30 settembre 2026 | 07.48
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I tentativi compiuti questa settimana dai mediatori del Qatar per promuovere un accordo diplomatico tra Stati Uniti e Iran hanno prodotto pochi risultati, perché nessuna delle due parti ha mostrato disponibilità a cedere. Fonti informate, citate da Axios, indicano che lo stallo ha aumentato la convinzione di entrambe le parti che un riaccendersi del conflitto militare sia possibile. Funzionari statunitensi ritengono che il presidente Trump possa ordinare la ripresa di ampie operazioni di combattimento dopo le elezioni di medio termine. Il team qatariota continuerà i tentativi, ma è sempre più frustrato da entrambe le delegazioni.
Il mediatore qatariota Ali al-Thawadi ha incontrato lunedì a New York il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la sua delegazione per diverse ore, discutendo una proposta di compromesso di due pagine, secondo una fonte vicina ai colloqui. Secondo altre fonti, il piano mirava a contemperare la richiesta iraniana di rimuovere il blocco navale statunitense e la richiesta americana di concessioni sul programma nucleare iraniano. Lunedì sera al-Thawadi ha poi avuto colloqui a Washington con l’inviato di Trump Jared Kushner e altri funzionari statunitensi; anche il vicepresidente Vance ha partecipato brevemente all’incontro.
In precedenza alcuni funzionari statunitensi avevano descritto i colloqui come «positivi e costruttivi», sostenendo che l’Iran aveva mostrato disponibilità sulla questione nucleare e che Trump poteva considerare un alleggerimento delle sanzioni e lo sblocco di fondi congelati in cambio di azioni concrete per ridimensionare il programma nucleare. Tuttavia, poche ore dopo, mentre i rappresentanti del Qatar erano ancora alla Casa Bianca, Trump ha pubblicato su Truth Social che non era stato offerto nulla all’Iran. Una fonte ha riferito che lunedì non si sono registrati sviluppi significativi: «La situazione è in stallo. Gli iraniani chiedono cose che gli Stati Uniti non possono accettare e gli Stati Uniti ritengono di avere la posizione di forza, quindi non ci sono margini per un compromesso».
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