Brasile, Bolsonaro: “Mi vietano di lasciare il paese”. Trump: “Elezioni truccate”

Flavio Bolsonaro ha dichiarato che un giudice della Corte Suprema gli ha ordinato di consegnare i passaporti e gli ha vietato di lasciare il Brasile, comunicazione arrivata nei giorni successivi al voto presidenziale che ha visto la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva. Il senatore ha definito la misura «un chiaro tentativo di intimidirmi», non ha riconosciuto il risultato elettorale e ha annunciato l’intenzione di assumere un ruolo di guida nell’opposizione al nuovo governo. Le elezioni, concluse ieri con il ballottaggio, sono state segnate da una proroga di due ore nella chiusura dei seggi concessa dalla Corte Suprema, decisione che ha suscitato critiche da più parti.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato definendo la situazione «terribile» e affermando che «sembra un’altra elezione truccata». Pur dichiarando di non essersi schierato per nessuno dei candidati, ha detto di avere avuto «una brutta impressione» per la gestione del voto e ha ritenuto «strana» la proroga concessa per la chiusura dei seggi, pur aggiungendo che lui non governa il Brasile e che, a livello personale, ha buoni rapporti con Lula.

Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha invece espresso apprezzamento per il risultato: su Twitter ha scritto «Il popolo unito non sarà mai sconfitto! Congratulazioni presidente Lula», citando lo slogan e la canzone «El pueblo unido jamás será vencido», composta da Sergio Ortega durante il governo di Salvador Allende in Cile nel 1973 e resa popolare anche dagli Inti-Illimani.

Altre figure progressiste negli Stati Uniti hanno accolto con favore la conferma di Lula: Alexandria Ocasio-Cortez ha scritto su X che «il Brasile ha dimostrato che la volontà del popolo è più forte degli autoritari che cercano di sopprimerla», mentre il senatore Bernie Sanders ha celebrato la vittoria sottolineando il ruolo di Lula nella difesa dei lavoratori e della democrazia, auspicando la continuità di tale impegno nei prossimi quattro anni.

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