Germania, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria hanno registrato temperature record oltre i 40°C, mentre l’ondata di calore che ha investito l’Europa si sposta verso est. Oltre 191 milioni di persone nel continente hanno sperimentato temperature di almeno 35°C e sono state emesse allerte per caldo estremo.
Secondo i dati preliminari del servizio meteorologico tedesco, la Germania ha segnato una nuova massima di 41,7°C a Coschen, nel Brandeburgo orientale vicino al confine con la Polonia, superando il record di 41,5°C registrato il giorno precedente a Drewitz. Nel paese si sono verificati incendi in aree contaminate da residuati bellici: a Gohrischheide un rogo in una foresta resa pericolosa dalle munizioni della Seconda guerra mondiale ha complicato le operazioni dei vigili del fuoco. Un vasto intervento antincendio è stato sospeso anche presso un ex deposito di munizioni vicino al villaggio di Traisen, dove esplosioni hanno costretto a interrompere temporaneamente i lavori e a far intervenire artificieri; circa 650 persone sono state evacuate. A Berlino la polizia ha impiegato cannoni d’acqua per rinfrescare residenti e turisti, mentre la compagnia ferroviaria Deutsche Bahn ha sconsigliato i viaggi non essenziali.
In Polonia la temperatura ha raggiunto i 40,5°C a Słubice, al confine con la Germania, superando il precedente record di 40,2°C del 1921. Le autorità di sicurezza hanno invitato la popolazione a evitare il sole e le attività faticose, bere regolarmente e usare copricapi. Anche l’Ungheria ha battuto il suo primato assoluto con 40,7°C a Budakalász. La Repubblica Ceca ha registrato un nuovo massimo di 41,9°C a Doksany, confermato dall’istituto idrometeorologico, che ha avvertito che le temperature potrebbero continuare a salire. In Slovacchia si sono toccati i 39,3°C a Mužla, mentre in Danimarca si è registrata la temperatura più alta da quando sono iniziate le misurazioni nel 1874, con 36,6°C a nord di Odense.
La Francia ha iniziato a quantificare le vittime connesse all’ondata di calore: l’agenzia nazionale per la salute pubblica rileva circa 1.000 decessi in più tra il 24 e il 27 giugno rispetto ai periodi precedenti, dato provvisorio destinato ad aumentare. L’incremento più marcato è nella regione dell’Île-de-France; la maggior parte delle vittime è over 65, sebbene siano stati colpiti anche soggetti più giovani. L’agenzia ha sottolineato l’importanza di misure di solidarietà per le persone isolate. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riferito che i servizi di ambulanza hanno gestito oltre 122.000 chiamate nelle fasi più critiche dell’ondata di calore.
Dalla Spagna arrivano stime preliminari di almeno 327 decessi attribuibili al caldo tra giovedì e ieri. Contestualmente, vaste aree della Francia settentrionale sono state colpite da temporali violenti e forti venti che hanno provocato feriti, alberi abbattuti, case allagate e interruzioni di corrente: domenica mattina oltre 60.000 abitazioni risultavano senza elettricità. I fulmini hanno innescato incendi, tra cui uno a Laon con cinque feriti. Nei Paesi Bassi e in Belgio forti tempeste hanno causato danni; secondo i media un uomo è morto in Belgio dopo che un albero è caduto sulla sua auto vicino a Bruxelles.
Leggi anche