Su richiesta della procura della Repubblica di Padova disposte dal G.I.P. 7 misure cautelari tra custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari e obblighi di dimora, nei confronti dei componenti della banda criminale, appartenenti a famiglie di origine nomade che nel periodo aprile – luglio scorso, si sono resi protagonisti di 13 episodi di furti aggravati nel corso dei quali sono stati asportati metalli preziosi, utensili da lavoro e beni di ingente valore per un profitto illecito di circa 1milione di euro. Il capo della banda è stato arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, mentre gli altri complici sono stati collocati agli arresti domiciliari ed al divieto di dimora nella regione veneto ed Emilia Romagna.
La Polizia di Stato ha eseguito nelle prime ore di mercoledì 28 ottobre, 7 misure cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Padova su richiesta della Procura della Repubblica di Padova a carico di altrettanti soggetti appartenenti a famiglie nomadi gravemente indiziati di far parte di un sodalizio criminale che fin dall’aprile scorso, ha commesso un’innumerevole serie di furti presso ditte e attività industriali della provincia di Padova asportando di volta in volta rame, metalli pregiati, utensili da lavoro con danni di ingente valore economico.
I destinatari delle misure cautelari eseguite dalla Squadra Mobile di Padova al termine di una complessa attività investigativa durata oltre 6 mesi sono il capo della banda, attualmente residente in provincia di Rovigo, con precedenti per reati contro il patrimonio, destinatario di custodia cautelare in carcere.
Nei confronti di altri indagati sono state disposte la misura cautelare degli arresti domiciliari ovvero del divieto di dimora.
L’attività d’indagine ha avuto origine da una complessa attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Padova che ha consentito di delineare l’operatività di un sodalizio criminale dedito alla commissione di numerosi furti aggravati commessi in danno di aziende metalmeccaniche ed enti specializzati nella lavorazione e commercializzazione di metalli duri (carburo di tungsteno) e rame tra i mesi di aprile e giugno 2026 quando numerose imprese del territorio veneto sono state oggetto di reiterate azioni delittuose, accomunate da analoghe modalità esecutive e dal medesimo obiettivo criminoso.
Le modalità di esecuzione dei furti denotavano una preventiva e approfondita conoscenza del ciclo produttivo delle aziende bersaglio, nonché dell’ubicazione e dell’elevato valore economico del materiale asportato.
Le analogie riscontrate nelle modalità operative dei furti portati a segno, nella scelta degli obiettivi e nella tipologia del materiale sottratto avevano sin da subito indotto gli investigatori a ritenere che gli autori appartenessero a gruppi criminali altamente specializzati, caratterizzati da una significativa capacità organizzativa e da una preventiva attività di osservazione e selezione dei siti da colpire.
I reati predatori messi a segno dal gruppo criminale e riscontrati nel corso delle indagini sono 13:
furto aggravato del 10 aprile 2026 ai danni della ditta U.O.P. S.p.A., di Campodarsego (PD), quando per accedere all’interno dello stabilimento, gli autori avevano utilizzato quale “auto-ariete” un’autovettura Alfa Romeo Giulietta di colore grigio, provento di furto consumato nella medesima serata in via Tiziano Aspetti a Padova;
tardo pomeriggio dell’11 aprile 2026, una segnalazione di persone sospette presso la ditta Bonamin Group S.r.l. di Padova, permetteva di accertare che il tetto di un capannone di quella ditta era stato utilizzato quale via d’accesso alla confinante Mini Tools Coating S.r.l. Nel corso del sopralluogo venivano rinvenuti attrezzi da scasso nonché quantitativi di carburo di tungsteno già asportati dalla Mini Tools e successivamente abbandonati dai ladri durante la fuga. Nella circostanza veniva individuata dagli investigatori un’auto sospetta in uso a soggetti di origine nomade in transito in quella zona contemporaneamente al tentativo di furto e veniva identificato poco distante un uomo di etnia Rom infortunatosi, a suo dire accidentalmente, ad una gamba;
il 19 aprile 2026 la ditta U.O.P. S.p.A. subiva un secondo furto commesso da ignoti che, dopo aver praticato un foro nella parete perimetrale dello stabilimento, accedevano al magazzino dal quale asportavano numerosi cilindri in carburo di tungsteno, per un valore commerciale stimato in circa 100.000 euro;
il 26 aprile 2026 il titolare la Mini Tools Coating S.r.l., segnalava nuovamente che ignoti, previa effrazione della porta di ingresso, avevano asportato utensili in carburo di tungsteno per un valore di circa 10.000 Euro, utilizzando per la fuga un’Alfa Romeo Giulietta rubata poche ore prima in via Pellizzo a Padova;
il 9 e 10 maggio 2026 venivano perpetrati due distinti furti aggravati ai danni della Siemens Energy di Marghera (VE), con l’asportazione di circa otto tonnellate di rame ed un danno complessivo, comprensivo della merce sottratta e dei danneggiamenti arrecati allo stabilimento, che veniva quantificato in circa 140.000 euro;
in data 12.06.2026, un furto ai danni della società “Elettra S.r.l.” di Loreggia (PD), nel corso del quale sono stati asportate cinque bobine di cavi elettrici, del peso complessivo di circa 18 quintali, per un valore stimato tra 20.000 e 30.000 euro;
il 14 giugno 2026 un secondo furto presso la ditta ITT Industrial Tools S.p.A. di Padova, dove sono stati asportati ingenti quantitativi di materiale metallico quantificati in oltre 7500 utensili in acciaio super rapido, del valore complessivo di circa euro 25.000;
la notte tra il 14 e il 15 giugno 2026 un furto presso la ditta Martino Parisi S.r.l. di Silea (TV), dove sono stati asportati capi di abbigliamento a marchio, telai e biciclette marca Bianchi, ricambi per autoveicoli marca Brembo, bottiglie di vino pregiato, per un valore complessivo stimato in circa 50.000 euro;
la notte tra il 16 e il 17 giugno 2026 un furto consumato presso la ditta Elettromeccanica Galliera di Galliera (BO) da cui sono stati asportati oltre 3.000 chilogrammi di rame, per un valore commerciale di circa euro 70.000, oltre ai rilevanti danni cagionati alle strutture aziendali;
il 19 giugno 2026 un furto aggravato consumato presso la ditta GEATECH Group S.r.l. di Malalbergo (BO) da cui sono stati asportati numerosi utensili da lavoro, costituiti da punte da fresa, placchette e altri utensili meccanici, per un valore complessivo di oltre 4000 Euro;
il 19 giugno 2026 un furto aggravato presso la ditta Snam Rete e Gas di Rubano (PD), da cui è stato rubato rame e metalli preziosi per alcune decine di migliaia di euro;
il 21 giugno 2026 e il 27 giugno 2026 due tentativi di furto presso la ditta Montrafo Service S.r.l. di Arre (PD), dove i malfattori dopo essersi introdotti all’interno dell’azienda confinante, avevano praticato un foro nella parete divisoria tra i due capannoni, riuscendo così ad accedere ai locali della Montrafo Service S.r.l. facendo però scattare l’allarme che li metteva in fuga;
il 18 luglio 2026 un furto consumato presso la ditta HAIKI di Fossò (VE) dove veniva rubato un ingente quantitativo di rame, che i malviventi provvedevano a caricare proprio sul furgone Citroen Jumper asportato poco prima nella medesima via.
Oltre a questi episodi, agli indagati vengono contestati la ricettazione di un autocarro Fiat Ducato e il furto di un furgone Citroen Jumper utilizzati per commettere i predetti episodi predatori.
Gli elementi acquisiti nella prima fase delle indagini e la successiva attività tecnica hanno consentito di identificare i componenti di un gruppo criminale strutturato, composto da soggetti appartenenti a due nuclei famigliari di origine nomade, stabilmente dedito alla commissione di delitti contro il patrimonio.
Veniva così ricostruito un consolidato modus operandi caratterizzato dalla reiterata commissione di furti in danno di aziende ed enti pubblici e privati, mediante preventive attività di sopralluogo, l’impiego di veicoli nella disponibilità del gruppo criminale, effrazioni degli accessi e asportazione di ingenti quantitativi di materiale di valore, con particolare riferimento a rame, metalli e utensili industriali che potevano poi essere rivenduti al mercato nero con ingente profitto.
A seguito del monitoraggio constanti dei soggetti sospettati venivano raccolti gravi indizi di colpevolezza in relazione ad ulteriori episodi di furto aggravato commessi successivamente a quelli che avevano dato avvio all’attività e che sono oggetto di contestazione nell’ordinanza custodiale eseguita dalla Polizia.
In particolare, gli investigatori hanno raccolto gravi elementi indiziari a carico dei sette destinatari delle misure cautelari in relazione a 13 diversi episodi predatori.
Le risultanze delle indagini espletate dalla Squadra Mobile di Padova in relazione ai fatti citati hanno permesso di delineare un articolato quadro indiziario nei confronti degli indagati, i quali, secondo quanto emerso nel corso delle attività tecniche e degli accertamenti di polizia giudiziaria, hanno operato in maniera stabile, coordinata e con una ripartizione di ruoli, ponendo in essere una pluralità di delitti contro il patrimonio caratterizzati da analoghe modalità esecutive, da una stretta continuità temporale e dall’utilizzo dei medesimi mezzi e strumenti operativi.
I soggetti rintracciati sono stati accompagnati in Questura per l’identificazione al termine del quale il capo banda è stato tradotto presso la casa circondariale di Rovigo, mentre gli altri destinatari dei provvedimenti restrittivi sono stati riaccompagnati presso i propri domicili in esecuzione dei provvedimenti di arresti domiciliari.
Si precisa che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e tutti gli indagati devono presumersi non colpevoli fino ad eventuale sentenza definitiva.