A novembre la Fondazione Foresta propone una campagna sulla salute maschile rivolta a tre fasce d’età: 18–30 anni, 30–50 anni e over 50. Salute riproduttiva e sessuale al centro dell’iniziativa, che usa il linguaggio dello sport per avvicinare gli uomini alla prevenzione. Per gli over 50, un’attenzione particolare all’osteoporosi maschile, ancora poco riconosciuta e trattata. Quattro i testimonial: l’ex rugbista della nazionale italiana Mauro Bergamasco, Matteo Lovato capitano del Calcio Padova, il capitano dell’Umana Reyer Venezia Amedeo Tessitori e il capitano dell’Alva Inox Porto Viro (Delta Volley) Matteo Sperandio
Aspettare di cercare un figlio per occuparsi della fertilità può significare scoprire tardi un problema presente da anni. È una delle ragioni per cui la prevenzione maschile deve cominciare già nei giovani e proseguire nell’età adulta, quando cambiano i fattori di rischio e le esigenze di salute. A questo obiettivo è dedicata la campagna Movember 2026 della Fondazione Foresta ETS, che per il mese di novembre propone un’informazione differenziata per tre fasce d’età: 18–30 anni, 30–50 anni e over 50. L’intento è aiutare gli uomini a conoscere gli aspetti della salute sessuale e riproduttiva che li riguardano più da vicino e a capire quando rivolgersi allo specialista.
Ad accompagnare i messaggi della campagna sarà il linguaggio dello sport, attraverso quattro testimonial provenienti da discipline diverse: l’ex rugbista della Nazionale italiana Mauro Bergamasco, il capitano del Calcio Padova Matteo Lovato, il capitano dell’Umana Reyer Venezia Amedeo Tessitori e il capitano dell’Alva Inox Porto Viro (Delta Volley) Matteo Sperandio.
Rugby, calcio, basket e pallavolo diventano così quattro modi diversi per lanciare lo stesso messaggio, racchiuso nello slogan «Ci vogliono le palle per giocare d’anticipo». La campagna, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Advertendo, punta a parlare a uomini di età e abitudini differenti e a portare i temi della prevenzione fuori dagli ambulatori, nelle conversazioni di tutti i giorni.
La campagna dedica spazio anche alla salute mentale, perché benessere psicologico e sfera sessuale sono strettamente legati e possono influenzarsi a vicenda. Riconoscere un momento di difficoltà e parlarne senza aspettare è quindi una parte importante della prevenzione.
Inoltre, previsto un focus sull’osteoporosi maschile. Secondo l’International Osteoporosis Foundation, nel mondo circa un uomo su cinque oltre i cinquant’anni andrà incontro a una frattura osteoporotica nel resto della vita. Le conseguenze possono essere pesanti: nei primi sei mesi dopo una frattura del femore, la mortalità negli uomini è circa doppia rispetto a quella delle donne della stessa età. Il problema è ancora sottovalutato perché l’osteoporosi viene associata soprattutto alle donne e alla menopausa. La perdita di resistenza dell’osso, inoltre, può progredire senza disturbi evidenti: spesso è una frattura dopo un trauma modesto a rivelare la fragilità. Negli uomini la malattia viene diagnosticata e trattata meno frequentemente e può restare trascurata anche dopo questo primo episodio.
La campagna Movember 2026 sarà visibile per tutto il mese di novembre attraverso un programma di affissioni pubblicitarie a Padova, in provincia e a Rovigo, oltre a una grande affissione posizionata all’ingresso di Mestre. Il messaggio della prevenzione sarà protagonista anche negli impianti sportivi delle società coinvolte: verrà annunciato prima delle partite casalinghe del Calcio Padova allo Stadio Euganeo, dove sarà trasmesso anche attraverso il ledwall, dell’Umana Reyer Venezia, e del Delta Volley Porto Viro. La campagna sarà inoltre diffusa attraverso i canali social della Fondazione Foresta, delle società sportive e dei partner. Una presenza capillare sul territorio, dalle strade agli stadi e ai palazzetti, per portare la prevenzione maschile fuori dagli ambulatori e raggiungere uomini di tutte le età, ricordando che prendersi cura della propria salute significa giocare d’anticipo.
«La fertilità merita attenzione molto prima del momento in cui si desidera diventare padri, ma anche la salute sessuale deve essere tutelata durante tutto l’arco della vita, compresa la terza età», spiega il professor Carlo Foresta, presidente della Fondazione Foresta. «L’avanzare degli anni non significa rinunciare a una vita sessuale soddisfacente. I disturbi della sfera sessuale non devono essere considerati una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento, perché possono rappresentare il segnale di condizioni ormonali, metaboliche o cardiovascolari che meritano attenzione. Alcune di queste condizioni possono restare a lungo senza sintomi evidenti. Conoscere i propri fattori di rischio e parlarne con il medico permette di valutare quando siano necessari dei controlli. Con questa campagna vogliamo avvicinare alla prevenzione anche chi, sentendosi bene, pensa di non averne bisogno. Non va inoltre dimenticata la salute delle ossa, strettamente legata all’equilibrio ormonale. Con l’avanzare dell’età, la lenta e progressiva riduzione dei livelli di testosterone può contribuire alla perdita di massa ossea, aumentando il rischio di osteoporosi e fratture. Precedenti fratture dopo traumi modesti, familiarità e uso prolungato di cortisonici sono altri elementi da considerare. Il medico può valutare quando sia indicata una densitometria ossea e quali approfondimenti siano necessari. L’obiettivo è preservare non soltanto la salute, ma anche la qualità della vita e l’autonomia dell’uomo a ogni età».
Per prenotare la visita di screening basta andare sul sito www.fondazioneforesta.it/movember e scegliere giorno e ora dal calendario disponibilità. Per informazioni: Fondazione Foresta ETS, via Gattamelata 11, Padova. Tel. 049 851431 – [email protected] – www.fondazioneforesta.it
LE DICHIARAZIONI DEI PARTNER
“Per noi del Calcio Padova questa campagna è molto più di una semplice iniziativa di comunicazione”, sottolinea il presidente della società biancoscudata Francesco Peghin. “Parlare di prevenzione maschile significa rompere un tabù che per troppo tempo ha tenuto gli uomini lontani dai controlli. Questa campagna vede protagonista il capitano della squadra, Matteo Lovato, abituato in difesa a giocare d’anticipo, dedica l’attenzione alla diagnosi precoce del tumore al testicolo, tumore più frequente in questa fascia d’età. È un messaggio che vogliamo condividere con i nostri tifosi, soprattutto con i più giovani, perché la diagnosi precoce può fare la differenza. A volte basta una visita per salvare una vita. Siamo orgogliosi di affiancare la Fondazione Foresta in questo progetto che unisce sport, scienza e responsabilità sociale: come nello sport, anche nella prevenzione contano la costanza, la squadra e la voglia di non arrendersi. Novembre è il mese giusto per ricordarlo, e il calcio può diventare un canale potente per diffondere consapevolezza, con semplicità e senza imbarazzo. La salute è il nostro bene più importante, e non c’è vittoria più grande di quella che si gioca per se stessi”.
“Abbiamo aderito con convinzione alla campagna di Fondazione Foresta perché affronta temi importanti della salute maschile con un linguaggio capace di arrivare alle persone, anche ai più giovani – interviene il presidente del Delta Volley Porto Viro Luigi Veronese –. Credo sia particolarmente significativo che si parli anche di salute mentale, un tema sul quale ci sono ancora imbarazzi e tabù da superare. Come società abbiamo sempre cercato di vivere il nostro ruolo sul territorio anche oltre quello che succede in campo, sostenendo iniziative capaci di sensibilizzare la comunità. Farlo insieme a realtà e atleti di sport diversi può dare ancora più forza al messaggio. Siamo particolarmente orgogliosi che a rappresentare il Delta sia Matteo Sperandio: non soltanto il nostro capitano, ma una figura che da anni incarna i valori della società, dentro e fuori dal campo. Credo che lo sport, anche attraverso esempi come il suo, possa contribuire ad avvicinare le persone alla prevenzione e a parlare con maggiore apertura di temi che troppo spesso restano in secondo piano”.
“Per tanti anni ho chiesto al mio corpo di dare il massimo, in allenamento e in partita”, dice Mauro Bergamasco, campione nazionale di Rugby. “Oggi so quanto sia importante anche imparare ad ascoltarlo e a prendersene cura. Con il passare degli anni, la prevenzione diventa ancora più importante, soprattutto per la salute della prostata. Non c’è niente di più intelligente che dedicare un po’ di tempo alla propria salute, anche quando ci sentiamo bene”.
“Lo sport ha una responsabilità che va oltre il risultato: può sensibilizzare le persone e contribuire al benessere della comunità”, dichiara Federico Casarin, presidente dell’Umana Reyer Venezia. “Per questo sosteniamo con convinzione la campagna della Fondazione Foresta, con il nostro capitano Amedeo Tessitori come testimonial. Vogliamo portare ai tifosi e soprattutto ai più giovani un messaggio semplice: prendersi cura della propria salute significa anche informarsi e fare della prevenzione una buona abitudine, fin da ragazzi”.
“Da 55 anni la mission di Alì è migliorare la vita delle persone, mettendole al centro delle nostre scelte”, dichiara Gianni Canella, Presidente di Alì S.p.A. “Crediamo che prendersi cura delle persone significhi anche promuovere la cultura della prevenzione e sensibilizzare sull’importanza della salute, contribuendo a superare tabù e pregiudizi. Per questo sosteniamo il progetto Movember della Fondazione Foresta, nel quale ritroviamo i valori che guidano il nostro impegno per il benessere della comunità”.
“È bello quando un’idea aiuta un messaggio importante ad arrivare più lontano”, dichiara Marco Domenichelli, titolare di Advertendo. “Con Fondazione Foresta lavoriamo su temi spesso delicati, cercando linguaggi capaci di coinvolgere le persone e superare imbarazzi e tabù. Come agenzia ci mettiamo in gioco anche in prima persona, partecipando agli screening promossi dalla Fondazione. Perché certi messaggi diventano ancora più forti quando, oltre a raccontarli, li fai tuoi”.
LE INFORMAZIONI DA SAPERE IN BASE ALL’ETÀ
Tra i 18 e i 30 anni, la campagna mette al centro la salute dei testicoli, la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse e una corretta informazione sulla fertilità e sulla sessualità. Il confronto con l’andrologo è un’occasione per chiarire dubbi, affrontare eventuali difficoltà della sfera sessuale e valutare possibili problemi della funzione riproduttiva. Anche riconoscere un cambiamento, come un nodulo o un gonfiore testicolare, e riferirlo al medico fa parte della prevenzione. Fumo, consumo eccessivo di alcol e uso di anabolizzanti possono compromettere la salute riproduttiva e sessuale già in giovane età.
Tra i 30 e i 50 anni, accanto alla fertilità, acquista particolare rilievo il rapporto tra funzione sessuale e salute generale. Una disfunzione erettile persistente può rappresentare un segnale precoce di alterazioni metaboliche o cardiovascolari, associandosi a condizioni come diabete e ipertensione. Anche la riduzione del desiderio sessuale merita attenzione, soprattutto quando si accompagna ad altri sintomi. Parlarne con il medico permette di valutarne le possibili cause, comprese quelle ormonali e psicologiche, e di individuare gli approfondimenti necessari. Il peso corporeo, l’attività fisica e le abitudini quotidiane influiscono sia sulla salute generale sia sul benessere sessuale.
Dopo i 50 anni, la prevenzione deve riguardare non soltanto la prostata e la salute delle ossa, ma anche il mantenimento di una vita sessuale soddisfacente. La sessualità rimane una componente importante del benessere e della qualità della vita anche nella terza età. Con l’invecchiamento possono verificarsi cambiamenti nella risposta sessuale e una lenta e progressiva riduzione dei livelli di testosterone, ma disturbi come la disfunzione erettile o il calo del desiderio non devono essere considerati inevitabili né trascurati. Possono infatti essere associati a condizioni ormonali, metaboliche o cardiovascolari che meritano attenzione.
In questa fascia d’età assume inoltre particolare importanza la salute della prostata. Il tumore prostatico è la neoplasia più frequentemente diagnosticata negli uomini in Italia e la sua incidenza aumenta con l’età. Nelle fasi iniziali può svilupparsi senza provocare sintomi. Una valutazione specialistica consente di approfondire i fattori di rischio personali e familiari e di discutere l’opportunità del dosaggio del PSA, tenendo conto dei suoi benefici e limiti. Anche la salute delle ossa merita attenzione: la progressiva riduzione del testosterone può contribuire alla perdita di massa ossea e al rischio di osteoporosi, una condizione ancora troppo spesso sottovalutata negli uomini.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – SPORT E FERTILITÀ
Quando si parla di benessere e salute maschile, l’attività fisica gioca un ruolo fondamentale. Mantenersi attivi non solo è essenziale per il cuore e i muscoli, ma è anche un potente alleato della fertilità e della salute sessuale. Tuttavia, non tutte le attività sportive sono uguali e, se non praticate correttamente, alcune possono addirittura avere effetti negativi sulla capacità riproduttiva. Dall’esercizio moderato al recupero dopo allenamenti intensi, fino ai rischi legati a sport come il ciclismo e gli sport di contatto, le indicazioni essenziali per mantenere un equilibrio perfetto tra allenamento e tutela della fertilità:
- L’Esercizio moderato migliora la fertilità: L’attività fisica moderata può migliorare la qualità del liquido seminale, la capacità antiossidante dei testicoli e la produzione di testosterone, aiutando la fertilità maschile (1).
- L’importanza di non eccedere: L’esercizio fisico intenso e di lunga durata può aumentare lo stress ossidativo e danneggiare la qualità seminale, causando riduzione della concentrazione, morfologia e motilità degli spermatozoi (1).
- Recupero dopo esercizio intenso: Dopo un periodo di recupero dall’attività fisica intensa, i livelli ormonali e la qualità del liquido seminare possono tornare ai valori normali, evidenziando l’importanza dell’equilibrio tra allenamento e riposo (1).
- Contrasta gli effetti negativi dell’obesità sulla fertilità: L’esercizio fisico moderato non solo contribuisce al calo ponderale, il quale risulta positivo per la nostra fertilità ma non solo, ma può anche contrastare gli effetti negativi dell’obesità sulla funzione riproduttiva maschile, riducendo lo stress ossidativo e migliorando la produzione di testosterone (1).
- Infiammazione e fertilità: L’attività fisica regolare aiuta a ridurre i livelli di citochine pro-infiammatorie come IL-6 e TNF-α, contribuendo a migliorare la qualità spermatica e l’integrità del DNA (1).
- Miglioramento della salute vascolare: L’esercizio fisico regolare migliora la circolazione sanguigna e la salute cardiovascolare, contribuendo a una migliore funzione erettile (2).
- Aumento del rischio di varicocele: Gli sport come il basket, il calcio, la pallavolo e la pallamano mostrano un’incidenza significativamente più alta di varicocele tra i giovani atleti rispetto a soggetti non sportivi, suggerendo che l’attività sportiva intensa può contribuire a questa condizione (3).
- Attenzione alle tue zone “maschili”: Il ciclismo prolungato, specialmente a livello agonistico (più di tre ore a settimana), è stato associato a un aumento del rischio di disfunzione erettile a causa della pressione esercitata sull’area perineale. Tale pressione si associa anche a traumatismo prostatico, aumentando il rischio di infiammazione. L’attività ciclistica moderata (meno di 3 ore a settimana) sembra non avere un impatto significativo sulla disfunzione erettile (4).
- Attenzione alla testa: Gli sport che comportano frequenti traumi cranici, come il football americano, il rugby e il pugilato, possono causare disfunzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadico (HPG). Questo può portare a una riduzione dei livelli di testosterone e, di conseguenza, a ipogonadismo e disfunzione erettile (4).
- Doping e sport: L’abuso di steroidi anabolizzanti e di testosterone inibisce la produzione naturale di ormoni, portando a ipogonadismo ed atrofia testicolare. Il danno nella salute dell’uomo si riflette sul maschio a livello globale, interferendo da un lato sulla funzione sessuale, causando disfunzione erettile e dall’ altro sulla fertilità, riducendo numero e qualità degli spermatozoi. Gli anabolizzanti inoltre comportano sviluppo della ghiandola mammaria (ginecomastia) e peggioramento dell’alopecia androgenetica (calvizie). (5)
- Abedpoor N, Taghian F, Hajibabaie F. Exploring the dynamics of exercise intensity on male fertility and reproductive health: advancements and implications for fertility research. Front Reprod Health. 2024 Jul 18;6:1423916. doi: 0.3389/frph.2024.1423916. PMID: 39091284; PMCID: PMC11291361.
- Chen Z, Wang J, Jia J, Wu C, Song J, Tu J. Effect of different physical activities on erectile dysfunction in adult men not receiving phosphodiesterase-5 inhibitors therapy: A systematic review and meta-analysis. Andrology. 2024 Jun 27. doi: 10.1111/andr.13682. Epub ahead of print. PMID: 38937909.
- Gan ZS, Ehlers ME, Lin FC, Wright ST, Figler BD, Coward RM. Systematic Review and Meta-Analysis of Cycling and Erectile Dysfunction. Sex Med Rev. 2021 Apr;9(2):304-311. doi: 10.1016/j.sxmr.2020.01.002. Epub 2020 Mar 6. PMID: 32147498.
- Panara K, Masterson JM, Savio LF, Ramasamy R. Adverse Effects of Common Sports and Recreational Activities on Male Reproduction. Eur Urol Focus. 2019 Nov;5(6):1146-1151. doi: 10.1016/j.euf.2018.04.013. Epub 2018 May 3. PMID: 29731401.
- Sansone A, Sansone M, Vaamonde D, Sgrò P, Salzano C, Romanelli F, Lenzi A, Di Luigi L. Sport, doping and male fertility. Reprod Biol Endocrinol. 2018 Nov 12;16(1):114. doi: 10.1186/s12958-018-0435-x. PMID: 30415644; PMCID: PMC6231265.
