Solo le imprese iscritte all’Albo possono utilizzare il termine “artigianale”. I chiarimenti del Ministero spiegano cosa cambia per imprese e consumatori.
Da oggi scegliere un prodotto o un servizio artigianale significa avere una certezza in più. Con la nuova disciplina che riserva l’utilizzo dei termini “artigiano” e “artigianale” alle sole imprese iscritte all’Albo delle imprese artigiane, e con i recenti chiarimenti pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, viene definitivamente tracciato il confine tra ciò che è realmente artigianale e ciò che non può essere definito tale. La novità interessa migliaia di imprese e milioni di consumatori. In provincia di Padova sono oltre 23.800 le imprese iscritte all’Albo delle imprese artigiane: solo queste possono utilizzare nella propria comunicazione commerciale richiami all’artigianato.
Le FAQ pubblicate qualche giorno fa dal Ministero chiariscono infatti numerosi casi pratici.
Un bar che produce internamente il proprio gelato ma non è iscritto all’Albo non potrà pubblicizzarlo come “gelato artigianale”; potrà invece utilizzare definizioni come “gelato di produzione propria”, “gelato fatto ogni giorno” o “preparato con lavorazioni tradizionali”. Diverso il caso di un esercizio che commercializza gelato proveniente da un’impresa artigiana iscritta all’Albo: in questo caso il prodotto potrà essere correttamente presentato come “artigianale”, dimostrandone, in caso di controllo, la provenienza.
Lo stesso principio vale per molti altri settori. Una grande azienda che realizza pasta confezionata attraverso alcune lavorazioni svolte a mano non potrà indicare in etichetta “pasta artigianale” se non possiede la qualifica di impresa artigiana. Potrà però valorizzare il prodotto con espressioni come “fatto a mano”, “lavorato secondo tradizione”, “realizzato con strumenti tradizionali”, “autentico della tradizione italiana” o “di qualità”.
“Per anni il termine “artigianale” è stato utilizzato con grande disinvoltura, spesso come semplice argomento di marketing – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Padova, Gianluca Dall’Aglio –. Oggi, invece, la legge chiarisce che essere artigiani significa possedere una qualifica giuridica precisa, con requisiti, responsabilità e controlli. È un riconoscimento importante per migliaia di imprese che ogni giorno lavorano nel rispetto delle regole”.
Secondo Dall’Aglio, la nuova disciplina rappresenta anche uno strumento di tutela per i consumatori. “Quando un cittadino acquista un prodotto o un servizio definito artigianale deve poter essere certo che dietro quella parola esista davvero un’impresa artigiana. I chiarimenti del Ministero aiutano a eliminare ogni ambiguità e rafforzano la trasparenza del mercato”.
I chiarimenti riguardano inoltre commercianti, negozi e piattaforme e-commerce, che possono continuare a vendere e promuovere prodotti artigianali realizzati da imprese artigiane purché ne sia dimostrabile la provenienza. Analogamente, gli hobbisti e i produttori occasionali che partecipano a fiere e mercatini potranno descrivere i propri manufatti come “fatti a mano”, “realizzati personalmente”, “creati con tecniche tradizionali” o “pezzi unici”, ma non utilizzare il termine “artigianale” in assenza della qualifica prevista dalla legge.
“Questa è una norma a favore della trasparenza – conclude Dall’Aglio –. Tutela chi investe per essere davvero impresa artigiana e aiuta i consumatori a compiere scelte più consapevoli. In un mercato in cui autenticità e qualità fanno sempre più la differenza, anche le parole devono avere un significato preciso”.