Putin returns empty-handed from China; gas pipeline stalled

Vladimir Putin e tornato a Mosca dopo la sua visita a Pechino senza aver ottenuto il risultato principale che cercava: la messa in moto del gasdotto Forza della Siberia-2, progetto da 50 miliardi di metri cubi l’anno destinato a portare gas dai giacimenti della Penisola di Yamal al mercato cinese. La missione, la 25esima di Putin e il 40esimo incontro con Xi Jinping dall’inizio della loro collaborazione nel 2012, non ha quindi prodotto la svolta attesa. La tempistica della visita – pochi giorni dopo la missione di Donald Trump in Cina, la prima di un presidente americano in nove anni – ha enfatizzato il contrasto tra i due appuntamenti: Mosca ha cercato di minimizzare i confronti definendo l’avvicendamento una mera <>, ma risultano evidenti differenze pratiche e politiche tra le due visite. Non e passato inosservato che, pochi minuti prima dell’incontro tra Putin e Xi, Pechino ha ufficializzato importanti intese con gli Stati Uniti, tra cui l’acquisto di 200 aeromobili Boeing, la riapertura alle importazioni di carne bovina da centinaia di stabilimenti statunitensi e l’estensione della tregua nella guerra dei dazi.

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Mosca aveva descritto le negoziazioni sulla realizzazione del gasdotto come <> e <>, ma al termine dell’incontro non e stato fissato un calendario preciso. Il portavoce del Cremlino ha confermato che esiste consenso sui parametri principali del progetto, sul tracciato e sulle modalita costruttive, lasciando pero aperte alcune <> da definire. Non sono state chiarite questioni decisive come il prezzo delle forniture e i volumi finali.

A settembre era stato firmato un memorandum di costruzione che Mosca considera vincolante, e Gazprom ha avviato la definizione del progetto tecnico. Tuttavia, da Pechino continua a arrivare la richiesta di un prezzo calmierato, assimilabile a quello del mercato interno russo, condizione che complica l’accordo definitivo.

Analisti citati dal Financial Times osservano inoltre che in Cina c’e chi ritiene che il consumo interno di gas abbia ormai raggiunto un picco, rendendo poco conveniente assumere impegni di lungo periodo come quelli implicati dall’avvio di Forza della Siberia-2. L’espansione delle rinnovabili in Cina rafforza ulteriormente i dubbi sulla necessita di un’infrastruttura cosi duratura.

La dichiarazione congiunta sottoscritta al termine dell’incontro ribadisce la partnership strategica tra i due Paesi e richiama la necessita di un ordine internazionale multipolare, senza pero introdurre novita sostanziali. Mosca e Pechino esprimono preoccupazione per la crescente militarizzazione da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati e condannano azioni militari in Iran e in America Latina. Xi ha richiamato la cooperazione nei settori dell’energia e della tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale, e ha condannato <>, con un’esplicita allusione agli Stati Uniti. Nel comunicato si conferma l’intenzione di approfondire la collaborazione nei settori del petrolio, del gas e del carbone.

Sull’Ucraina non sono emerse nuove posizioni: Russia e Cina sottolineano la necessita di rimuovere le <> del conflitto, mentre Pechino aggiunge l’appello al rispetto della Carta delle Nazioni Unite. Tra le note emerse nei retroscena, il Financial Times ha riportato che Xi avrebbe riferito di un rimpianto espresso da Putin sull’invasione dell’Ucraina, osservazione che aggiunge complessita al quadro delle loro conversazioni.

Sul fronte commerciale, la Cina resta il principale acquirente del petrolio russo (circa il 20% delle importazioni russe), con un aumento delle forniture del 35% registrato nei primi mesi dell’anno. Gli sviluppi in Medio Oriente, con la guerra in Iran e i problemi nello Stretto di Hormuz, hanno reso Pechino ancora piu determinata a diversificare le fonti di approvvigionamento. Il commercio totale tra i due Paesi, che dal 2023 ha superato i 200 miliardi di dollari, e leggermente diminuito lo scorso anno pur attestandosi intorno ai 240 miliardi. All’interno di questo quadro si registra una contrazione delle esportazioni russe verso la Cina e un aumento delle esportazioni cinesi verso la Russia, probabilmente legate a componenti industriali. Tutto cio contribuisce alla riluttanza di Pechino a vincolarsi ulteriormente a Mosca con un progetto a lunghissimo termine come il nuovo gasdotto.

Nonostante la folta delegazione russa (39 persone), la firma di 22 accordi e le rassicurazioni sulla continuita delle forniture energetiche riaffermate da Putin, insieme al riconoscimento da parte di Xi del livello elevato delle relazioni bilaterali, l’incontro non e riuscito a imprimere un impulso decisivo alla partnership russo-cinese.

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