24 settembre 2026 | 13.14
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La Francia si prepara ad accogliere Papa Leone XIV, in visita dal 25 al 28 settembre con tappe a Parigi, Lourdes e Metz. Sarà la prima visita del pontefice nel Paese e prevede anche un incontro con il presidente Emmanuel Macron, che aveva già fatto visita al Vaticano lo scorso aprile. Nelle ore precedenti l’arrivo, però, emergono frizioni tra l’Eliseo e la Santa Sede sulla natura formale del viaggio: il governo francese parla di viaggio di Stato, mentre il Vaticano lo definisce apostolico. Per questo motivo il Papa ha declinato inviti a cene ufficiali e a un giro guidato a Notre-Dame con il presidente, limitandosi a presenziare per la celebrazione dei vespri. Colosimo ricorda che anche Papa Francesco scelse di non partecipare all’inaugurazione della cattedrale nel 2024, preferendo una visita in Corsica; secondo Jean-François Colosimo, direttore delle Éditions du Cerf, questo rifletteva una attenzione verso le periferie e i Paesi con comunità cattoliche più marginali, mentre l’Europa era vista con maggiore distacco. Il nuovo Papa pare seguire una strategia simile nei confronti della Francia.
Colosimo osserva inoltre che Macron e Papa Francesco avevano trovato punti di convergenza su temi come l’Unione europea, le migrazioni e la pace, ed è il capo di Stato che più volte ha incontrato il pontefice uscente. Al tempo stesso, sottolinea, sono sempre esistite tensioni, in particolare su questioni bioetiche: citando l’inserimento del diritto all’aborto nella Costituzione nel 2024 e la legge sul fine vita, Colosimo indica come questi temi abbiano creato attriti tra l’Eliseo e il Vaticano.
Con Parigi blindata per motivi di sicurezza, Colosimo guarda anche alle elezioni presidenziali previste per aprile-maggio, che stanno polarizzando il Paese. Nei sondaggi sono in testa Marine Le Pen del Rassemblement National e, in posizione di rilievo, Jean‐Luc Mélenchon di La France Insoumise. Se il risultato elettorale rimanesse incerto, avverte Colosimo, l’eventuale affermazione del Rassemblement National o di La France Insoumise potrebbe generare forti tensioni con la Santa Sede. Nel caso del Rn il conflitto potrebbe nascere dalla politicizzazione nazionalista dell’identità cattolica e dalle politiche sui migranti; con Lfi, invece, il rapporto potrebbe deteriorarsi per il suo laicismo militante e la postura sostanzialmente anticlericale. (di Veronica Gennari)