Donald Trump, in un discorso alla nazione dalla Casa Bianca, ha fatto il punto sull’azione condotta dagli Stati Uniti insieme a Israele contro l’Iran, iniziata 32 giorni fa. Illustrando l’operazione denominata “Epic Fury” in circa 20 minuti, ha detto che gli obiettivi sono ormai vicini, che il lavoro sara portato a termine a breve e che sono previsti nuovi attacchi nelle prossime due-tre settimane. Ha ripetuto di aver inflitto gravi danni all’Iran e ha dichiarato che i negoziati per porre fine al conflitto proseguono. Pur affermando che il cambiamento di regime non era l’obiettivo iniziale, ha sostenuto che e avvenuto e che ora a Teheran ci sarebbero leader “meno radicali e piu ragionevoli”.
Il presidente ha sostenuto che le forze statunitensi stanno “smantellando sistematicamente” la capacita del regime iraniano di minacciare obiettivi esterni: secondo lui la marina e l’aviazione iraniane sono state neutralizzate e le scorte di missili sono in gran parte esaurite o inservibili. Ha affermato che queste azioni paralizzeranno l’esercito iraniano, ne limiteranno la possibilita di sostenere gruppi proxy e ne ostacoleranno il percorso verso un’arma nucleare. Nel suo discorso ha ringraziato esplicitamente una serie di alleati, citando Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrain.
Sui prezzi del petrolio ha detto che l’aumento della benzina in America e collegato, a suo avviso, agli attacchi iraniani contro petroliere e contro paesi vicini non direttamente coinvolti nel conflitto, e ha ammonito che l’Iran non e affidabile e potrebbe ricorrere anche a opzioni estreme. Ha inoltre lasciato intendere che la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz non e la priorita principale per Washington.
Il messaggio su Hormuz
Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti sono oggi il primo produttore mondiale di petrolio e gas e che, di fatto, importano poco petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha fatto in toni relativamente conciliatori, senza i forti attacchi alla Nato registrati nel corso della giornata, affermando che i Paesi che ricevono petrolio tramite lo Stretto dovrebbero occuparsene direttamente: “prendetelo e protetetelo”, ha detto, aggiungendo che gli Stati Uniti forniranno assistenza ma che quei Paesi dovrebbero assumersi la responsabilita. Ha suggerito loro di comprare petrolio dagli Stati Uniti e di “mostrare coraggio”. Secondo lui, quando il conflitto sara terminato lo Stretto si riaprira naturalmente e, dato che l’Iran cerca di vendere petrolio per ricostruire, i prezzi dovrebbero scendere e i mercati tornare a salire.
Per allontanare l’idea di una guerra senza fine, Trump ha ricordato la durata di diversi conflitti a cui ha partecipato l’America: la Prima Guerra Mondiale e durata 1 anno, 7 mesi e 5 giorni; la Seconda Guerra Mondiale 3 anni, 8 mesi e 25 giorni; la Guerra di Corea 3 anni, 1 mese e 2 giorni; il Vietnam 19 anni, 5 mesi e 29 giorni; la presenza in Iraq 8 anni, 8 mesi e 28 giorni. Ha confrontato queste durate con i 32 giorni dell’operazione in corso, definendola un investimento per il futuro dei figli e dei nipoti degli americani.
