Parrebbe di sì: non siamo ai livelli di Bolzano e Trento (province autonome) ma in compenso siamo la provincia italiana con la minore percentuale di giovani “neet” under 30.
Bertin (Confcommercio Veneto e Padova): “Qui c’è una gioventù che non sprofonda sul divano ma si dà da fare”
La domanda è sempre la stessa: ma il nostro è un Paese per giovani? E, soprattutto, la provincia di Padova è un territorio per chi ha tra i 18 e i 35 anni?
Ha provato a dare una risposta Il Sole 24 Ore, il quotidiano economico che al “Festival dell’Economia” di Trento ha proposto tutta una serie di questioni, non ultima quella della condizione giovanile nell’Italia del 2026.
Una prima valutazione conferma quello che un po’ tutti sanno, ovvero che c’è una sostanziale spaccatura tra il Nord ed il Sud: bene il Settentrione che nella classifica stilata dal giornale diretto da Fabio Tamburini, occupa tutte le prime venti posizioni, male il Meridione che vede ben 11 province in coda alla classifica ma se poi si escludono Frosinone e Latina (che fanno parte del Centro e che occupano la dodicesima e tredicesima posizione partendo dal fondo) ce ne sono altre 11 fino a Catanzaro che è 84^.
Diciamo subito che Padova non fa parte delle 20. E’ infatti al 33° posto dopo, per quanto riguarda il Veneto, di Verona (16^) e di Belluno (31^), ma prima di tutte le altre (Rovigo è 51^, Vicenza 55^,Venezia 63^ e Treviso 75^).
Resta comunque una buona classifica che, calcisticamente parlando, non ci manderebbe ai “play off”, ma nemmeno ci farebbe soffrire come invece sono costrette a fare le province dall’80^ posizione in giù che registrano diversi “primati” (in negativo) tra i 20 indicatori che hanno costituito il fulcro dell’indagine sulla qualità della vita per le generazioni più giovani.
Assodato che il primo e il secondo posto della classifica generale sono appannaggio di Bolzano e Trento (guarda caso, province autonome) e che terzo e quarto posto sono occupati da Gorizia e Trieste (province di regione autonoma), vediamo chi sono le province che si aggiudicano i 20 indicatori.
La minore disoccupazione giovanile vede primeggiare Bergamo; il livello di istruzione migliore è a Trento; gli amministratori comunali under 40 sono a Prato; i servizi che si raggiungono entro i famosi 15 minuti si trovano a Milano; c’è minore percezione di insicurezza a Enna mentre i contratti a tempo indeterminato fioccano a Vicenza.
Bologna ha il maggior numero di laureati; Ferrara ha il primato degli impianti sportivi; a Nuoro si può contare sugli amici mentre a Isernia non ci sono (non proprio del tutto, ma quasi) incidenti stradali notturni che vedano giovani vittime.
Ci si sposa di più a Bolzano; ci si industria nell’organizzare spettacoli e locali a Cagliari; ci si impegna nel no profit a Brescia, si è contenti del proprio lavoro ad Agrigento; si paga poco di affitto a Trapani; le giovani donne hanno il primo figlio a 31,3 anni a Siracusa; si va a concerti a La Spezia e si resta nel proprio territorio a Pavia.
C’è poi il dato, forse sorprendente o forse no, di Vibo Valentia che è la provincia a più alto tasso di imprenditoria giovanile. Non è detto, ma il dato potrebbe scaturire dal fatto che, mancando le occasioni, ci si dà da fare e, in attesa di qualcosa di meglio, si apre la partita Iva.
E Padova? A parte il fatto che le imprese under 35 nel padovano sono circa il 6% delle 67.842 imprese del terziario di mercato (dato al 31 marzo scorso), va detto che c’è anche Padova tra i primatisti dei 20 indicatori ed è la provincia prima in Italia per i pochi giovani che non studiano nè lavorano.
“Devo dire che fa particolarmente piacere sapere che questa non è una provincia di NEET – commenta Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto e Padova – innanzitutto perchè dà l’immagine di una gioventù che non sprofonda sul divano ma che, invece, o studia per raggiungere un obiettivo o si occupa da qualche parte, ma anche perchè fa giustizia di tanti luoghi comuni che vanno dalla movida incontrollata, o allo scarso impegno“.
“D’altra parte – continua il presidente – se facciamo fatica ad occupare i posti che pur ci sarebbero nel terziario di mercato, è perchè non dico che siamo alla totale occupazione ma poco ci manca. Se poi consideriamo che subito dietro Padova, in questa classifica, c’è Vicenza, significa che i ragazzi veneti meritano forse più di quella considerazione che noi più avanti con gli anni, siamo restii a riconoscere”.
PADOVA 30 MAGGIO 2026