Quando Tucker Carlson ha pubblicato un lungo monologo critico sulla gestione della crisi in Iran, molti a Washington lo hanno interpretato come un episodio isolato. Carlson aveva sostenuto Trump durante la campagna del 2024, lo aveva difeso per anni su Fox News e solo poche settimane prima aveva continuato a fornire consigli alla Casa Bianca. Nel suo intervento video di 43 minuti ha definito la guerra in Iran <
Sabato, che monitora i sondaggi da decenni e conosce bene le dinamiche interne del Gop, interpreta i numeri in modo chiaro: l’indice di gradimento di Trump e in calo e mostra segnali di vulnerabilita. Per un presidente al secondo mandato che controlla il Congresso, livelli di approvazione cosi bassi rappresentano un campanello d’allarme, e i dati recenti confermano questa tendenza.
Diversi rilevamenti evidenziano la perdita di consenso. Un sondaggio CNBC registra l’approvazione di Trump sulla gestione dell’economia al 39% (60% di disapprovazione), il livello piu basso misurato nei suoi mandati, con un calo di dieci punti rispetto al trimestre precedente. Sul conflitto in Iran l’approvazione scende al 37% contro il 63% di disapprovazione. Ricerche come quelle di Pew mostrano una diminuzione del sostegno generale alle sue politiche rispetto allo scorso anno, mentre una quota significativa di americani riferisce di sentirsi meno sicura e ritiene che il conflitto non giustifichi i costi economici e l’aumento del prezzo della benzina.
Secondo Sabato, tre elementi chiave spiegano il deterioramento dei consensi: la guerra in Iran, il rialzo del prezzo della benzina e l’inflazione alimentare. <
I dati mostrano infatti una forte lealta tra gli elettori piu vicini al movimento Maga: sondaggi recenti indicano livelli molto alti di approvazione di Trump all’interno di quella componente. Al contempo, alcuni repubblicani conservatori, come il deputato Thomas Massie, hanno espresso opposizione alla guerra e propongono di coinvolgere il Congresso per limitare l’azione esecutiva sul conflitto.
Analisi come quella del sondaggista di CNN Harry Enten confermano che il sostegno nella frangia Maga resta elevato, mentre chi si sta allontanando e principalmente l’elettorato repubblicano tradizionale, quello che era il nucleo del partito prima dell’avvento di Trump.
I numeri confermano questo spostamento: il sostegno tra i repubblicani non legati al movimento Maga e diminuito in modo significativo. Per alcuni analisti democratici, la differenza di entusiasmo elettorale tra i due schieramenti ricorda scale di confronto passate, ma invertite, e se i costi dell’energia continuassero a salire potrebbe aggravarsi sia il malcontento degli elettori democratici sia la sfiducia tra i repubblicani.
Per la Casa Bianca, pero, la preoccupazione maggiore riguarda gli elettori indipendenti: una quota importante di loro esprime disagio verso la presidenza e tende a essere decisiva negli swing state. Secondo dati citati, la propensione degli indipendenti a sostenere candidati repubblicani nelle future elezioni e bassa, e gruppi demografici che nel 2024 si erano spostati verso Trump oggi mostrano segnali di disapprovazione sul fronte sia della politica estera sia dell’economia.
Sabato lega le possibilita di recupero a due variabili concrete: la fine rapida della guerra e una riduzione significativa del prezzo della benzina (intorno a 3-3,5 dollari al gallone). In quel caso, l’approvazione di Trump potrebbe risalire fino al 40%, un livello non brillante ma sufficiente a stabilizzare il quadro politico. La domanda che domina i circoli repubblicani riguarda pero la successione: se il malcontento dovesse persistere, chi potrebbe raccogliere quel consenso? Trump stesso ha iniziato a sondare i sostenitori su possibili successori.
Tra i nomi circolati, J.D. Vance e Marco Rubio sono frequentemente citati. Sabato ritiene difficile per Vance distanziarsi dall’identita costruita attorno a Trump: la sua recente carriera politica e strettamente legata al presidente, il che rende complicata una transizione autonoma. I risultati interni come quelli del CPAC segnalano un calo del suo sostegno rispetto all’anno precedente, mentre Rubio ha guadagnato terreno nei sondaggi interni.
Rubio e considerato un possibile punto di riferimento alternativo perche ha una carriera politica precedente all’era Trump, un profilo personale distinto e una visibilita internazionale derivante dal ruolo di segretario di Stato. Alcune fonti indicano che membri dell’entourage presidenziale valutano Rubio come potenziale candidato per il futuro, anche se Rubio stesso ha dichiarato pubblicamente che sosterrebbe Vance nel caso decidesse di candidarsi.
La sfida per il 2028 dipendera in larga misura dall’esito delle elezioni di meta mandato del novembre 2026. Secondo Sabato, dopo quei voti sara piu chiaro chi nel partito ha credito e quali figure emergono come alternative reali. Se i repubblicani perdessero il controllo di una o entrambe le camere, lo spazio per nuovi leader aumenterebbe; se invece il partito dovesse resistere, le critiche interne rischierebbero di rimanere marginali. Per ora, l’attenzione resta concentrata sulle prossime elezioni di medio termine. (di Angelo Paura)
