Maltrattamenti nei confronti della compagna, ripetute minacce di sfregiarla al volto, aggressioni avvenute anche alla presenza del figlio minore e continui comportamenti violenti denunciati dalla donna

La Polizia di Stato interviene nella notte di martedì 30 giugno a seguito della chiamata al 113 da parte della vittima e il P.M. dispone l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare. A distanza di poche ore l’uomo torna presso l’abitazione, scavalca la recinzione nonostante il divieto appena notificato e viene arrestato dalle Volanti della Polizia di Stato per violazione del provvedimento. L’arrestato risultava già gravato da un precedente per maltrattamenti in famiglia.

Nella notte tra lunedì 29 e martedì 30 giugno, la Polizia di Stato di Padova ha effettuato un duplice intervento nell’ambito di un grave episodio di violenza domestica che ha portato, dapprima, all’applicazione della misura dell’Allontanamento d’urgenza dalla casa familiare disposta dal P.M. e, poche ore più tardi, all’arresto dell’uomo per la violazione del medesimo provvedimento.

L’intera vicenda ha avuto origine nella tarda serata di lunedì, quando la Sala Operativa della Questura riceveva una richiesta di aiuto da parte di una donna che riferiva di essersi allontanata dalla propria abitazione insieme al figlio 12enne perché intimorita dal comportamento del convivente, con il quale la relazione sentimentale durava da circa otto mesi e la convivenza era iniziata da poche settimane.

Le pattuglie della Sezione Volanti raggiungevano in pochi minuti il luogo indicato, individuando la richiedente in evidente stato di agitazione e in compagnia del figlio minore. Dopo averla tranquillizzata e posta in condizioni di sicurezza, gli operatori raccoglievano una prima ricostruzione dei fatti. Secondo quanto denunciato dalla donna, la relazione sarebbe stata caratterizzata, negli ultimi mesi, da un progressivo aggravamento dei comportamenti violenti e prevaricatori del compagno, culminati in ripetute aggressioni fisiche, minacce e continue intimidazioni. La donna riferiva agli operatori di essere stata colpita in più occasioni con schiaffi e pugni e di avere subito anche minacce particolarmente gravi, consistite, secondo il suo racconto, nella reiterata prospettazione di volerle sfregiare il volto con una lama affinché portasse per sempre i segni della violenza. La vittima riferiva inoltre che alcuni degli episodi denunciati sarebbero avvenuti anche alla presenza del figlio minore, il quale avrebbe assistito ad alcune aggressioni.

Nel corso della ricostruzione, la donna raccontava altresì che soltanto il giorno precedente, durante una gita in provincia di Padova, una discussione relativa alla volontà di interrompere la relazione sarebbe degenerata. Secondo quanto denunciato, l’uomo avrebbe infranto una lattina di birra tentando successivamente di aggredirla con le parti taglienti del contenitore, provocandole escoriazioni alle dita della mano e ad una gamba. La donna riferiva di essere riuscita ad allontanarsi e a rifugiarsi presso altre persone presenti sul posto. Sempre secondo quanto dichiarato dalla persona offesa, durante il viaggio di rientro il convivente avrebbe continuato a rivolgerle minacce, mostrando anche un rasoio e ribadendo la volontà di sfregiarla al volto.

La sera successiva, la situazione sarebbe ulteriormente degenerata quando l’uomo avrebbe iniziato ad urlare contro il figlio 12enne, rivolgendogli pesanti insulti. Temendo che la situazione potesse evolvere in una nuova aggressione, la donna decideva di allontanarsi dall’abitazione insieme al figlio e contattava il numero di emergenza 113.

Durante la permanenza con gli operatori delle Volanti, la richiedente riceveva numerose telefonate provenienti dal cellulare del convivente. Una delle conversazioni, ascoltata dai poliziotti intervenuti, conteneva ulteriori minacce nei suoi confronti.

Mentre gli agenti si trovavano ancora con la donna, quest’ultima segnalava di avere notato il compagno transitare nelle vicinanze a bordo della propria autovettura, apparentemente intento a cercarla. I poliziotti decidevano pertanto di accompagnare la donna presso la propria abitazione per verificare la situazione. All’interno dell’immobile rintracciavano l’uomo, che risultava nascosto dietro un armadio collocato sul terrazzino esterno dell’appartamento. L’uomo, richiesto di fornire spiegazioni, negava gli addebiti sostenendo che la compagna stesse inventando tutto con l’intento di danneggiarlo.

Entrambe le parti venivano quindi accompagnate presso gli Uffici della Questura per gli ulteriori accertamenti. L’uomo veniva sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici, ed identificato per un cittadino cubano di 37 anni, gravato da un precedente per maltrattamenti in famiglia risalente al 2024.

Nel corso della notte la donna formalizzava querela, descrivendo nel dettaglio i numerosi episodi di maltrattamenti subiti, le aggressioni denunciate, le minacce ricevute e il clima di costante paura nel quale riferiva di vivere, manifestando particolare preoccupazione sia per la propria incolumità sia per quella del figlio minore.

All’esito dell’attività svolta nell’immediatezza, il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Padova, informato del quadro investigativo raccolto dagli operatori della Polizia di Stato, disponeva l’applicazione della misura dell’Allontanamento d’urgenza dalla casa familiare nei confronti dell’uomo con il conseguente divieto di fare rientro nell’abitazione e di avvicinarsi alla persona offesa.

Il provvedimento veniva immediatamente notificato dagli operatori della Polizia di Stato, che illustravano all’indagato tutte le prescrizioni e le conseguenze penali derivanti da una loro eventuale violazione.

La vicenda, tuttavia, non si concludeva. Poco dopo le ore 5.30 della mattina di martedì 30 giugno, quando la donna era appena rientrata presso la propria abitazione insieme al figlio dopo avere trascorso alcune ore in Questura per la formalizzazione della querela, una nuova richiesta di aiuto giungeva alla Sala Operativa. La richiedente riferiva che il convivente, nonostante il provvedimento notificatogli soltanto poche ore prima, si trovava nuovamente presso l’abitazione.

Le Volanti intervenivano dunque con la massima rapidità, rintracciando l’uomo all’interno della corte privata dell’abitazione. Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza, l’indagato, non avendo più le chiavi dell’immobile, avrebbe scavalcato la recinzione per introdursi nella proprietà, bussando ripetutamente alla porta e alle finestre e insistendo con telefonate e messaggi nel tentativo di farsi aprire.

La donna riferiva agli operatori di essersi nuovamente sentita intimorita dal comportamento dell’ex convivente e, ricordando quanto accaduto poche ore prima, aveva immediatamente richiesto un nuovo intervento della Polizia di Stato.

L’uomo dichiarava agli operatori di essersi recato presso l’abitazione esclusivamente per recuperare alcuni effetti personali prima di recarsi al lavoro, ammettendo tuttavia di essere perfettamente a conoscenza del provvedimento cautelare appena notificatogli. Accertata la violazione della misura disposta nei confronti del 37enne, gli operatori procedevano all’arresto in flagranza per il reato previsto dall’articolo 387-bis del Codice Penale. Ultimate le formalità di rito, il Pubblico Ministero disponeva la traduzione dell’arrestato presso la Casa Circondariale di Padova, in attesa dell’udienza di convalida.

L’intervento della Polizia di Stato si inserisce nell’ambito della costante attività di prevenzione e contrasto alla violenza domestica e di genere svolta quotidianamente dalla Questura di Padova in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica. La tempestiva richiesta di aiuto della vittima, il rapido intervento delle Volanti e la pronta attivazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento hanno consentito di intervenire immediatamente a protezione della donna e del figlio minore, assicurando il rispetto delle determinazioni adottate dall’Autorità Giudiziaria e procedendo all’arresto dell’indagato quando, a poche ore dalla notifica del provvedimento, ne avrebbe violato le prescrizioni.

(Questura di Padova)