I ministri hanno discusso il futuro delle relazioni con Mosca e il ruolo che spetterebbe a Bruxelles in eventuali negoziati di pace. Dal porto di Limassol, punto strategico nel Mediterraneo orientale e simbolo delle tensioni che collegano Europa e Medio Oriente, i responsabili della diplomazia dell’Unione Europea hanno cercato di consolidare le loro posizioni sul dossier ucraino. Al centro del formato Gymnich di Cipro sono emersi due temi principali: la possibile nomina di un inviato europeo per i contatti con la Russia e il percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue.
L’incontro ha rimesso al centro dell’agenda il rapporto tra Bruxelles e Kiev, con l’allargamento dell’Unione indicato come la questione strategica dei prossimi mesi. La Commissione europea si prepara a proporre al Consiglio l’apertura del primo dei sei capitoli negoziali, mentre continua il dibattito politico su tempi, modalita e implicazioni di un’eventuale adesione dell’Ucraina.
L’Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, ha giudicato “molto buona” l’idea di accelerare il percorso europeo di Kiev, anche attraverso formule graduali o forme rafforzate di associazione. Ha sottolineato che l’Ucraina puo contribuire all’Unione anche sul piano della sicurezza, ma ha riconosciuto che il processo richiedera tempo e dovra rispettare i criteri di adesione.
Anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha ribadito il sostegno del governo al percorso europeo dell’Ucraina, pur evidenziando la necessita di mantenere un equilibrio con gli altri Paesi candidati. Ha ricordato che i Balcani occidentali sono piu avanti nelle trattative e non devono essere marginalizzati. Roma ha inoltre insistito sulla continuita delle riforme a Kiev, con particolare attenzione alla lotta alla corruzione.
Oltre all’allargamento, i ministri hanno affrontato la possibilita di nominare un inviato speciale europeo per i contatti con Mosca in caso di negoziati di pace. Kallas ha avvertito del rischio di lasciare che il Cremlino imponga l’agenda: “La Russia vuole che discutiamo su chi debba sedersi al tavolo. Non dobbiamo cadere in questa trappola”, ha detto, ribadendo che eventuali negoziati devono restare un lavoro collettivo e che l’Ue non puo essere presentata come mediatore neutrale.
Sulla stessa linea Tajani, il quale ha sottolineato il ruolo politico dell’Unione in ogni possibile trattativa. “L’eventuale negoziatore europeo ce lo scegliamo noi, certamente non Putin”, ha affermato, ricordando che Bruxelles sara comunque coinvolta anche per via delle sanzioni imposte alla Russia.
Alcuni partner europei si sono mostrati piu cauti sull’idea dell’inviato speciale. La Spagna, tramite il ministro Jose Manuel Albares, ha definito il dibattito sui nomi “principalmente mediatico”, ribadendo che la priorita e mantenere una posizione unitaria dell’Ue. Piu netto l’intervento del ministro estone Margus Tsakhna, che ha osservato come al momento non sussistano le condizioni per una vera trattativa e ha scherzato sul fatto che chi si candida oggi non vincera il Nobel per la Pace, indicando sanzioni e sostegno a Kiev come priorita.
Il Gymnich, a cui hanno partecipato anche i ministri degli Esteri di India e Arabia Saudita, e servito anche per rafforzare la cooperazione sulle crisi in Medio Oriente. La decisione su eventuali sanzioni all’italiano ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, e stata rinviata al prossimo Consiglio Affari Esteri di giugno in Lussemburgo; Tajani ha detto di aver riscontrato ampio consenso nei colloqui bilaterali sul tema. Il ministro ha espresso una preoccupazione generale sul fatto che la crisi tra Iran e Stati Uniti e le sue ripercussioni sulla liberta di navigazione nello Stretto di Hormuz difficilmente si risolveranno in tempi brevi, auspicando comunque che i colloqui proseguano per ripristinare le condizioni precedenti al conflitto.
Infine, il titolare della Farnesina ha lanciato un appello alla de-escalation in Libano, nel giorno in cui le Forze di Difesa israeliane hanno ripreso i raid su Beirut. “Il tema Libano e fondamentale: e necessario ridurre gli attacchi sia da parte israeliana sia da parte di Hezbollah”, ha detto il vicepresidente del Consiglio, sollecitando le parti a lavorare per un accordo di pace globale. (dall’inviato Piero Spinucci)
