L’amministrazione Trump sostiene che il suo piano per il Venezuela – a quasi due mesi dall’arresto e dalla rimozione del presidente Nicolas Maduro – e pensato per il lungo periodo. Ha inoltre annunciato l’intenzione di sfruttare le vaste riserve petrolifere del Paese per ottenere introiti significativi. Tornato dalla Florida lunedi, Trump ha detto che le relazioni fra Stati Uniti e Venezuela sono ottime, minimizzando il fatto che l’attuale presidente ad interim, Delcy Rodriguez, continui a sostenere la legittimita di Maduro. A bordo dell’Air Force One ha osservato che per ragioni politiche Rodriguez doveva probabilmente difendere quel punto di vista, ma che il suo lavoro e valido e lo comprende.
Il presidente ha anche manifestato l’intenzione di visitare il Venezuela in futuro e di contribuire alla ricostruzione del settore petrolifero. Nel frattempo il Segretario all’Energia statunitense Chris Wright e tornato da un viaggio a Caracas, dove ha incontrato Delcy Rodriguez e ha visitato alcuni giacimenti: una visita definita storica, durante la quale Wright ha parlato di <
Queste ambizioni della Casa Bianca si scontrano pero con difficolta pratiche: il futuro politico del Venezuela, compresa una possibile transizione verso un governo democratico, resta molto incerto. Esperti stimano che il recupero delle infrastrutture petrolifere richiedera molti anni – decine di miliardi, forse oltre 200 miliardi di dollari – e fino a un decennio di investimenti. Gran parte del successo dipendera dalle grandi compagnie energetiche, ma molte di esse sono scettiche: il ceo di ExxonMobil, Darren Woods, aveva definito il Venezuela <
E rilevante che Trump non abbia offerto incentivi specifici per attrarre investimenti, e abbia anzi minacciato restrizioni su ExxonMobil in Venezuela. I governi di Maduro e del suo predecessore Hugo Chavez hanno utilizzato i proventi petroliferi per finanziare spesa sociale in edilizia, sanita e trasporti, ma non hanno garantito la manutenzione necessaria per preservare la produzione, crollata negli ultimi anni per una serie di ragioni, fra cui anche le sanzioni statunitensi che ora potrebbero essere revocate.
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La Casa Bianca ha anche dichiarato di non voler fornire garanzie di sicurezza alle compagnie operanti in Venezuela, un vuoto preoccupante in un contesto dove gruppi paramilitari legati al governo, i cosiddetti <
Oltre agli aspetti energetici, gli esperti sono soprattutto preoccupati per la transizione politica. L’oppositrice Maria Corina Machado e a Washington dopo un incontro con Trump a gennaio, ma non ha ancora un piano chiaro per rientrare in Venezuela, nonostante l’appello al Segretario di Stato Marco Rubio. Gli Stati Uniti parlano di un piano in piu fasi e non escludono nuove elezioni, ma non hanno fissato una data precisa. Come ha detto la stessa Machado, l’essenziale e avanzare: per attrarre investimenti sara necessario dare legittimita al governo attraverso un processo elettorale, ma i dettagli restano nebulosi.
A livello internazionale c’e il timore che Washington, ritenendo Machado priva di sufficiente sostegno interno, preferisca mantenere un rapporto pratico con l’attuale governo ad interim e rinviare decisioni definitive sulle elezioni del 2024, mantenendo una posizione ambigua fino alla scadenza del mandato di Rodriguez nel 2031. Secondo Diego Battistessa, esperto di America Latina, gli Stati Uniti potrebbero puntare su un rapporto pragmatico con Delcy Rodriguez se la ritengono interlocutrice capace di garantire stabilita, forniture di petrolio e cooperazione regionale.
Allo stesso tempo, l’opposizione guidata da Maria Corina Machado dispone di un consenso popolare diffuso ma non controlla il territorio, le forze armate ne le principali istituzioni statali. Questo squilibrio di potere complica una rapida transizione e rende plausibile una strategia di attesa da parte di Trump. La posizione di Rodriguez resta quindi fragile: la sua sopravvivenza politica dipendera dalla capacita di negoziare con gli Stati Uniti mentre gestisce un sistema interno segnato da tensioni e interessi contrastanti.
Particolarmente imprevedibili in questo quadro sono il ministro degli Interni Diosdado Cabello e il ministro della Difesa Padrino Lopez, entrambi fedelissimi di Maduro: Cabello, in particolare, controlla forze di polizia e milizie paramilitari e potrebbe rappresentare una minaccia interna alla cooperazione tra Trump e Rodriguez. Per Battistessa, in una strategia di <
Il tempo, osserva ancora Battistessa, spesso favorisce i regimi: gli shock immediati possono non produrre cambiamenti duraturi e si tende poi a una normalizzazione di situazioni che sembravano impensabili. Per Trump, se Rodriguez puo garantire gli obiettivi concreti che desidera, non e necessario perseguire riti ipocriti: lei potrebbe restare al potere purche offra stabilita e risultati. Per questo motivo la transizione democratica rimane, al momento, lontana e poco chiara.
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