Dai 500.000 euro di Mark Zuckerberg alla donazione personale della regina Elisabetta II, dai quattro milioni di dollari canadesi legati all’intervento dell’allora primo ministro Justin Trudeau alle iniziative messe in campo da chef come Jamie Oliver: sono state numerose le donazioni internazionali e le mobilitazioni a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto di Amatrice del 24 agosto, avvenuto dieci anni fa. Quel sisma provocò 237 vittime ad Amatrice, 51 ad Arquata del Tronto e 11 ad Accumoli; complessivamente 2.925 persone rimasero sfollate. L’allora sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha ricordato il sostegno estero: «Il mondo fu al nostro fianco», ha detto in un’intervista all’Adnkronos.
Il primo intervento significativo venne da Mark Zuckerberg: il 30 agosto, come riportato dalla Croce Rossa italiana, il fondatore di Facebook donò 500.000 euro sotto forma di spazi pubblicitari a sostegno delle attività di assistenza. Nei primi cinque giorni dopo il terremoto la Croce Rossa italiana segnalò di aver ricevuto 173.000 euro in donazioni online provenienti da tutto il mondo. La BBC ha collegato la donazione della regina Elisabetta II anche al fatto che tra le vittime risultavano tre cittadini britannici, tra cui il quattordicenne Marcos Burnett. Buckingham Palace precisò che la regina utilizzò fondi personali e non risorse della Corona, devoluti alla Croce Rossa italiana per operazioni di soccorso e ricerca. Nella zona rossa di Amatrice si recò poi, nell’aprile 2017, l’allora principe Carlo d’Inghilterra.
Nel Regno Unito furono organizzate varie iniziative di solidarietà, alcune in collaborazione con la Croce Rossa britannica, che raccolsero complessivamente oltre un milione di euro per le aree colpite. Tra gli eventi più rilevanti, nel dicembre 2016 l’attore Colin Firth fu testimonial di una serata di gala a Londra che fruttò 120.000 sterline (circa 140.000 euro); durante la serata vennero battuti all’asta oggetti di pregio come un casco originale di Guerre Stellari, un disegno di Andy Warhol, un’opera attribuita a Picasso e una chitarra di Eric Clapton.
Anche il Canada si mobilitò: Justin Trudeau visitò Amatrice il 28 maggio 2017, dopo il G7 di Taormina, e annunciò una donazione di due milioni di dollari canadesi a nome del governo di Ottawa e altri due milioni dalla comunità italo‐canadese, per un totale di circa 2,6 milioni di euro.
Tra le iniziative promosse dal mondo della ristorazione, lo chef inglese Jamie Oliver lanciò la campagna #eatforitaly con una diretta Facebook seguita da circa 1,5 milioni di persone. Oliver e i 700 cuochi delle sue attività proposero l’amatriciana nei loro locali e destinarono 2 sterline per ogni piatto venduto alla Croce Rossa Italiana, per sostenere le operazioni di soccorso, l’assistenza ai familiari delle vittime e il supporto agli sfollati.
L’iniziativa di Jamie Oliver ebbe riscontro anche in Giappone: la catena Saizeriya donò 100 yen (circa 50 centesimi di euro) per ogni piatto di amatriciana o gricia venduto, raccogliendo in totale 100 milioni di yen (quasi 900.000 euro). Una delegazione di Saizeriya consegnò personalmente i fondi ad Amatrice all’allora sindaco Sergio Pirozzi nell’ottobre 2016.
Anche grandi aziende estere parteciparono agli aiuti. Secondo l’associazione Terra di Amatrice Onlus, Goldman Sachs, tramite il fondo filantropico Goldman Sachs Gives, contribuì alla costruzione di centri di aggregazione per la comunità nelle frazioni di Voceto e Bagnolo; i due centri furono consegnati alla popolazione nel febbraio 2020.
A livello istituzionale l’Unione europea intervenne con risorse del Fondo di solidarietà dell’UE: il Parlamento europeo approvò quasi 1,2 miliardi di euro in aiuti all’Italia, stanziando complessivamente 1.196.797.579 euro con 658 voti favorevoli, 6 contrari e 26 astensioni. I fondi furono destinati a operazioni di ricostruzione, interventi di emergenza, bonifiche e alla protezione dei monumenti.
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