Protezione temporanea Ue: estesa fino al 2028 per 4,4 milioni di ucraini

Oggi l’Unione Europea “ospita oltre 4,4 milioni di ucraini, di gran lunga il numero più alto al mondo. Dall’inizio della guerra, i cittadini europei hanno accolto e aiutato gli ucraini senza esitazione, dimostrando chiaramente l’impegno europeo a sostegno degli ucraini in fuga dalla guerra di aggressione russa”. Lo sottolinea il commissario europeo agli Affari Interni e alle Migrazioni Magnus Brunner, a Bruxelles.

E poiché “la guerra continua – continua – il nostro sostegno deve ovviamente proseguire, ed è per questo che presentiamo la proposta di prorogare la protezione temporanea di un ulteriore anno. L’attuale regime di protezione temporanea scadrà a marzo 2027, ovvero domani. Dobbiamo garantire continuità, chiarezza e stabilità, e pertanto proponiamo di estendere la protezione temporanea fino al 4 marzo 2028″.

“Questo – prosegue – proteggerà le famiglie che si sono costruite una vita in Europa e si sono integrate nelle società ospitanti, trovando lavoro, contribuendo all’economia dell’Ue, imparando la lingua, frequentando la scuola, avviando attività commerciali, e così via”.

Allo stesso tempo, continua Brunner, “la nostra proposta tiene conto delle esigenze di difesa e di ripresa dell’Ucraina, in continua evoluzione. Le esigenze e la questione sono state ampiamente discusse con i nostri amici ucraini e, naturalmente, con i nostri Stati membri. Per mantenere credibile il quadro di protezione e allinearlo alle legittime esigenze dell’Ucraina, proponiamo un adeguamento mirato”.

La proposta al Consiglio “prevede che la protezione temporanea non venga concessa alle persone appena arrivate che non sono autorizzate a lasciare l’Ucraina a causa dei loro obblighi militari ai sensi della legge ucraina. Questo è quanto l’Ucraina ci ha chiesto di fare, ed è ciò che stiamo facendo, e riflette anche le discussioni avute con gli Stati membri, in particolare con quelli che ospitano il maggior numero di rifugiati ucraini”.

Questa proposta, continua Brunner, “si inserisce inoltre in una transizione più ampia e graduale da un quadro di protezione d’emergenza a soluzioni giuridiche più stabili per i rifugiati ucraini nell’Unione Europea. Abbiamo avviato questa discussione già lo scorso anno, sulla base di una proposta della Commissione”.

Il Consiglio, ricorda Brunner, “ha adottato una raccomandazione su una transizione graduale verso altri status e sul rimpatrio e la reintegrazione sostenibili in Ucraina, quando le condizioni lo consentiranno. Gli Stati membri hanno compiuto progressi in questo senso e questo deve continuare a essere una priorità, parallelamente alla concessione della protezione temporanea”.

La raccomandazione, nota, “è chiara anche per quanto riguarda il nostro sostegno all’Ucraina per la sua ricostruzione e la sua ripresa. Il futuro dell’Ucraina dipende, naturalmente, non solo dai finanziamenti, ma anche dal suo popolo, ed è per questo che oggi lanciamo anche un programma pilota di rimpatrio volontario e di ripresa, per sostenere coloro che desiderano tornare oggi e prepararsi al rientro, non appena la situazione lo consentirà”.

L’obiettivo principale del sostegno Ue all’Ucraina “rimane lo stesso: garantire certezze oggi, prepararsi responsabilmente per il domani e continuare a stare al fianco dell’Ucraina e del suo popolo”, conclude Brunner.