Accordo di pace Usa-Iran, Trump: “Firma imminente”. Ma Teheran frena

Per il presidente Donald Trump la firma di un accordo tra Usa e Iran è imminente, sarebbe addirittura prevista per oggi domenica 14 giugno con la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz. Ma i nuovi attacchi israeliani in Libano rischiano di destabilizzare il processo delle trattative. 

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L’accordo Usa-Iran

Mediatori del Qatar sono arrivati in mattinata a Teheran nell’ambito degli sforzi diplomatici per finalizzare un accordo volto a mettere fine al conflitto. Una delegazione del Qatar, mediatore tra Usa e Iran, è arrivata per “esaminare gli ultimi sviluppi” dell’accordo per porre fine al conflitto, riporta Tasnim, confermando precedenti indiscrezioni dei media internazionali. Secondo l’agenzia iraniana Fars, che cita una fonte informata, la decisione finale dell’Iran sull’accordo con gli Stati Uniti è ancora in attesa di valutazione.

Nucleare e Hormuz nella bozza

Secondo quanto riferisce Reuters, citata da Sky News, sulla base delle dichiarazioni di un funzionario iraniano, l’Iran avrebbe accettato, nell’ambito della bozza di memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, di non produrre né acquisire armi nucleari. Secondo la stessa fonte, le modalità di gestione dell’uranio arricchito già in possesso di Teheran saranno definite nei prossimi 60 giorni, dopo un accordo iniziale, con l’ipotesi che la diluizione del materiale avvenga direttamente sul territorio iraniano. La bozza prevederebbe inoltre una sospensione temporanea delle sanzioni statunitensi sulle esportazioni di petrolio iraniano, il possibile sblocco di circa 25 miliardi di dollari di asset congelati e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Attacco di Israele in Libano

Israele ha attaccato il quartiere di Dahiyeh, quartiere meridionale di Beirut considerato una roccaforte di Hezbollah nella capitale libanese. Un alto ufficiale militare iraniano ha dichiarato che le “azioni criminali” di Israele in Libano “non resteranno senza risposta”, secondo quanto riferiscono i media statali iraniani, citando il vice comandante del comando militare congiunto di Khatam al-Anbiya, Mohammadjafar Asadi. Asadi ha definito l’attacco israeliano al quartiere di Dahiyeh una nuova “provocazione”.

La protezione civile libanese ha riferito che l’attacco israeliano ha causato almeno tre morti e sei feriti. Secondo il comunicato, i soccorritori hanno recuperato “i corpi di tre martiri” sotto le macerie, mentre i feriti sono stati trasportati in ospedale. L’esercito israeliano ha confermato di aver colpito obiettivi legati a Hezbollah, nella zona della capitale libanese considerata roccaforte del movimento filo-iraniano. Secondo fonti israeliane e americane citate dal sito Axios l’esercito israeliano ha informato il Comando centrale statunitense (Centcom) poco prima di effettuare l’attacco contro presunti obiettivi di Hezbollah nel quartiere di Dahiyeh.

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