Stati Uniti e Iran si avvicinano a un secondo turno di negoziati nella prospettiva di porre fine al conflitto. Sullo sfondo, l’Europa prepara un intervento per favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz, al momento ostacolato dalle azioni di Teheran e aggravato da un blocco navale statunitense operativo da oltre 24 ore, con riflessi sui prezzi del petrolio e dei carburanti. Negli sviluppi piu recenti e Donald Trump, finito nelle cronache per le critiche rivolte alla premier italiana Giorgia Meloni, a tracciare l’agenda dei colloqui e ad aprire alla possibilita di un nuovo vertice Usa-Iran in Pakistan.
Nuovi colloqui Usa-Iran
<
Secondo indiscrezioni dell’Associated Press la decisione sulla sede potrebbe arrivare a breve e i colloqui potrebbero svolgersi gia nelle prossime 24 ore, in tempo utile rispetto alla scadenza della tregua fissata il 21 aprile. Diplomatici pakistani, citati dall’agenzia Dpa, confermano la volonta di Islamabad di ospitare i nuovi incontri e segnalano che Cina, Egitto, Arabia Saudita e Turchia sono in contatto sia con Teheran sia con Washington. Le prospettive di un nuovo vertice hanno influenzato i mercati petroliferi: a New York il WTI con consegne a maggio ha perso 7,80 dollari (-7,87%) attestandosi a 91,28 dollari al barile, mentre a Londra il Brent con consegne a giugno e sceso di 4,57 dollari (-4,6%) a 94,79 dollari al barile.
L’attacco di Trump a Meloni e il piano dell’Europa
Mentre l’Europa si prepara a prendere l’iniziativa diplomatica e operativa, Trump ha criticato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista al Corriere della Sera: <
Secondo il Wall Street Journal, il Vecchio Continente sta lavorando a un piano per costituire una coalizione internazionale finalizzata a ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz al termine delle ostilita, senza coinvolgimento diretto statunitense. L’iniziativa, promossa soprattutto da Regno Unito e Francia, prevederebbe una missione difensiva con attivita di sminamento e il dispiegamento di navi militari per garantire i transiti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che la missione escluderebbe le <
L’obiettivo e favorire la ripresa del traffico commerciale nello Stretto, attraverso cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Nel piano potrebbe entrare anche la Germania, finora restia a operazioni militari all’estero ma dotata di rilevanti capacita, in particolare per lo sminamento. Fonti diplomatiche riferiscono che e stata convocata una prima riunione internazionale promossa da Macron e dal premier britannico Keir Starmer, alla quale Washington non partecipera. Restano tuttavia differenze tra gli alleati: Parigi ritiene che un’assenza degli Stati Uniti renda la missione piu accettabile per Teheran, mentre Londra teme ripercussioni nei rapporti transatlantici. Il piano si articolerebbe in tre fasi principali: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari.
Prove di accordo
In vista dei colloqui, dall’Iran potrebbe arrivare un segnale di distensione: una sospensione temporanea dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz per non mettere alla prova il blocco navale attuato dagli Stati Uniti. Tale sospensione sarebbe motivata dalla volonta di evitare una escalation durante una fase diplomatica delicata. Dietro le quinte i contatti proseguono per cercare un’intesa: <
L’elemento centrale rimane il programma nucleare iraniano. Teheran non intende rinunciare al dispositivo che riguarda circa 440 chili di uranio arricchito al 60%; secondo gli esperti bastano pochi passaggi relativamente semplici per avvicinarsi alla soglia del 90% richiesta per usi militari e per la produzione di armi atomiche.
Durante i negoziati del weekend scorso l’Iran ha proposto di sospendere per cinque anni l’arricchimento dell’uranio come condizione per un accordo di pace, mentre gli Stati Uniti, secondo quanto riferito, hanno chiesto una sospensione di 20 anni. La distanza tra le posizioni e significativa, ma i colloqui restano aperti e un compromesso non e escluso.
Leggi anche
