Era di nazionalità bashkort non russa l’artista Semen Skrepetsky ucciso lunedì a Biala Podlaska – nell’est della Polonia, a una trentina di chilometri dal confine con la Bielorussia – dove viveva con lo status di rifugiato dopo aver lasciato la Russia nel 2021. E come bashkort, apprende l’Adnkronos, aveva preso parte, a rappresentare le quasi 200 nazionalità incluse entro i confini della Federazione russa e storicamente oppresse da Mosca, all’azione di protesta per l’apertura del Padiglione di Mosca organizzata ai Giardini della Biennale, in coincidenza con l’inaugurazione dell’Esposizione internazionale d’arte, il 6 maggio scorso. “Noi non siamo russi”, era scritto a chiare lettera in uno dei manifesti della performance “Dall’ombra dell’impero alla laguna aperta”. I bashkort (bashiri in italiano, bashkiry in russo) sono principalmente concentrati nella Repubblica di Baschiria, fra Kazan ed Ekaterinbug, nel sud est della Russia.
Anche per la partecipazione di Skrepetsky (il cui vero nome è Robert Kuzovkov) alle proteste di Venezia il mese scorso, è stata organizzata, sempre ai Giardini della Biennale, una manifestazione per ricordard il vignettista dissidente, noto per le sue caricature di Vladimir Putin, spesso associato a Stalin, Aleksandr Lukashenko e Ramzan Kadyrov. La protesta, promossa da Europa Radicale, Associazione Radicale Certi Diritti, Arts Against Aggression e Radicali Venezia, si terrà il 5 luglio alle 12.30. “Manifestiamo a Venezia per chiedere verità. L’Europa deve proteggere chi combatte i regimi”, scrive Europa Radicale.
Il ricordo si svolgerà subito dopo l’apertura del “Pavillon of del (Dis)Sense”, esibizione indipendente dedicata al dissenso artistico nell’Ex Chiesa di San Leonardo, curatrice Katia Margolis, l’artista di origine russa da tempo residente a Venezia che aveva organizzato parte delle proteste di inizio maggio contro la controversa riapertura del Padiglione russo nel quadro dell’Esposizione internazionale d’arte, dopo l’assenza che aveva fatto seguito all’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Il titolo del progetto internazionale, alla cui ideazione e cura hanno preso parte anche Memorial Italia e Arts Against Aggression, nasce da un gioco linguistico, ma anche da una necessità etica, in cui il “(Dis)Senso” viene proposto come spazio in cui frammentazione, conflitto, dissenso e incertezza possono trasformarsi in strumenti di ricostruzione del significato. (segue)
Margolis era stata la promotrice anche dell’azione dei ‘padiglioni viventi delle nazionalità” in cui veniva denunciata “la continuità tra aggressione militare esterna e pratiche coloniali interne” ai danni delle comunità etniche escluse dalla scena della politica e della cultura del Paese in cui vivono, “sconosciute al pubblico e non rappresentate a livello ufficiale”. Skrepetsky era una persona “molto carismatica ed estremamente popolare sul web. Era terribilmente vicino alla gente”, ricorda Margolis.
Tentativi di omicidio contro l’attivista pro ucraina Valdas Bartkevičius e l’attivista indipendentista bashkort Ruslan Salavatovich Gabbasov erano stati sventati la scorsa primavera dalle autorità lituane.
Il sospetto esecutore materiale dell’uccisione di Skrepetsky, colpito da cinque colpi d’arma da fuoco all’età di 44 anni, è stato arrestato giovedì a Lublino dalle forze di sicurezza polacche, aveva reso noto il Premier Donald Tusk. Il sospetto, di 36 anni, aveva un passaporto georgiano. Le autorità polacche sono al lavoro per identificare il mandante, aveva precisato il premier che il giorno prima aveva denunciato che “tutti gli elementi indicano che si sia trattato di un omicidio politico”. “Se viene fuori che dietro questo attacco c’è la Russia, si tratterà di un atto di terrorismo di Stato”, aveva aggiunto il Premier mercoledì.