(Adnkronos) – “L’idea è di dare un diritto ai lavoratori di andare in pensione a 64 anni, favorendo il ricambio generazionale abbassando la tassazione ai giovani al 5% nei primi anni di lavoro. Quindi cercare una flessibilità a 64 anni: ci stiamo lavorando, c’è la predisposizione all’interno del governo”. E’ quanto ha detto il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, intervistato dal direttore dell’Adnkronos Davide Desario a Napoli nel corso di ‘City Talks’, il format ideato e realizzato da Spin Factor, in corso nella sede dell’Associazione Costruttori Edili Napoli (Acen).
Secondo Durigon nella prossima manovra, “sulla situazione pensionistica c’è la necessità di agire anche per la mancanza di figure professionali. Mantenendo persone al lavoro fino a 68 anni non riusciamo a inserire nuove figure professionali nel mercato del lavoro e non siamo competitivi. Dobbiamo abbassare la tassazione sulle pensioni che oggi è al 20% per portarla al 12-13% come in Francia”, aggiunge.
“Abbiamo sempre lavorato in emergenza. Io ricordo la prima Finanziaria che noi abbiamo fatto, a novembre del 2022, è stata fatta appunto sul caro bollette. Quindi sempre in emergenza perché questa guerra, purtroppo, ha influito molto sull’economia italiana. Ma nonostante questo abbiamo fatto il taglio del cuneo fiscale di 10 miliardi che è un intervento strutturale che oggettivamente va incontro ai lavoratori”.
L’obiettivo in questa finanziaria è di “dare questa possibilità di uscita dal lavoro” a 64 anni “aumentare le agevolazioni della flat tax, agire sul sostegno ai giovani. Insomma, ci sono tanti obiettivi che possiamo perseguire, per i quali dobbiamo dare risposte”.
Stiamo ragionando con il governo, sottolinea, “come Lega abbiamo fatto una proposta di legge, dove si parla di una flat tax del 5 per cento per i giovani. Siamo in discussione su questo, spero davvero che si possa concretizzare, credo che ci sia la convergenza anche di tanti altri partiti che hanno posto come priorità, quindi speriamo che possa essere importante perché possiamo dare finalmente una risposta ai giovani di non andare fuori all’estero, ma restare in Italia e quindi poter costruire un futuro”.
“L’opposizione deve fare l’opposizione, è chiaro, ma non la demagogia. Oggi siamo al 63% di occupazione, il dato più alto mai raggiunto, abbiamo fatto un taglio di 10 miliardi del cuneo fiscale. Sicuramente la situazione internazionale e l’aumento dell’inflazione ha influito sulla dinamica dei salari, ma ricordo che il potere salariale è basso da 30 anni e alla Cgil dico che hanno firmato rinnovi di contratto a 4-5 euro l’ora”.
Questo governo, spiega Durigon, ha chiesto “all’Europa l’elasticità in base all’inflazione e qualche punto in più sta arrivando. Oggettivamente il caro petrolio è un rincaro che non è ponderabile né dall’Europa purtroppo e né dall’Italia perché è frutto di due guerre che hanno invaso il mercato economico. Oggettivamente credo che questo governo ha messo tutto, e anche di più di quello che poteva fare. Servirebbe uno scostamento di bilancio forte, importante, stiamo dialogando con l’Europa, sicuramente porteremo a casa grazie al ministro Giorgetti un minimo di scostamento che riguarda appunto quello che è il tasto inflattivo”.
“Queste regole europee, purtroppo, mettono dei vincoli davvero imbarazzanti a volte, perché noi oggi avremmo bisogno di dover avere più libertà per dare economia al nostro Paese e purtroppo di vincoli ne abbiamo. Approfittiamo, invece, dove ce li tolgono questi vincoli, parliamo appunto dei 14 miliardi sull’energia, per investirli bene e per dare un’altra risposta anche alle famiglie e alle aziende”.
Sulla data di quando di andrà alle elezioni “ci sono tanti fattori da prendere in considerazione. Io credo che oggettivamente dobbiamo intanto vedere quello che succede con la legge elettorale e la decisione della Consulta. Dopodiché siamo pronti a farlo in qualsiasi momento, ma credo che oggettivamente la scadenza di ottobre è la più naturale da proporre insomma. Se dovessi scommetterci un euro? Pure due”.
“Piantedosi sta facendo un bel lavoro” aggiunge il sottosegretario al Lavoro, “ma nel prossimo governo vedo Matteo Salvini al Viminale”.
Nel congresso della Lega “c’è un clima che vuole la risoluzione del problema. Nel senso che il congresso voterà qual è il movimento, qual è la direzione del movimento e in base a quello non ci deve essere più nessuna condizione di pseudo equilibrio o di lontananza che possa succedere. Ma non significa anche qui una rottura. Significa: la linea democratica passa con una maggioranza del partito che la desidera. Una volta che questa linea è passata, tutti si devono allineare”.
Quanto a Massimo Garavaglia, che sfiderà Salvini al congresso per la guida del Carroccio, dice il sottosegretario Durigon, “è una persona perbene, che ho apprezzato in un colloquio con lui”. “L’ho sentito domenica, so che ha sentito anche Matteo, forse si è dimenticato…” conclude.
Nella legge di bilancio, ha detto il vicepremier e ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini a TeleLombardia, “per me la priorità è il superamento della legge Fornero, quindi scendere di almeno 3 anni rispetto all’età pensionabile, dai 67 anni previsti scendere a 64 per chi vorrà, quindi, lasciare la possibilità per chi lavora da una vita di prendersi 3 anni di contributi e di vita rispetto al fine lavoro mai della Fornero”.
“Penso che tutto ciò che può agevolare i lavoratori, soprattutto quelli che fanno lavori usuranti per trovare il giusto e meritato sollievo, sia molto opportuno” ha commentato all’Adnkronos il deputato FdI Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera. “Fermo restando che però quando si incomincia a toccare le pensioni tutto diventa sempre molto complicato e la riforma Fornero ne è la classica dimostrazione, quindi direi di valutarlo, capire gli impatti, capire l’utilità” ma “non sono particolarmente convinto che serva al ricambio generazionale perché altre forme di uscita anticipata non hanno provocato questo risultato”. Bensì, rileva, “mi interessa molto capire se invece si possono fare delle forme di detassazioni sulle pensioni o su parte delle pensioni o su alcune pensioni, questa è una cosa da studiare, probabilmente non in questa legge di bilancio, ma per il futuro o magari incominciando in questa legge di bilancio dalle pensioni più basse”.
“Se ci sono risorse disponibili”, dice Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, le userei per tagliare le tasse dei lavoratori piuttosto che per aumentare la spesa per pensioni”.
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