AGLI ALBERONI DI VENEZIA, LA RACCOLTA DELLE OLIVE DIVENTA BENESSERE.

AGLI ALBERONI DI VENEZIA, LA RACCOLTA DELLE OLIVE DIVENTA BENESSERE.

Venerdi 16 Ottobre gli anziani ospiti di Stella Maris e Carlo Steb nell’uliveto di Terre Ritrovate.

Venezia, 14 ottobre 2026. Venerdì 16 ottobre gli uliveti dell’azienda agricola Terre Ritrovate, agli Alberoni di Lido di Venezia, si apriranno ad una settantina di anziani ospiti della Casa di Riposo Stella Maris e del reparto di lungodegenza del Carlo Steb, che parteciperanno alla raccolta delle olive mature. A riceverli sarà l’imprenditore agricolo Renato Garibaldi, titolare dell’azienda.

Gli ospiti raggiungeranno il luogo a piedi, accompagnati da parenti, amici, volontari e operatori delle due strutture. Gli ulivi hanno rami molto bassi, caratteristica che consentirà di partecipare alla raccolta anche agli anziani in carrozzina. Muniti di secchiello, tutti potranno cogliere le olive a mano, in un’attività semplice, sicura e alla portata di ciascuno.

Renato Garibaldi, discendente del ramo cadetto di Giuseppe Garibaldi, è il fondatore di una delle prime fattorie sociali del Friuli, a Cercivento, in provincia di Udine. Dall’esperienza friulana nasce oggi il progetto che intende portare nella provincia di Venezia: dimostrare che l’agricoltura non ha come unico fine la produzione, ma può essere uno strumento per coltivare benessere. L’attività agli Alberoni si inserisce in un percorso ambizioso, che mira a far diventare Terre Ritrovate, a tutti gli effetti, una fattoria sociale.

«Si tratta di un’iniziativa che evidenzia la connotazione sociale dell’agricoltura, un’agricoltura che guarda alla salute», afferma Tiziana Favaretto, presidente di Coldiretti Venezia. “La possibilità di avere luoghi e contesti di inclusione sociale, di riabilitazione e cura in ambienti non convenzionali offre al sistema socio-sanitario l’occasione di operare un cambiamento importante dal punto di vista dell’impianto generale e della tipologia di servizi.”

“Il valore dell’iniziativa risiede anche nel significato che il gesto assume per chi lo compie. Il fare e il sentirsi utili sono bisogni profondi della persona, che non si esauriscono con l’avanzare dell’età né con la permanenza in una struttura di accoglienza. Raccogliere un frutto, riempire un secchiello, contribuire a un lavoro che porterà un risultato concreto restituisce agli anziani un ruolo attivo, la consapevolezza delle proprie capacità e la gioia di partecipare ad un’impresa comune. La terra, con i suoi ritmi e le sue stagioni, offre un contesto naturale in cui la relazione con gli altri si rafforza e la memoria di molti, spesso legata alla vita contadina, ritrova spazio e voce” commenta Renato Garibaldi titolare dell’azienda Terre Ritrovate.

L’agricoltura sociale è oggi una realtà riconosciuta e normata sia a livello nazionale che regionale e rappresenta una delle espressioni più avanzate della multifunzionalità delle imprese agricole. Coldiretti la sostiene come modello di welfare di comunità, capace di creare alleanze tra imprese, istituzioni, enti del Terzo settore e servizi socio-sanitari, mettendo al centro la persona. In un territorio come quello veneziano, dove la dimensione insulare e rurale può rendere più complesso l’accesso a servizi di prossimità, esperienze come quella degli Alberoni indicano una strada concreta e replicabile.

(Coldiretti Padova)