Ucraina, in vigore la tregua a Oleshky. Putin: “Pace solo rispettando interessi Russia”

Secondo Mosca, a Oleshky è entrata in vigore una tregua martedì 27 ottobre; tuttavia gli attacchi russi sono proseguiti in altre regioni.

Tregua a Oleshky entrata in vigore

Il ministero della Difesa russo ha annunciato su Telegram che, “nell’ambito dei preparativi per un’operazione umanitaria nella zona di Oleshky, nella regione di Kherson, le forze armate della Federazione Russa hanno interrotto il fuoco nel settore di Kherson a partire dalle 4:00, ora di Mosca”. Secondo il comunicato, la sospensione delle ostilità, accettata da entrambe le parti in causa, dovrebbe permettere lo svolgimento di un’operazione umanitaria nella città, dove abitanti intrappolati sono privi di cibo e medicinali da settimane. Anche lo stato maggiore ucraino ha comunicato un cessate il fuoco nell’area: secondo Ukrinform, l’Ucraina ha avviato il blocco delle ostilità a partire dalle 3:00 del mattino del 27 ottobre, ora di Kiev, per consentire l’assistenza ai civili nella località temporaneamente occupata di Oleshky.

Putin e Zelensky parlano con Stubb e Støre

I presidenti Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky hanno discusso l’avvio dell’operazione umanitaria a Oleshky e il cessate il fuoco temporaneo con l’omologo finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. La presidenza ucraina riferisce che Zelensky ha parlato con Stubb e Støre dopo il colloquio che i due leader nordici avevano avuto con Putin.

Stubb e Støre hanno definito il loro scambio con Putin “franco e sostanziale”, finalizzato a esaminare gli esiti delle trattative tra Zelensky e gli inviati americani a Oslo. I due leader nordici, che hanno promosso il contatto, hanno dichiarato che il risultato del conflitto avrà ripercussioni dirette sulla sicurezza nazionale e su quella europea, e che mettere fine alla guerra richiede discussioni dirette. Hanno precisato di aver agito dopo consultazioni con l’Ucraina e di parlare a titolo personale, non come rappresentanti dell’intera Europa.

Støre e Stubb avevano ricevuto Zelensky la scorsa settimana a Oslo, dove il presidente ucraino ha incontrato gli inviati statunitensi Steve Witkoff e, a distanza, Jared Kushner, per discutere possibili vie per risolvere il conflitto. Dopo quei colloqui, Witkoff si è recato a San Pietroburgo per un incontro con Putin.

Nel comunicato si sottolinea che i due leader nordici continueranno a sostenere l’Ucraina e a spingere per la ripresa dei negoziati al fine di porre fine alle ostilità. “La guerra provoca enormi perdite umane e materiali e le sofferenze avranno effetti per generazioni”, ha detto Støre, ribadendo l’importanza della de-escalation. I capi dei governi del Nord Europa si trovano attualmente a Helsinki per un incontro dei primi ministri nordici.

Missili russi sul ponte di Kiev: 1 morto e 14 feriti

Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha reso noto che l’attacco al ponte Pivdennyi (Ponte Sud) ha provocato un morto e 14 feriti, e ha arrecato danni anche alle infrastrutture della metropolitana. Sul canale Telegram del sindaco si legge che 9 delle persone ferite sono state ricoverate in ospedale. La stessa notte le forze russe avevano colpito un edificio amministrativo nel quartiere di Podilskyi e altri due edifici non residenziali.

Anche Kharkiv è stata teatro di attacchi: il sindaco Ihor Terekhov ha segnalato vittime e danni nel distretto di Novobavarskyi, con due morti e quattro feriti, oltre a edifici residenziali e veicoli danneggiati, secondo Ukrinform.

Zelensky: “Ritardi nelle consegne di intercettori favoriscono Mosca”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato su X che i ritardi “artificiali e prolungati” nelle consegne delle batterie di missili intercettori per i sistemi Patriot e NASAMS aiutano la Russia a raggiungere gli obiettivi della sua campagna militare. Zelensky ha affermato che ogni ritardo consente nuovi attacchi contro infrastrutture e obiettivi civili e ha chiesto pressioni sulla Russia e un sostegno concreto per cambiare la situazione.

Il leader ucraino ha riportato che durante la notte le forze russe hanno lanciato “16 missili balistici e oltre 280 droni”, provocando vittime e danneggiamenti in diverse regioni tra cui Kiev, Vinnytsia, Zaporizhzhia, Dnipro, Kharkiv, Odessa, Chernihiv, Sumy, Donetsk, Kherson e Chernivtsi. Tra le conseguenze segnalate c’è anche il colpo al Ponte Sud di Kiev.

Zelensky ha inoltre aggiornato il bilancio dei feriti in seguito all’attacco a un campus universitario e alle aree circostanti: sono 12 i feriti, tra cui cinque studenti e membri del personale universitario. Ha detto che, mentre i soccorritori intervenivano per assistere le vittime del primo attacco, sono seguiti nuovi lanci di missili balistici.

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