Raid Usa contro obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz. Il tycoon: “Repubblica islamica potrebbe non esistere più”. In risposta l’Iran ha lanciato missili e droni contro Kuwait e Bahrein. Pasdaran: “Usa inaffidabili, risposta sempre più dura a qualsiasi azione ostile”
Tregua tra Iran e Stati Uniti in bilico. Donald Trump ha confermato che le forze Usa hanno attaccato “depositi di missili e droni” e altri siti in Iran e ha minacciato di “concludere” con la forza “militare il lavoro iniziato”. “Velivoli Usa hanno attaccato siti iraniani usati come depositi di missili e droni, radar costieri, per aver violato ancora una volta l’accordo di cessate il fuoco!”, ha scritto il presidente Usa su Truth. E ha alzato i toni con un monito in cui ha affermato che “è altamente improbabile che riusciranno mai a imparare” e “potrebbe arrivare un momento in cui potremmo non essere più in grado di essere razionali e trovarci costretti a concludere” con la forza “militare il lavoro che abbiamo iniziato con tanto successo – ha scritto – Se accadesse, la Repubblica islamica dell’Iran smetterebbe di esistere”.
L’Iran ha lanciato missili e droni contro Kuwait e Bahrein in risposta ai massicci raid americani che poche ore prima avevano colpito almeno dieci obiettivi militari e diverse località nell’area dello Stretto di Hormuz. “Per i prossimi trenta giorni lo Stretto di Hormuz resta sotto controllo e gestione totale da parte dell’Iran”, ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avvertendo che “qualsiasi azione unilaterale” non farebbe altro che “ritardare la riapertura”.
Teheran ha inoltre affermato di essere “determinato a difendere” la sua “sovranità”. L’Iran “risponderà in modo deciso a qualsiasi azione ostile” e “ogni violazione del cessate il fuoco avrà una risposta più forte di prima”, ha detto inoltre Hossein Mohebi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, rivolto agli Stati Uniti.
Le ultime notizie di oggi domenica 28 giugno in diretta sul conflitto.