Italian tourists in the Gulf endure continuous explosions and uncertain flights

I lanci di missili e le corse nei rifugi sotterranei, insieme alla paura e alla frustrazione per le ripetute cancellazioni dei voli, hanno trasformato la vacanza negli Emirati in un incubo per Emanuela, una professionista romana di 50 anni. La situazione e precipitata da quando razzi partiti dall’Iran hanno colpito la regione in risposta all’attacco di Usa e Israele contro la Repubblica islamica del 28 febbraio. Emanuela, raggiunta via WhatsApp in un hotel di Abu Dhabi dove sono ospitati molti turisti bloccati, racconta di essere rimasta chiusa nella struttura per giorni: “Abbiamo visto due missili passare sopra le nostre teste dalle finestre. I boati non si fermano, siamo continuamente in tensione e pronti a scendere nei sotterranei se scatta l’allarme”.

Oltre allo shock di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, c’e la frustrazione per l’impossibilita di rientrare in Italia. “Ogni sera speriamo che il volo del giorno dopo parta, ma finora sono stati tutti cancellati; la decisione se operare o meno spetta alle compagnie, valutando la situazione”, spiega. Esistono opzioni da aeroporti vicini, come quello dell’Oman, ma richiedono un trasferimento in autobus di circa cinque ore, un viaggio lungo anche per motivi di sicurezza, e in ogni caso la partenza richiederebbe l’inserimento in una lista.

La speranza e che nei prossimi giorni si trovi una soluzione per i numerosi turisti bloccati. L’Ambasciata italiana ad Abu Dhabi, cui Emanuela esprime “profonda gratitudine”, sta operando con prudenza per tutelare l’incolumita dei connazionali in una situazione ancora molto instabile. Emanuela ringrazia anche il governo degli Emirati Arabi e il personale dell’hotel, che definisce “eccezionali, efficientissimi”, per l’assistenza, le cure e la disponibilita dimostrate, che in mezzo all’assurdita dell’evento l’hanno fatta sentire protetta e, per quanto possibile, a casa. (di Luana Cimino)