Secondo il New York Post, l’immunologo Anthony Fauci avrebbe espresso in privato preoccupazioni su un possibile legame teorico tra il vaccino anti-Covid e aborti spontanei, pur affermando pubblicamente che non c’erano segnali di allarme per le donne in gravidanza. Il quotidiano basa la ricostruzione su messaggi scambiati tra esperti recuperati dal cellulare di servizio di Fauci, ottenuto la scorsa settimana dalla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato e divulgato da due senatori repubblicani.
Il New York Post scrive che il dottor Fauci avrebbe confidato preoccupazioni secondo cui il vaccino potesse essere “teoricamente” collegato a aborti spontanei nelle gravide, come emergerebbe dai messaggi analizzati.
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— Elon Musk (@elonmusk) August 11, 2026
I messaggi e la preoccupazione di Fauci
In uno scambio datato 25 gennaio 2021, Fauci scriveva all’allora direttrice dei CDC Rochelle Walensky e al chirurgo generale Vivek Murthy di aver raccolto ulteriori informazioni: poiché molte persone manifestano una marcata risposta infiammatoria con febbre dopo la seconda dose, questo potrebbe “teoricamente” essere associato a aborti spontanei nel primo trimestre, secondo quanto riportato dai messaggi.
Walensky avrebbe replicato che le considerazioni sul primo trimestre sollevate da Fauci erano rilevanti, soprattutto in relazione alla seconda dose. Pochi giorni dopo, il 3 febbraio, Fauci dichiarò in una sessione con il Journal of the American Medical Association (JAMA) che la FDA “finora non ha riscontrato, e dobbiamo essere cauti, alcun segnale di allarme” riguardo alle donne in gravidanza.
Nei mesi successivi, il principale consigliere medico della Casa Bianca affermò che decine di migliaia di donne monitorate dal CDC, vaccinate durante la gravidanza, non avevano mostrato un aumento di eventi avversi rispetto alle non vaccinate, e raccomandò la vaccinazione per le donne incinte.
Altri scambi fra Fauci, Murthy e Walensky mostrano che venivano valutati i potenziali rischi della vaccinazione rispetto a quelli del Sars‐CoV‐2. Murthy disse di essere rimasto sorpreso da una dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che sconsigliava la vaccinazione alle donne incinte, definendola un messaggio forte che poteva danneggiare la fiducia del pubblico.
I messaggi resi pubblici e le accuse dei repubblicani
I messaggi resi pubblici dai senatori Rand Paul e Ron Johnson provengono da oltre 34.000 sms e 522 messaggi vocali ottenuti dalla Commissione per la Sicurezza Interna del Senato sul cellulare di servizio di Fauci.
I senatori repubblicani hanno osservato che sul telefono risultano presenti solo tre contatti e hanno affermato che è “troppo presto per stabilire se siano stati cancellati dei dati”.
All’inizio del mese, il senatore Paul aveva segnalato Fauci per un possibile procedimento penale in relazione al rifiuto di testimoniare davanti alla Commissione. Durante un’udienza del 29 luglio sulla pandemia e sulla ricerca sul cosiddetto “guadagno di funzione” finanziata con fondi statunitensi, Fauci si è avvalso del Quinto Emendamento per non rispondere a domande che potessero incriminarlo.
Paul e Johnson hanno inoltre accusato Fauci e i suoi collaboratori di aver presumibilmente cancellato documenti federali che potrebbero essere utili per chiarire le origini del Covid. Dopo l’udienza, i due senatori hanno annunciato di aver ottenuto una copia forense del telefono di servizio di Fauci per l’analisi e citano email che indicherebbero richieste di cancellazione di documenti da parte di alti funzionari della sanità pubblica. Il New York Post riporta che il dottor Tom Shimabukuro, ex direttore dell’Ufficio per la sicurezza delle vaccinazioni dei CDC, è stato accusato dal senatore Johnson di aver eliminato email relative a reazioni avverse ai vaccini anti‐Covid.
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