26 novembre 2024
“Oggi è arrivato il momento della verità sulle borse di studio in Veneto: quest’anno per la prima volta non pagheremo le borse universitarie a chi ne ha diritto, nemmeno con un anno di ritardo come accadeva gli anni scorsi e solo grazie alle nostre battaglie. Questa è la prova che questa maggioranza ha lasciato la Regione con le casse vuote e con un buco che pesa sui diritti dei cittadini. Perché per l’anno accademico 2023/24 rimangono ancora 3.285 idonei non beneficiari, numero più basso dell’iniziale solo grazie a 1.086 borse che dovrebbero essere state pagate dalle Università” è quanto dichiara la Consigliera regionale Elena Ostanel, del movimento civico Il Veneto che Vogliamo, a margine dei lavori d’Aula sulla variazione di bilancio.
“Il paradosso è che l’anno scorso avevamo trovato 1,9 milioni da mettere per le borse di studio proprio per lo slittamento dell’apertura della Pedemontana mentre quest’anno, che è completamente operativa, sanciamo invece che servono 44 milioni per coprirne le mancate entrate e lasciamo gli studenti senza borse. Per pagare le borse ne sarebbero serviti circa 17, una scelta che spiega l’investimento sul futuro dei ragazzi che ci dà questa Giunta: quello di un debito pubblico da rincorrere, mentre le famiglie sono lasciate sole a pagare per i propri figli” dichiara Ostanel.
“È di una gravità assoluta sancire definitivamente che il diritto allo studio in Veneto non è garantito. Per le famiglie venete che hanno investito per mandare i figli all’università nella speranza di ricevere la borsa che spetta ai loro figli ho chiesto alla Giunta di dire la verità: che non era vero che il governo nazionale avrebbe messo i soldi necessari e che è vero invece che la Giunta leghista non è stata in grado di mantenere le promesse fatte. Alla faccia di Luca Zaia che in diretta TV parla della necessità di smarcarsi da chi detta legge a livello nazionale: oggi ha sancito che evidentemente non è capace di farsi valere a Roma con il proprio governo” conclude la Consigliera.