Si è svolta il 30 aprile in sala Consiglio a palazzo Santo Stefano, la presentazione del libro “Diario di un naturalista” di Enzo Moretto, direttore di Esapolis, il museo degli insetti, di proprietà della Provincia di Padova.
Il volume racconta in forma di diario, esperienze, osservazioni e riflessioni nate da una vita dedicata allo studio della natura e degli insetti. Attraverso viaggi e avventure, l’autore accompagna il lettore alla scoperta del mondo degli invertebrati e della biodiversità, offrendo uno sguardo appassionato sull’ambiente naturale. Risultati di studio sul campo che, negli anni, sono diventati didattica, mostre, pubblicazioni e divulgazione presso realtà come il Museo Esapolis.
Daniele Canella, vice presidente vicario della Provincia di Padova, con delega ai Musei: «Oggi presentiamo questo libro, un’opera bellissima in cui viene messa a nero su bianco l’esperienza straordinaria di Enzo Moretto, un ambasciatore del territorio padovano e un grande conoscitore dello specialissimo mondo degli insetti. Con lui siamo orgogliosi di collaborare in quanto da molti anni è l’anima e il cuore del museo Esapolis, uno dei siti museali di cui la Provincia di Padova è proprietaria. Siamo felicissimi di tenere a battesimo questa importante opera editoriale e siamo convinti che all’interno di queste pagine ci sia un’esperienza di vita straordinaria di cui siamo orgogliosi di poter essere co-fruitori grazie alla grande disponibilità di Enzo».
Enzo Moretto, direttore di Esapolis e autore del libro Diario di un naturalista: «Questo libro è la sintesi della mia esperienza di naturalista ed è nato per coinvolgere tutti nell’avventura che ho vissuto io. Un’avventura condivisa con altre persone, accomunate dalla stessa passione, che è diventata una storia che ci ha permesso di far vedere che si può scoprire ancora molto nel nostro territorio, scoperte fantastiche che hanno un valore internazionale.
Questa è la cosa che mi ha affascinato di più di questa avventura: si può ancora guardare la natura con gli occhi dei naturalisti del passato che guardavano attentamente quello che vedevano e lo disegnavano».