Fucilazione del killer di Fort Hood, Trump: “Non sarà in diretta streaming”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che Nidal Malik Hasan sarà giustiziato da un plotone d’esecuzione, ma che l’esecuzione non sarà trasmessa in diretta. Hasan, ex maggiore dell’esercito ritenuto responsabile della strage di Fort Hood del 2009, è stato definito dal presidente come “un uomo molto cattivo e malvagio”.

Trump ha osservato che una diretta dell’esecuzione potrebbe avere un effetto dissuasivo mostrando come gli Stati Uniti trattano chi commette atti di terrorismo, ma ha aggiunto che molte persone preferirebbero non assistere a un’esecuzione via streaming. Ha inoltre precisato che, se lo vorranno, potranno essere presenti i familiari più stretti delle vittime: “Si meritano di assistere”.

Era stato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, a rendere noto che la fucilazione di Hasan, prevista per il 3 dicembre, sarebbe potuta essere pubblica e trasmessa in diretta. Negli Stati Uniti, quasi un secolo fa, si era deciso di porre fine alle esecuzioni pubbliche per evitare che la morte diventasse uno spettacolo macabro. L’ultima esecuzione pubblica risale al 1936.

Dopo la dichiarazione di Hegseth, Trump aveva detto che la decisione di trasmettere l’esecuzione non era ancora definitiva: “Stanno prendendo una decisione, ma verrà giustiziato tramite fucilazione”, aveva affermato il presidente, aggiungendo che non gli importava il metodo, purché la pena venisse eseguita.

Il vicepresidente statunitense JD Vance aveva dichiarato che probabilmente non assisterebbe a una eventuale diretta. “Non so se questo accadrà davvero. Quest’uomo ha compiuto il peggior attacco terroristico sul suolo americano dopo l’11 settembre”, aveva detto, precisando: “Se alla fine verrà trasmessa in diretta, io non la guarderò”.

La proposta di trasmettere la fucilazione in diretta è stata duramente criticata, ha denunciato mons. Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana per il settore meridionale. Savino ha ricordato che la condanna a carico di Nidal Hasan risale al 2013 e proviene da una corte marziale; l’aggiunta di una trasmissione pubblica, ha osservato, trasformerebbe l’esecuzione da sentenza applicata a “lezione” mostrata con un corpo, cambiandone la natura e rinvigorendo lo spettacolo intorno alla morte.

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