non lo lascia vuoto e che la voce la tira fuori anche quando la partita si fa complicata. È chi, alla propria squadra, non rinuncia mai. E se lui non rinuncia a noi, noi non possiamo rinunciare a lui, perché una squadra non è soltanto chi scende in campo, ma anche chi quel campo lo riempie di colori e rumore. È da questo scambio, ripetuto partita dopo partita, che nasce tutto il resto.
Più che una formula da ripetere, Mai Senza è un invito, il modo che Pallavolo Padova ha scelto per aprirsi e farsi trovare lungo tutta la stagione, dentro e fuori dal palazzetto. E si dirama in tre direzioni, che sono poi i pezzi di cui si compone. Mai senza le persone, perché prima dei punti e delle classifiche vogliamo costruire una comunità fatta di giocatori e tifosi, di staff e volontari, e starle il più vicino possibile. Mai senza futuro, perché vogliamo far crescere non solo atleti ma persone, aprendo le porte del club ai giovani, alle scuole e a chi sul territorio cerca un’occasione. E mai senza Padova, perché il nostro desiderio più grande è essere un tutt’uno con la città, guadagnarci il suo sostegno e lavorare, ogni giorno, per la sua gente.
Alla fine la città potrà anche restare senza Santo, senza erba e senza porte, ma senza la sua squadra no. Pallavolo Padova non resterà mai senza il suo pubblico, e il suo pubblico non resterà mai senza di lei. È una promessa che vale per tutta la stagione, e la stagione comincia adesso.
Da domani, 2 luglio, MAI SENZA: campagna abbonamenti 26/27.

Irene Beccaro
Ufficio Stampa Pallavolo Padova