Aria pulita e fresca, buon cibo e giornate intense a contatto con la natura più incontaminata e con gli animali. E da quest’anno con il ‘supporto’ dell’intelligenza artificiale’. E’ la proposta che arriva dalla ventunesima edizione di ‘Fattorie aperte in Sila’, la manifestazione che apre le porte delle aziende agricole dell’altopiano calabrese ai visitatori. “La novità più grande -racconta ad Adnkronos/Labitalia Mario Grillo, ideatore della manifestazione– è che quest’anno le fattorie si aprono anche all’intelligenza artificiale. Abbiamo messo a disposizione dei visitatori un assistente digitale su WhatsApp: basta un messaggio al 368 76 29 105 e c’è un ‘fattore digitale in tasca’ che ti accompagna, ti suggerisce gli itinerari tra le fattorie dell’altopiano e ti aiuta a scegliere le attività, dalle visite guidate alle degustazioni, fino al programma ’12 ore con il fattore’. Ma attenzione: la tecnologia è un aiuto, non un sostituto. L’esperienza -sottolinea Grillo- resta quella di sempre, autentica, a contatto diretto con gli animali e con la vita di fattoria. Il nostro motto quest’anno lo dice bene: coltiviamo la terra, accogliamo il futuro”, spiega.
E la storia della manifestazione ha attraversato le tante evoluzioni dell’agricoltura e dell’accoglienza. “Siamo alla ventunesima edizione: più di vent’anni di storia. La rete oggi conta oltre trenta aziende agricole e agrituristiche tra i boschi, i laghi e le montagne dell’altopiano. Il sito della manifestazione ha superato quota 260mila visitatori, segno che la comunicazione diretta delle esperienze rurali funziona. E la rete partecipa a quattro progetti europei sull’agricoltura di precisione: le fattorie della Sila non sono solo tradizione, sono anche laboratori di innovazione. L’edizione 2026 durerà oltre cento giorni, dal 24 luglio al 2 novembre”, spiega Grillo.
Ma come verranno accolti i visitatori che decideranno di scegliere di passare delle giornate nelle fattorie silane? “Come si accoglie in Sila: a porte aperte, tutti i giorni dalle 9 alle 19, con visite guidate gratuite e degustazioni. Chi vuole vivere l’esperienza fino in fondo può prenotare le ’12 ore con il fattore’, dal lunedì al venerdì: si affianca il fattore dall’alba al tramonto — la mungitura, il pranzo, la razione del fieno, la chiusura della stalla. E da quest’anno c’è anche l’assistente su WhatsApp che aiuta a organizzare la giornata prima ancora di arrivare”, aggiunge Grillo. Diverse le attività per gli adulti e per i più piccini. “Per i bambini ci sono la scoperta degli animali e i laboratori del pane, del miele e del formaggio: escono dalla fattoria sapendo da dove viene quello che mangiano. Per i più grandi ci sono le degustazioni dei prodotti tipici – la patata della Sila Igp, il caciocavallo, la ricotta, la juncata, il butirro, i salumi di suino nero – i percorsi naturalistici, le passeggiate tra boschi e laghi e l’esperienza immersiva delle ’12 ore con il fattore’. È una manifestazione pensata per le famiglie: ognuno trova la sua misura”, sottolinea.
E l’obiettivo della manifestazione è stato fin dall’inizio quello di supportare l’attività della filiera agroalimentare del territorio. “‘Fattorie Aperte’ è nata proprio per questo: dare un canale diretto alle aziende del territorio. La filiera è cortissima, il visitatore assaggia, conosce chi produce e compra negli spacci aziendali, senza intermediari. In vent’anni si è consolidata una vera rete di imprese che collabora invece di farsi concorrenza, con ricadute su tutto l’indotto. E la manifestazione dà visibilità alle produzioni identitarie dell’altopiano, a partire dalla patata della Sila Igp, insieme alle collaborazioni con l’Its Academy Iridea che formano i giovani del territorio”, sottolinea.
E oggi nelle aziende c’è spazio anche per la tecnologia che “si inserisce in punta di piedi, ma con risultati concreti. Nelle nostre aziende usiamo già droni per monitorare le colture e la salute del bestiame, sensori per gestire meglio l’acqua e il suolo, strumenti di agricoltura di precisione, tutto nel pieno rispetto del metodo biologico. L’intelligenza artificiale non sostituisce le mani del contadino: le libera dalla fatica inutile e ci aiuta a ridurre gli sprechi. E quest’anno la tecnologia serve anche i visitatori, con l’assistente WhatsApp. La vera innovazione è mettere la tecnologia al servizio della tradizione”, spiega Grillo.
Il contributo della manifestazione per il turismo dell’altopiano è notevole. “Prima di tutto allunga la stagione: oltre cento giorni di apertura, dall’estate piena fino al 2 novembre, con i colori dell’autunno silano che sono uno spettacolo da soli. Poi propone un turismo lento ed esperienziale, che è quello che oggi le persone cercano: non solo vedere, ma fare: mungere, impastare, assaggiare, camminare nell’aria più pulita d’Europa. Chi viene per le fattorie poi dorme, mangia e scopre il resto dell’altopiano: la manifestazione è un attrattore che lavora per tutto il sistema turistico della Sila. E il fattore digitale su WhatsApp renderà tutto questo ancora più semplice da organizzare”, conclude.
(Adnkronos – Lavoro)
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