La Polizia di Stato arresta un cittadino italiano di 47 anni sorpreso in ospedale nel reparto di degenza della moglie 30enne, in violazione del divieto di avvicinamento alla donna.

L’uomo, con precedenti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e già gravato da due provvedimenti di ammonimento adottati dal Questore per pregressi episodi di violenza domestica nei confronti di altre donne, nella giornata di venerdì era stato allontanato dalla casa familiare per aver picchiato la donna procurandole una frattura mandibolare giudicata poi guaribile con una prognosi di 40 gg in sede ospedaliera. Determinante il tempestivo intervento delle volanti della polizia di stato che lo hanno bloccato ed arrestato in flagranza per la violazione dell’art. 387 bis del codice penale. In esito all’udienza di convalida e al successivo rito per direttissima tenutosi nella mattinata odierna, il 47enne padovano su disposizione del G.I.P. del tribunale di Padova è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere.

Prosegue l’attività di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio svolta dalla Polizia di Stato nell’ambito dei dispositivi predisposti dal Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio, finalizzati alla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Nella tarda mattinata di domenica 11 ottobre, la Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 47 anni, cittadino italiano residente in provincia di Padova e con precedenti di polizia, per la violazione del divieto di avvicinamento alla moglie, ricoverata presso il Policlinico dell’Azienda Ospedale-Università di Padova.

Intorno alle ore 11:45, su disposizione della Centrale Operativa, una Volante interveniva in via Giustiniani, presso un reparto di degenza dell’ospedale, a seguito della segnalazione del personale infermieristico, preoccupato per la presenza dell’uomo accanto alla moglie.

La donna, una trentenne italiana, era stata ricoverata nelle prime ore della mattinata con un trauma facciale e una frattura bifocale della mandibola, con una prognosi di 40 giorni. 

Secondo quanto riportato nella documentazione sanitaria, le lesioni sarebbero state provocate dal marito nel corso di una lite domestica.

Gli operatori, raggiunta la stanza di degenza, accertavano la presenza dell’uomo al fianco della moglie e procedevano alle verifiche del caso.

Dagli accertamenti nelle banche dati delle Forze di polizia emergeva che, già nella giornata di venerdì, in un comune dell’hinterland padovano, l’uomo era stato identificato quale presunto responsabile di un episodio di violenza ai danni della moglie. 

In quella circostanza, a seguito di una segnalazione relativa a una donna trovata a terra in strada, mentre chiedeva aiuto e presentava una ferita sanguinante al labbro, gli operatori avevano ricostruito l’accaduto anche attraverso le dichiarazioni dell’uomo, che aveva ammesso di aver colpito la moglie con uno schiaffo al volto per dissidi legati alla convivenza.

A seguito dell’episodio, l’uomo era stato denunciato, allontanato d’urgenza dalla casa familiare e sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa.

La presenza del quarantasettenne all’interno del reparto ospedaliero, in violazione della misura disposta a tutela della donna, determinava pertanto l’intervento degli agenti, che lo accompagnavano in Questura e, al termine dell’attività di fotosegnalamento per la compiuta identificazione, lo traevano in arresto per il reato di violazione del divieto di avvicinamento alla parte offesa.

Nel corso delle successive verifiche emergeva, inoltre, che nei confronti dell’uomo erano stati adottati in passato due ammonimenti del Questore, rispettivamente in data 16 febbraio e 27 novembre 2025, con i quali era stato invitato a mantenere una condotta conforme alla legge e ad astenersi da comportamenti violenti o aggressivi, verbali o fisici, nei confronti di un’altra donna.

All’esito dell’udienza di convalida e del giudizio per direttissima, l’arresto veniva convalidato e il Giudice per le indagini preliminari disponeva nei confronti dell’uomo la misura cautelare della custodia in carcere.

L’intervento conferma l’importanza della tempestiva segnalazione da parte dei cittadini e degli operatori dei servizi pubblici, nonché della pronta risposta delle Forze dell’ordine, nell’attività di prevenzione e contrasto alla violenza domestica e violenza di genere, e nella tutela delle persone vittime di tali condotte.

(Questura di Padova)