Iran-Usa, Rubio: “Per ora nessun nuovo attacco”. Cresce la pressione su Teheran

Teheran, 26 ago (Adnkronos, Afp)

Per ora gli Stati Uniti non prevedono nuovi attacchi contro l’Iran. Lo ha detto il Segretario di Stato americano Marco Rubio a diversi omologhi esteri, secondo quanto riferito da un funzionario a Axios e da una seconda fonte. Rubio ha indicato che l’attenzione è rivolta ad altri strumenti di pressione, in particolare alla serie di sanzioni annunciate questa settimana.

Il messaggio di Rubio arriva mentre, secondo fonti statunitensi, Washington ritiene di ridurre l’influenza iraniana sui mercati energetici attraverso un controllo navale dello Stretto di Hormuz, pur permettendo il transito di un numero crescente di petroliere. Una fonte ha inoltre detto che il passo segnala l’esasperazione del presidente Trump per la guerra e il desiderio che, almeno per il momento, questa si concluda.

Rubio avrebbe comunque precisato che gli Stati Uniti non escludono l’uso della forza nel caso in cui l’Iran dovesse agire per primo. Secondo le fonti citate da Axios, la strategia di Washington punta a intensificare la pressione su Teheran mediante il blocco navale, le nuove sanzioni del Dipartimento del Tesoro e il mantenimento dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.

La linea politica illustrata da Rubio dovrebbe rimanere in vigore almeno fino alle elezioni di midterm negli Stati Uniti; successivamente, ha aggiunto una fonte, la Casa Bianca potrebbe riesaminare l’opzione di una nuova campagna militare.

Stretto di Hormuz, Washington rafforza il controllo

Uno degli elementi centrali della strategia statunitense riguarda proprio lo Stretto di Hormuz. Funzionari americani affermano che le operazioni di sminamento di gran parte della via di navigazione strategica e l’incremento del numero di petroliere in transito hanno ridotto in modo significativo l’influenza dell’Iran sui mercati energetici internazionali.

Secondo una fonte, il blocco navale starebbe anche limitando le entrate petrolifere dell’Iran: nelle ultime due settimane, si segnala quasi totale assenza di petroliere nelle vicinanze dell’isola di Kharg, il principale hub iraniano per le esportazioni di greggio.

Iran e Oman discutono un corridoio temporaneo

Nel frattempo, Iran e Oman stanno esplorando l’ipotesi di istituire un corridoio di transito temporaneo e di avviare un progetto congiunto per lo sminamento dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, Teheran ha ribadito che la rotta marittima non sarà riaperta finché gli Stati Uniti non porranno fine alla guerra.

Durante i colloqui a Teheran, i due ministri degli Esteri avrebbero discusso un piano graduale che prevede l’apertura di un corridoio di navigazione temporaneo e un accordo per le operazioni di sminamento lungo la via d’acqua.

Parallelamente, Washington ha annunciato ulteriori sanzioni contro l’Iran con l’obiettivo di aumentare la pressione economica su Teheran. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha sottolineato la necessità di esercitare una forte pressione finanziaria sulla Repubblica islamica.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha descritto il piano discusso con l’Oman come una dimostrazione dell’impegno di Teheran per la pace e la stabilità, evidenziando l’importanza della diplomazia con i Paesi vicini.

Netanyahu: “Non si può fare un accordo con quei selvaggi”

Intanto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha riaffermato la linea dura verso l’Iran e ha detto di aver illustrato al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, le possibili opzioni, inclusa l’eventualità di un accordo con Teheran. “Non abbiamo obiezioni a un buon accordo”, ha affermato, ma ha espresso dubbi sulla possibilità di raggiungerlo con l’attuale leadership iraniana: “Non si può fare un accordo con quei selvaggi”, ha aggiunto.

Netanyahu ha poi indicato una terza opzione, definendola “stringere l’assedio”, e ha valutato che l’annuncio di un inasprimento delle sanzioni da parte di Trump ha aumentato in modo significativo la pressione su Teheran e su chi sostiene il regime.

“La sfida dell’Iran non è finita”, ha avvertito ancora Netanyahu, sottolineando che Israele dovrà affrontare questioni aperte a Gaza, in Libano e su altri fronti, e che è determinato a farlo.

Pezeshkian e Putin si incontreranno al vertice Sco in Kirghizistan

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente russo Vladimir Putin dovrebbero incontrarsi a margine del prossimo vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO), previsto il primo settembre a Bishkek, in Kirghizistan. Lo ha riferito l’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, citato dai media di Teheran. Il summit, presieduto dal Kirghizistan, riunirà i leader dei Paesi membri per discutere di sicurezza regionale e cooperazione economica.

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