Non solo carburanti piu cari: la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la possibile chiusura dello stretto di Hormuz – via vitale per circa il 20% del petrolio mondiale – rischiano di farsi sentire anche sul prezzo e sulla disponibilita degli alimenti. La riduzione dei rifornimenti via mare puo tradursi, gia nei prossimi mesi, in minori quantita di cibo e costi piu alti per i consumatori.
Interruzione dei fertilizzanti e implicazioni
La paralisi della navigazione nello Stretto ha ripercussioni anche sul mercato dei fertilizzanti, con effetti a catena sulla produzione agricola. Paesi esportatori come la Russia e la Bielorussia rappresentano quote rilevanti di mercato – ad esempio circa il 23% dell’ammoniaca mondiale e una quota significativa di urea e derivati del potassio – e alcuni importatori africani hanno gia comprato scorte russe per il terzo trimestre. Gli analisti avvertono che i cambiamenti saranno lenti ma probabilmente permanenti: prima della crisi, oltre il 40% dell’urea e circa il 30% dell’ammoniaca esportate via mare transitavano dallo Stretto, traffico oggi in gran parte bloccato.
La carenza di fertilizzanti influira sulla produzione agricola solo dopo alcune campagne di semina, con impatti visibili sui raccolti entro sei-nove mesi e sui prezzi al dettaglio attesi anche nel 2027. Intanto i prezzi dei fertilizzanti sono gia aumentati: per l’urea agricola si registrano quotazioni medie piu alte rispetto ai livelli precedenti alla crisi, a seconda dell’origine e dei mercati di riferimento.
Crisi alimentare e vantaggi per Mosca
Il World Food Programme avverte che, se il conflitto dovesse protrarsi oltre la meta dell’anno e il petrolio restasse sopra i 100 dollari al barile, fino a 45 milioni di persone in piu potrebbero trovarsi in condizioni di insicurezza alimentare, soprattutto in Africa e Asia. In questo scenario, molti Paesi colpiti potrebbero rivolgersi alla Russia come fornitore e garante di approvvigionamenti, ripetendo dinamiche gia osservate nel 2022.
Responsabili russi hanno definito l’operazione militare anglo-israeliana un fattore che accelera la riorganizzazione dei mercati energetici e delle rotte marittime, con conseguenze economiche e umanitarie difficili da prevedere. Figure di vertice del Cremlino hanno indicato che la situazione potrebbe segnare un riallineamento strutturale favorevole alla Russia, anche proponendo misure come scorte navali per proteggere i traffici commerciali.
Negli ultimi anni la Russia ha gia adottato misure per regolare le esportazioni di fertilizzanti e alcune infrastrutture logistiche, come la pipeline per l’ammoniaca, sono compromesse da altri conflitti regionali. Il Cremlino sostiene di poter aumentare le forniture richieste dal mercato; piu in generale, osservatori avvertono che, oltre all’effetto sui prezzi, la crisi offre alla Russia l’opportunita di tradurre il proprio ruolo commerciale in capacita d’influenza politica presso Stati la cui posizione e strategica per l’Occidente.
