I problemi di sicurezza informatica che derivano dalla potenza dei più recenti modelli di intelligenza artificiale andrebbero affrontati in modo “non discriminatorio” nei confronti dei Paesi “partner” degli Usa. Lo dice il portavoce della Commissione Europea Thomas Regnier, dopo che Washington ha ordinato ad Anthropic di impedire l’accesso ai suoi ultimi modelli di Ia ai Paesi stranieri. La Commissione “prende atto della dichiarazione di Anthropic in merito alla direttiva statunitense sul controllo delle esportazioni dei suoi modelli più avanzati e ne sta valutando le implicazioni, anche per gli utenti nell’Unione Europea”.
Per Regnier, “stiamo assistendo all’arrivo sul mercato di una nuova generazione di modelli di intelligenza artificiale altamente performanti. Questi modelli offrono vantaggi significativi, anche per la difesa cibernetica, ma sollevano anche serie preoccupazioni in materia di sicurezza informatica che devono essere affrontate. Si tratta di una sfida condivisa, non limitata a una singola giurisdizione o azienda. Pensiamo che le misure di emergenza adottate in questo senso non debbano essere discriminatorie nei confronti dei partner”.
Questo sviluppo, continua, “dimostra ulteriormente perché l’Europa deve rafforzare la propria sovranità tecnologica e sottolinea la rilevanza della legislazione in materia di sicurezza informatica e intelligenza artificiale già in vigore a livello Ue, tra cui l’Ai Act, il Cyber Resilience Act e la direttiva Nis2, tutti strumenti per gestire proprio questo tipo di rischio secondo le nostre regole. Stiamo esaminando attentamente le conseguenze pratiche della situazione per gli utenti europei di questi servizi”, conclude.
