Elezioni in Israele, affluenza record: alle 14 è al 44,9%. Uomo armato di coltello minaccia leader dem Golan

Affluenza record oggi, martedì 27 ottobre, nelle elezioni in Israele. I seggi sono aperti dalle 7 ora locale (6 in Italia) e chiuderanno alle 22 (21 in Italia). Sono chiamati alle urne oltre 7,3 milioni di elettori. Alle 14 la Commissione elettorale ha comunicato un’affluenza del 44,9%, il dato parziale più alto dal 1973, secondo i media israeliani; alle precedenti elezioni, alla stessa ora, l’affluenza era stata del 38,9%.

Il voto si svolge in un clima di forte tensione, in cui il primo ministro Benjamin Netanyahu affronta una difficile battaglia politica mentre la Cisgiordania è interessata da una nuova escalation di violenza. Si rinnova la Knesset, formata da 120 seggi: la sfida principale è tra il Likud di Netanyahu e Yashar, guidato dall’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, mentre l’opposizione cerca di costruire un’alternativa all’attuale coalizione di destra e ultradestra.

Herzog ai seggi: invito a considerare il voto una festa della democrazia

Dopo aver votato insieme alla moglie Michal in un seggio del quartiere Rehavia a Gerusalemme, il presidente Isaac Herzog ha auspicato che la giornata sia una “vera festa della democrazia” e che nessuno ne comprometta lo svolgimento. Herzog ha detto di considerare un privilegio esercitare il diritto di voto e ha sottolineato che oggi tutti i cittadini hanno l’opportunità di far sentire la propria voce.

Netanyahu a votare: l’appello agli elettori e le accuse contro partiti arabo-israeliani

Netanyahu ha votato a Gerusalemme con la consorte Sara e ha esortato gli elettori a recarsi alle urne. Ha inoltre accusato alcuni partiti arabo-israeliani di tentare di “rubare le elezioni”, riferendo dell’arresto di tre esponenti di un partito a maggioranza araba trovati in possesso di buste contenenti denaro. Le autorità elettorali hanno precisato che le persone fermate non avevano ancora raggiunto i seggi e che è in corso un’indagine.

In un video girato nell’insediamento di Peduel, in Cisgiordania, Netanyahu ha presentato il voto come una scelta fra la “Destra o la Palestina”, sostenendo di essersi opposto in passato alla creazione di uno stato palestinese anche davanti a presidenti americani. Ha altresì accusato il suo principale rivale, Gadi Eisenkot, di dover cercare appoggi da figure e formazioni politiche che, a suo dire, avrebbero posizioni favorevoli a concessioni sul tema palestinese o ad accordi contestati.

Eisenkot: promessa di un nuovo indirizzo per il Paese

Gadi Eisenkot, presidente di Yashar, ha votato a Herzliya, a nord di Tel Aviv, e ha affermato che la sua formazione intende portare Israele su “una nuova strada”. Rivolgendosi ai sostenitori, ha assicurato che il movimento sarà all’altezza della fiducia degli elettori e ha ricevuto slogan di incoraggiamento che lo indicano come potenziale prossimo primo ministro.

Arrestato un uomo che minacciava Yair Golan

A Tel Aviv è stato fermato dalla polizia un uomo armato di coltello che si stava avvicinando in modo minaccioso a Yair Golan, leader dei Democratici, impegnato in iniziative di mobilitazione degli elettori. Golan ha reso noto l’arresto e, in una nota, ha condannato l’intimidazione, definendola parte della campagna d’odio che, secondo lui, è stata alimentata da attacchi della campagna di Netanyahu contro la sinistra. Ha aggiunto che intimidazioni e violenza non fermeranno il loro impegno politico.

Il voto e la crisi in Cisgiordania

La crisi scoppiata a Hebron ha influenzato la fase finale della campagna: dopo un attacco a un checkpoint che ha causato la morte di due soldati, l’esercito israeliano ha avviato una vasta operazione. Le misure adottate comprendono la chiusura di Hebron e della vicina Halhul, blocchi in ampie aree della Cisgiordania, perquisizioni, arresti e demolizioni di edifici legati agli attentatori. Le autorità israeliane affermano che l’obiettivo è smantellare infrastrutture terroristiche e recuperare armi, mentre le autorità palestinesi denunciano misure che configurerebbero una punizione collettiva della popolazione civile. L’operazione si colloca in un contesto già segnato dall’espansione degli insediamenti e dall’aumento delle aggressioni di coloni contro i palestinesi, in particolare durante la stagione della raccolta delle olive.

Operazione delle forze israeliane vicino a Nablus

Le Forze di difesa israeliane, la polizia di frontiera e lo Shin Bet hanno avviato nella notte un’operazione nell’area di Nablus con l’obiettivo dichiarato di contrastare il terrorismo, parte di un’azione su larga scala programmata nella regione nei giorni successivi. L’operazione include la distruzione di monumenti ritenuti incitanti al terrorismo, l’arresto di persone sospettate di traffico d’armi e di attività terroristiche, l’interrogatorio di sospetti e perquisizioni in edifici indicati come possibili depositi di armi. Fonti palestinesi riferiscono che le forze israeliane avrebbero iniziato a smantellare il monumento ai “martiri” nel villaggio di Rujeib, a est di Nablus, che riporta i nomi di persone accusate di atti terroristici.

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