Il settore dei giochi d’azzardo è in costante crescita dal 2023 e ha delle prospettive di mantenimento di tale crescita anche per gli anni a venire. Infatti, stiamo parlando di una percentuale annua del 5%, che rimane stabile. Tutto ciò rende questo settore appetibile per l’economia nazionale, diventando un riferimento per le entrate del Governo stesso. Questa grande espansione ha interessato da un lato le location fisiche, ma principalmente le piattaforme tradizionali online su territorio nazionale e gli online casinò non aams, scevri della verifica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Sulle piattaforme giocare è più immediato e diventa l’opportunità di una veloce pausa nella quotidianità con una vasta scelta di giochi online.
Il gioco d’azzardo online: 6% del Pil nazionale
Dal 2021 era incominciata questa esponenziale crescita del settore del gioco d’azzardo. In quell’anno gli italiani avevano speso 111 miliardi di euro nel gioco d’azzardo. La cifra è poi aumentata nel 2022 salendo a 136 miliardi di euro. Facendo un paragone, per capire il peso della cifra, possiamo paragonarlo con i soldi spesi per la sanità nel 2022, che ammontano a 128 miliardi e per l’istruzione di 52 miliardi di euro. Le cifre parlano chiaro: la spesa complessiva per il gioco d’azzardo, indipendentemente da dove esso sia stato fatto, è stata superiore a questi due settori. La crescita nel 2024 è stata altrettanto esponenziale e, quindi, ufficialmente il settore del gioco online è diventato un interessante tassello di entrate per il Governo italiano, andando a rappresentare il 6% del PIL nazionale.
Uno dei motivi per cui questo settore è utile al Governo, oltre per l’indotto lavorativo che crea, è per il gettito fiscale, che porta a somme importanti e utilizzate per andare a sanare i buchi nella sanità, ma anche implementare il ammodernamento di infrastrutture. Si era proposto di aumentare la plusvalenza del gioco d’azzardo e si voleva applicare una aliquota del 42%. Fortunatamente parlando per gli operatori, questa idea è stata abbandonata e rimarranno al 26% dell’aliquota. Questo sarebbe stato un problema non da poco visto che avrebbe diminuito il margine di guadagno, che serve soprattutto alle piattaforme online per implementare le tecnologie.
Serve infatti che le piattaforme abbiano sempre proposte di gioco innovative per vivacizzare il business, ma al contempo garantiscano un ambiente sicuro per i giocatori. Infatti non solo i margini di guadagno servono anche per investire in nuovi giochi e tecnologie, ma servono anche per andare a costruire tutto un ambiente sicuro quale il miglioramento e la certificazione del RNG, quindi l’algoritmo software che permette la casualità e l’imprevedibilità del gioco. Servono anche per implementare le tipologie di pagamento e la sicurezza crittografica dei dati. Una maggiore tassazione potrebbe portare alla fuga dal territorio italiano di molte piattaforme e questo non è auspicabile neanche per il governo stesso.
Il profilo del giocatore italiano
Il gioco d’azzardo trova un terreno fertile in Italia perché culturalmente è sempre stato presente: all’italiano piace giocare e scommettere. Il fatto che siano nate queste soluzioni online ha semplicemente dato maggior opportunità a chi giocava già di poterlo fare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, comodamente dal proprio cellulare. Non solo, la diffusione delle piattaforme è andata ad allargare potenzialmente il target. Infatti, tra i giocatori più diffusi troviamo i Millennials quindi la classe dai 25 ai 40 anni, che sono anche più avvezzi a utilizzare device mobili. Nonostante la preponderanza maschile troviamo anche in crescita il pubblico femminile: per motivi organizzativi e di privacy non si sarebbe avvicinato al gioco se non digitalmente.
A livello di scolarizzazione il giocatore ha un diploma di scuola superiore, stiamo parlando di un’incidenza del 55% sul totale. Più basso è il livello dei laureati, che si avvicinano maggiormente ai giochi strategici come il poker. Utenti di cultura inferiore, quindi scuola media inferiore, sono più propensi alle slot machine, ma soprattutto in ambito fisico, perché hanno una alfabetizzazione digitale più bassa.
Analizzando l’estrazione geografica, vediamo un’incidenza del 45% nel Nord Italia, in cui la maggiore concentrazione dei giocatori è in Lombardia, Veneto e in Emilia Romagna. Nel centro Italia abbiamo un’incidenza del 30%, in cui le regioni più attive sono il Lazio e la Toscana. invece in Sud Italia abbiamo un’incidenza del 25% per i giochi online: questo dimostra ancora una predisposizione alle location fisiche, ma soprattutto un interesse maggiore scommesse sportive. Queste ultime si stanno sviluppando online al sud, rimanndo preponderanti rispetto al gioco d’azzardo.